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Saillon (Svizzera), visita al borgo medioevale, e le sue terme

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Il sole ha scottato le pietre di Saillon per centinaia di anni, estate dopo estate, e la neve dell’inverno ne ha imbiancato i tetti: sempre, sin dal Medioevo, le case del borgo svizzero se ne stanno allineate lungo viottoli tortuosi, abbracciate da mura possenti e superate in altezza dai campanili delle chiese. Ancora oggi quelle pietre e quei ciottoli parlano ai propri ospiti, andando con la memoria al passato di questo villaggio incantevole, popolato da appena duemila abitanti, incastonato nel cuore del Canton Vallese. Saillon attende i visitatori lungo la Valle del Rodano, tra Martigny e Sion, nel sud della Svizzera, pronto a raccontare le proprie origini e tradizioni.

La preistoria e il periodo romano hanno lasciato a Saillon tracce interessanti, ma il periodo più affascinante, che ha plasmato per sempre la bellezza della cittadina, è stato il medioevo: ancora oggi si respira un’aria autentica, genuina, intrisa di storie e di leggende, che passa attraverso le feste medievali e le degustazioni nelle cantine locali, le passeggiate per i viottoli e le visite nelle caratteristiche botteghe.

Ma col passare del tempo il borgo ha guadagnato anche un motivo di vanto più moderno: è l’innovativo centro termale, che regala ai turisti la possibilità di vivere una vacanza davvero rigenerante, all’insegna del riposo e del benessere. Il complesso comprende 4 piscine termali con una temperatura che va dai 28 ai 34°C, una zona detta “Carpe Diem” con la sauna e il bagno turco, un’area per i trattamenti di bellezza come massaggi e impacchi e una palestra in cui praticare diverse attività aerobiche. Distribuite tra l’interno e l’esterno, le piscine e le saune possono essere assaporate per tutto l’anno, anche nei momenti più freddi: è un vero piacere rilassarsi tra i vapori tiepidi, standosene immersi in acqua mentre fuori l’aria è frizzante e le montagne sono candide di neve. Completano l’offerta il centro fisioterapico, l’hotel a quattro stelle e gli eleganti negozi.

Dopo il relax arriva il momento di esplorare il centro storico di Saillon, che è a detta di tutti il meglio conservato dell’intera Svizzera. Da lontano lo si riconosce per le fortificazioni imponenti, con il donjon e le torri, e attraversandole ci si imbatte in edifici notevoli dal punto di vista architettonico e storico: è il caso, ad esempio, dell’Eglise di Ste-Catherine e St-Laurent, fondata nel 1740 e ingrandita nel 1925, poi ulteriormente restaurata nella seconda metà del Novecento. La costruzione domina l’abitato: è un magnifico esemplare di barocco rustico, con un orologio a forma piramidale in pietra, tipico di questa regione.

Accanto alla chiesa c’è il cosiddetto “Jardin Médiéval”, che in passato serviva da orto alla comunità di religiosi e tuttora si sviluppa su vari terrazzamenti. Si tratta di un luogo gradevole e colorato, dove gli ortaggi si alternano a piante ornamentali di grande fascino, ricche di fiori e profumi delicati. Grazie al piccolo percorso tematico allestito tra le piante del giardino, i visitatori possono scoprire le coltivazioni più diffuse nella zona tra il X e il XV secolo.

Ma non si può visitare Saillon senza menzionare Farinet e i luoghi che lo riguardano. Si trattava, secondo la leggenda, di un abile falsario originario di Saint-Rhémy-en-Bosses, acclamato dalla popolazione per la sua opera benefica verso i poveri: pare infatti che egli coniasse monete false da donare ai mendicanti, perché potessero concedersi un minimo di benessere. Scoperto dalle forze dell’ordine l’eroe riuscì sempre a scappare, e la tradizione vuole che il suo tesoro si trovi tuttora in una grotta affacciata su un torrente. Trovò la morte gettandosi in un orrido da 160 metri di altezza: proprio qui, ancora oggi, è possibile camminare sulla celebre passerella di Farinet, una sorta di ponte sospeso su una gola rocciosa, confine naturale tra le aree di Saillon, Leytron e le frazioni di Produit, Montagnon, Dugny e Les Places, che conducono verso Ovronnaz.
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Da vedere anche la “vigne à Farinet”, la più piccola vigna del mondo, situata sui colli che circondano il borgo, all’arrivo del “sentier des vitraux”. Quest’ultimo è un percorso suggestivo che si snoda tra le vigne e il villaggio medievale, incorniciato dai fusti nodosi delle piante e dal brillio incantato degli acini succosi, che attendono di essere raccolti in settembre e trasformati in vino squisito. Il sentiero, percorribile a piedi in 45 minuti circa, regala scorci magici sulla valle e rappresenta un ottimo punto di osservazione per fotografi e pittori en plein air.

C’è un momento dell’anno in cui il fascino antico di Saillon, sempre tangibile tra i palazzi e le stradicciole di sasso, emerge in tutta la sua potenza suggestiva: succede nella prima metà di settembre, quando le feste medievali ricreano le atmosfere magiche di secoli orsono, tra personaggi in maschera, spettacoli, giochi a tema e le immancabili bancarelle del mercatino, cariche di prodotti tipici del territorio e oggetti d’artigianato.

Adagiata in una zona verdeggiante tra Martigny e Sion, la cittadina del Vallese è raggiungibile comodamente con ogni mezzo di trasporto. Chi si sposta in auto deve percorrere l’autostrada A9 e uscire a Saxon-Saillon, mentre coi trasporti pubblici si può raggiungere la fermata di Martigny. L’aeroporto di Zurigo si trova a 280 km circa.

Una volta arrivati si fanno i conti col clima tipico della montagna, con inverni sono rigidi e estati fresche, piacevoli per chi vuole godere il paesaggio passeggiando o pedalando in mountain bike: le temperature medie di gennaio vanno da una minima di -4°C, mentre in luglio e agosto si va dai 13°C ai 26°C. Le precipitazioni si distribuiscono in maniera uniforme nell’arco dell’anno, con una media di 50-60 mm al mese, variando tra pioggia e neve a seconda della stagione.

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