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Itinerario in Estremadura, attraverso terre di vini e di artigiani

Percorso attraverso Tierra de Barros, Tentudía e la Campiña Sur. Territori molto estesi coltivati a vite, dove abbonda la cacciagione e l’artigianato si basa essenzialmente sulla terracotta. Almendralejo è il punto di partenza di questo percorso; situato sulla sponda del bacino di Alange, deve la sua fama all’industria vinicola. Di Alange sono degne di rilievo le bellissime terme che risalgono all’epoca romana; restano inoltre un castello medievale, pitture rupestri e la chiesa di Nuestra Señora de los Milagros. Girando intorno al bacino, si raggiunge Puebla de la Reina dove svetta la torre della chiesa, magnifico esempio di arte mudéjar.

Passiamo nuovamente per Almendralejo e c’immettiamo nella C-423 in direzione Aceuchal. Una volta qui, visitiamo il Museo della Tauromachia e andiamo a spasso per le vie del centro alla scoperta dei bei palazzi nobiliari. Aceuchal appartenne nel passato all’Ordine del Tempio e attualmente è noto per la gran produzione di aglio. II viaggiatore si trova nel cuore di Tierra de Barros: non c’è da stupirsi di essere circondati di vigneti, che danno il famoso vino della zona. Villalba de los Barros e Santa Marta de los Barros sono alcuni tra i paesi che si trovano sul cammino diretto a Salvatierra de los Barros. Quest’ultimo è conosciuto come il borgo dei vasai ed è rara la via che non abbia una bottega o un negozio dedicato a tale attività.

Prima ancora di arrivare a Feria, s’intravede da lontano lo spettacolare castello che sormonta l’abitato (XV secolo). La fermata successiva è Zafra, denominata "Sevilla la Chica", con la Piazza Grande e quella Piccola; nella chiesa della Candelaria è custodita una pala di Zurbarán e un’altra di Churriguera.

A Jerez de los Caballeros, capitale dei Templari, furono sgozzati gli ultimi cavalieri dell’ordine. Le sue strade sono un richiamo costante ad un passato ricco di storia e arte. Entrò a far parte dei possedimenti dell’Ordine anche Fregenal de la Sierra. La Fortezza (XIII secolo), la chiesa di Santa Maria, la piazza di Abasto e l’Arena (Plaza de Toros) formano un unico complesso.

La strada continua la sua ascesa serpeggiante passando per Bodonal de la Sierra, Segura de León e Cabeza la Vaca, finché arriva al Monastero di Tentudía. A parte il bel chiostro mudéjar del XVI secolo, si può spaziare con la vista tutt’intorno e rimanere sorpresi dalla bellezza del paesaggio. Scendendo di nuovo, c’imbattiamo in Calera de León, dove vale la pena di visitare il Conventual Santiaguista. Monesterio è il posto migliore per acquistare alcuni insaccati, prima di arrivare a Fuente de Cantos, culla del pittore Zurbarán.

Imbocchiamo la N-432 e raggiungiamo Llerena entrando nella Campiña Sur. Llerena, la Ellerina araba, fu sede del tribunale del Santo Ufficio e possiede splendidi esempi d’arte mudéjar e barocca. Diretti a Fuente del Arco, quasi al confine con le terre andaluse, incontriamo Casas de Reina e nelle sue prossimità il Teatro romano di Regina.

La località di Azuaga rivestì notevole importanza grazie alla situazione geografica privilegiata che la situa nella zona di passaggio dalla Bética alla Lusitania. Attraverso i campi, il cammino prosegue verso Hornachos. Ai piedi della sierra omonima, è l’habitat perfetto per parecchi uccelli rapaci; contemporaneamente ci svela il suo passato interessante, di cui resta testimonianza nelle pitture rupestri e nella fortezza del V secolo.

In località Villafranca de los Barros, famosa per i dolci e i ricami, c’immettiamo nella N-630 e facciamo ritorno ad Almendralejo.
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 Pubblicato da - 25 Dicembre 2008 - © Riproduzione vietata

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