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Poschiavo (Svizzera): il lago e la visita al villaggio del Canton Grigioni

Poschiavo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Poschiavo è il capoluogo della splendida Val Poschiavo, cuore del Canton Grigioni in Svizzera e centro peculiare di una regione attraversata dal Bernina Express, il famoso “Trenino Rosso” eletto Patrimonio dell’Umanità UNESCO per l’eccellente servizio panoramico che offre ai turisti. Grazie proprio all’apertura della Ferrovia del Bernina nel 1910, l’intero paesaggio ha potuto finalmente uscire dall’anonimato per farsi ammirare in tutta la sua ridente bellezza dai visitatori internazionali.

Storia

Poschiavo è la cittadina gioiello di questo comprensorio, un nucleo urbano assai grazioso, d’estetica ispirazione italiana (data l’estrema vicinanza al Belpaese) e ricco di eleganti residenze dai caratteristici tetti in lastre di pietra, architettura collegabile alle vecchie consuetudini costruttive intercorse fra XVI e XIX secolo.

Il centro storico risente degli influssi dei Romani che hanno colonizzato queste zone prima della venuta dei Longobardi, c’è inoltre dell’ideale carolingio, la contaminazione saracena che pesò fra il 900 e il 1000, poteri abbaziali, vescovili e le concezioni viscontee. L’occupazione napoleonica rivoluzionò tutti gli equilibri sociali e politici, sicché a metà ‘800 Poschiavo si separò ufficialmente e definitivamente da Brusio godendo di piena autonomia comunale e dell’inscrizione nel circuito de I borghi più belli della Svizzera dal 2016.

Cosa vedere a Poschiavo

L’inserimento nella prestigiosa lista è ampiamente giustificato, ce ne si rende conto accedendo alla Piazza da Cumün, sulla quale la prima struttura di pregio ad affacciarsi è la Collegiata di San Vittore Mauro, coniugante l’impianto tardo gotico e l’altisonante campanile romanico a cinque ordini di finestre ad arco, di stili differenti rispetto al corredo interno ottemperante le regole canoniche del barocco di fine ‘600. I portali, finemente intagliati, fanno da ingresso al coro poligonale e alla sagrestia, parti di un ambiente enfatizzato dalla presenza di dipinti murali raffiguranti la Madonna, il Cristo Benedicente e San Vittore, arredi neogotici, finestre decorate, un magnifico altare maggiore e una cassa d’organo con rilievi in cui compaiono San Bartolomeo, San Rocco e San Martino di Tours.

A sud dell’edificio sorge l’Oratorio di Sant’Anna, curiosa per le sue tre cupole ad altezza graduale e la navata quadrata. Conta un presbiterio rettangolare trasversale, un coro quadrato, numerosi affreschi e statue tra cui spiccano Maria Vergine, Santa Caterina da Siena e San Domenico di Guzman. La categoria delle chiese di cantone annovera costruzioni molto simili fra loro, in maggioranza oratori: la Chiesa di Santa Maria Assunta s’eleva su un terrazzo artificiale e anche in questo caso riscontriamo la presenza di un sobrio campanile, un’unica navata e due cappelle laterali.

Da una tipologia di edificio abbastanza “omologato” alla conformazione del territorio si passa a una molto più anticonvenzionale, quella civica, di cui è capofila il Palazzo Comunale alquanto risonante per via della torre difensiva dotata di campana. Fu sede degli Olgiati e dei Von Matsch, facendo da teatro durante il Settecento ai processi alle presunte eretiche. Al ‘600 è ascrivibile Palazzo Mengotti, che prende il nome dal Podestà successivo alla famiglia Bassi, proprietari della dimora per tre decenni. Palazzo Matossi e Palazzo Dorizzi risultano di certo interessanti ma non quanto l’Albergo della Posta – artisticamente arricchito dalla Sala delle Sibille e da un’estesa ritrattistica – e Via d’i palazz, complesso creato dall’agglomerazione di case costruite da emigrati in Europa. Numerose altre ville si ritrovano nel pittoresco Quartiere Spagnolo, così denominato perché gli autori degli edifici emigrarono tutti in Spagna avendo successo in qualità di pasticceri.

Il Lago di Poschiavo e i dintorni

A sud del centro, a circa a 3 km, si apre il lago naturale di Poschiavo: si tratta di un lago di frana, scesa alla fine dell'ultima glaciazione dai fianchi del monte Giümelin. Il lago offre panorama spettacolari. Il bacino accoglie oltre 120 milioni di metri cubi di acque incantaminate, che vengono in parte utilizzate per la produzione di energia idroeletrica.

Inoltre Poschiavo può considerarsi la favolosa punta di un iceberg naturalistico di straordinario impatto turistico, un comprensorio costituito da fantastiche aree come la Val di Campo e i suoi laghi montani (il Saoseo si circonda di boschi di larici, cembri e pascoli alpini ventilati) costeggiabili e visitabili a piedi o in mountain bike, così da poter magari arrivare agli alpeggi (vedasi l’Alpe Selva) o a Cavaglia, disseminata di testimonianze riferibili all’ultima grande glaciazione, le Marmitte dei Giganti.

C’è chi è ansioso di sfruttare la Ferrovia del Bernina, specifico tratto della Ferrovia retica che collega Saint Moritz a Tirano configurandosi come la più alta trasversale ferroviaria alpina a elevatissima pendenza (70 x 1000) colmata senza cremagliera. Per fruire di una vista emozionante potete raggiungere l’Alp Grüm, affacciata a 2.091 metri s.l.m. sul Passo del Bernina e il Piz Palü.

Eventi e manifestazioni

Queste zone godono della preservazione di una lingua altamente identitaria oramai divenuta una sorta di patois, ovvero la lingua romancia, alla quale la popolazione sembra ancora molto affezionata al punto da dedicarvi una festa antica, il Chalandamarz, che si tiene ogni anno il 1° marzo. Non tutti sanno che a Poschiavo si trova la stamperia ove venne stampato per la diffusione in Italia il manoscritto letterario “I dolori del giovane Werther”, intramontabile capolavoro di Goethe.

Come arrivare a Poschiavo

Qui si arriva a bordo dei treni della Ferrovia Retica o con gli intercity delle Ferrovie Federali Svizzere.

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