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Vierzehnheiligen (Germania), la cittą e l'imponente basilica

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La tonalità calda delle sue pietre, che al tramonto si tingono di arancione, e quella posizione dominante sul bosco, fanno quasi pensare a un faro: proprio come un faro, o una sorta di stella cometa, la Basilica di Vierzehnheiligen si erge sopra gli alberi circostanti e fa da punto di riferimento ai viandanti nella valle, guidando da secoli i pellegrini cristiani. A pochi chilometri dal comune tedesco di Bad Staffelstein, nei pressi di Bamberga, la Basilica cattura inevitabilmente lo sguardo di chi si accinge all’esplorazione della Baviera, aggiungendo un tocco sacro a un paesaggio di già rara bellezza.

Voluto dal vescovo di Bamberga nel 1743, progettata dall’architetto Balthasar Neumann, il complesso è anche noto col nome di “Basilica dei Quattordici Santi Ausiliatori”. Un nome, questo, che rimanda a un’antica leggenda. C’è chi giura che si tratti di una verità storica, e chi fatica a credere alla versione della Chiesa; certo è che intorno alla Basilica aleggia un’aura di mistero irresistibile. Al cospetto di un edificio così maestoso, tra i fruscii degli alberi e i suoni della natura, è un piacere ripercorrere la storia del pastore Hermann Leicht e del bambino misterioso: secondo la tradizione era il 24 settembre del 1445, quando il giovane pastore tornava a casa col suo gregge e fu distratto da un bambino, che se ne stava tutto solo a piangere sul prato, nel territorio della vicina abbazia cistercense di Langheim. A un tratto, magicamente, il piccolo scomparve, per riapparire subito dopo con a fianco due candele accese.

L’anno seguente l’apparizione si ripeté, ma questa volta, accanto al bimbo, comparvero altri 13 bambini più piccoli. Il maggiore si rivolse al pastore: “Siamo i 14 ausiliatori e vogliamo che venga eretta una cappella dove i fedeli possano sostare in preghiera. Tu sei il nostro servitore e anche noi vogliamo essere tuoi servitori”. Da quel momento cominciarono i miracoli: nemmeno 20 giorni dopo una donna malata guarì per intercessione dei 14 Santi Ausiliatori, e dalla Franconia, la Sassonia, la Turingia e la stessa Baviera cominciarono i pellegrinaggi verso il luogo benedetto. I pellegrini erano umili fedeli, ma anche grandi personaggi dell’epoca: gli imperatori Federico III e Ferdinando I, alcuni principi elettori, il grande Albrecht Durer e la moglie non restarono indifferenti a quel prodigio.

La volontà del santo bambino venne esaudita: fu costruita una cappella che dipendeva dall’abbazia cistercense di Langheim, consacrata nel 1448. Il Cinquecento fu un secolo non facile, e durante la Guerra dei Contadini e la Guerra dei Trent’anni la cappella andò distrutta più volte, ma ogni volta veniva ricostruita con amore e attenzione, dando vita a un edificio sempre più grande e bello. Nel 1700, su iniziativa dell’abate Stephan Mösinger, la cappella venne mutata in una vera e propria chiesa che potesse ospitare i pellegrini, divenuti sempre più numerosi: venne interpellato il già citato Balthasar Neumann, rinomato genio del Rococò tedesco, e la consacrazione avvenne del settembre del 1772, dopo trent’anni di lavoro.
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I pellegrinaggi, nel corso dei secoli, hanno portato bellezza e decoro a questo luogo: grazie alle donazioni dei fedeli la Basilica di Vierzehnheiligen è diventata un gioiello prezioso, arricchendosi di anno in anno di opere d’arte, elementi decorativi, stucchi in perfetto stile rococò e magnifici affreschi. Le immagini raccontano la storia della stessa basilica, ripercorrendo visioni, apparizioni ed eventi miracolosi, e l’altare realizzato da Feichtmayr è abbellito dalle statue dei 14 santi.

Il contrasto tra l’eleganza della Basilica e l’austerità del bosco è sublime. I dintorni di Vierzehnheiligen sono un tripudio di verdi: situata lungo le rive del Main, di fronte al monastero di Banz, la Basilica si inserisce tra gli alberi con la sua pianta a croce latina e la sua facciata impressionante, dominata da due torri gemelle. Varcata la soglia ci si immette in un ambiente luminoso e mosso, reso dinamico da una serie di baldacchini ovali, colonne e pilastri sinuosi. È una mirabile fusione tra lo stile tipico delle basiliche e la croce latina convenzionale.

Raggiungere la Basilica di Vierzehnheiligen da Bamberga (a 37 km di distanza) è comodo e veloce. Dalla città ci si dirige verso nord lungo l’A73, per poi imboccare l’uscita 14 per Bad Staffelstein-Kurzentrum e prendere la direzione Bad Staffelstein-Nord/Gleußen/B4. Si prende la Vierzehnheiligener Strasse e si vede comparire all’orizzonte il tetto inconfondibile della basilica.
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