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Sion (Sitten), visita alla cittą svizzera, tra castelli e vigneti

Sion, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Con 7 mila anni di storia alle spalle, quattro castelli, numerosi musei e il ruolo di capitale del Canton Vallese, Sion (Sitten in tedesco) è uno scrigno ricco di testimonianze del passato, traboccante di edifici antichi ma anche scoppiettante di eventi culturali e proposte divertenti.

La città più antica della Svizzera, con i suoi 30 mila abitanti circa, è punteggiata di resti archeologici e dominata da quattro manieri sontuosi, che resistono fieri al corso inesorabile dei secoli. Tutt’intorno ai castelli si perdono all’orizzonte i vigneti, irrorati di sole come in nessun altra zona del paese, e allontanandosi ancora dal centro si scoprono località magiche, stazioni sciistiche e paesaggi selvaggi da esplorare.

A Sion la memoria convive con la corsa al futuro: oltre ad essere un’importante località dal punto di vista storico e artistico, sede de Vescovado di Sion fondato nel IV secolo, oggi costituisce il fulcro economico del Vallese e uno snodo di comunicazione fondamentale, dotato di un piccolo aeroporto internazionale. Incastonata in una delle aree vitivinicole più famose e prospere della Svizzera, la città è rinomata per il delizioso bianco locale, il Fendant, e si distingue per le coltivazioni innovative, che utilizzano una rete di canali in pendenza sulle colline.

Proprio la passeggiata lungo queste fenditure del terreno, le cosiddette “bisses”, è una delle proposte di cui possono usufruire gli amanti della natura e della vita all’aria aperta. Ma le possibilità sono innumerevoli, tanti sono i sentieri escursionistici che si snodano attraverso la campagna e su per i monti, trafiggendo boschi e insinuandosi tra vecchie borgate. Tra le mete più belle ci sono la diga Grande Dixence, che coi suoi 285 metri rappresenta la più alta diga di sbarramento al mondo e si trova nella Val d’Héreménce, ma anche il lago sotterraneo carsico di St. Léonard, visitabile con le barche, e la foresta vergine di Derborence.

In inverno, quando un manto candido si adagia sul verde dei prati e degli alberi, chi ama sciare potrà raggiungere velocemente i comprensori di Verbier, Nendaz, Veysonnaz, Val d'Hérens, Val d'Anniviers o Crans-Montana. Proprio quest’ultimo si trova a 16 km di distanza, ed è molto famoso non solo per lo sci, ma anche per i suoi campi da golf.

Ciò che di Sion colpisce maggiormente sono però le sue fortezze, che si stagliano contro il cielo come immense sculture, ormai perfettamente calate nel paesaggio e testimoni di secoli appassionanti. Sotto la mole di questi castelli si sono consumate battaglie, si sono incontrati eroi valorosi e condottieri, si sono stipulate alleanze e sono nate leggende, che ancora oggi riecheggiano tra le loro pareti massicce.

La fortezza di Valère è la più imponente e affascinante. Più che un castello è un vero e proprio borgo fortificato, che dall’inizio del medioevo sino alla fine del XVIII secolo ha costituito la sede del Capitolo Venerabile della Cattedrale, che formava il consiglio del vescovo e partecipava al buon funzionamento della diocesi. Vi si possono ancora vedere alcune strutture di servizio, come il serbatoio per l’acqua col tetto a punta, o il mulino a grano che avrebbe permesso al sito di essere autosufficiente per un po’ in caso di epidemie o calamità. I primi edifici dell’agglomerato risalivano probabilmente alla metà del XII secolo, ma essendo stati realizzati in legno non ne rimane traccia. Soltanto nel secolo successivo comparvero le prime abitazioni in pietra, che a poco a poco furono circondate dalle mura seguendo l’andamento naturale del terreno: fu così che Valère divenne una vera e propria cittadella fortificata, riunita intorno alla chiesa centrale.

L’altro castello di Sion è quello di Tourbillon, che in passato conteneva la cisterna di raccolta delle acque piovane e assicurava una certa autonomia in caso di siccità. Le torri de la Majorie e di Vindomnat risalgono invece al XIII secolo e riprendono i nomi di due personaggi locali, funzionari del vescovo. Alla fine del Trecento divenne la residenza principale dei vescovi di Sion e rimase tale per quattrocento anni, beneficiando a più riprese di varie opere di ristrutturazione. Infine vale la pena di visitare il castello di Montorge, simbolo delle incessanti lotte che per tutto il medioevo videro opporsi il vescovo di Sion e i conti di Savoia, fondato nel 1233 col fine di controllare la valle del Rodano e il transito verso il Vallese.

A vivacizzare l’atmosfera della Sion di oggi ci sono numerose ricorrenze, manifestazioni culturali ed eventi nell’arco dell’anno. In marzo c’è un divertente carnevale, in giugno ci sono il “Jardin des vins” e il festival dell’arte di strada e in luglio e agosto si svolge il festival internazionale dell’organo antico. Da non perdere i magici mercatini natalizi che invadono le strade e le piazze cittadine con le loro bancarelle nei mesi più freddi.

Freddi e suggestivi, grazie alle frequenti nevicate che illuminano di bianco il cielo e il paesaggio intorno a Sion, come si addice al tipico clima montano delle Alpi. Qui gli inverni sono rigidi e le estati fresche, piacevoli per chi vuole assaporare il paesaggio facendo passeggiate e gite in mountain bike: le temperature medie di gennaio vanno da una minima di -4°C, mentre in luglio e agosto si va dai 13°C ai 26°C. Le precipitazioni si distribuiscono in maniera piuttosto uniforme nell’arco dell’anno, con una media di 50-60 mm al mese, ma variano tra pioggia e neve a seconda della stagione.

Per raggiungere Sion dall’Italia si può scegliere tra varie possibilità. Chi viaggia in auto, da Milano, deve imboccare l’autostrada A8 in direzione E62, quindi la A26 uscendo a Gravellona Toce/Del Sempione e superando il confine svizzero. A questo punto si continua sulla A9 e si seguono le indicazioni per Lausanne/Sion.
L’aeroporto di Zurigo si trova a 280 km circa.
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 Pubblicato da - 19 Settembre 2015 - © Riproduzione vietata

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