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La Via dell'Argento, La Serena, la Siberia e i suoi bacini

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La Via dell’Argento fu la via di comunicazione più importante dell’Hispania romana. Univa la città denominata Emérita Augusta, cioè Mérida, ad Astorga. Da Astorga entrava in Galizia e arrivava a Santiago oppure, attraverso León, si apriva il passo fino al Mar Cantabrico. Da Mérida penetrava in Andalusia e proseguiva fino a Siviglia. In seguito fu ribattezzata "Cammino mozarabico", dai cristiani che abitavano in territorio musulmano e si recavano in pellegrinaggio a Santiago de Compostela.

Dalla provincia di Salamanca si entra in quella di Cáceres attraverso il passo di Béjar e si raggiunge la località di Baños de Montemayor, conosciutissima per le terme, oltre ad essere un importante centro artigianale nel settore dei vimini e delle calzature. Di Hervás meritano un cenno a parte il quartiere ebreo e il Museo Pérez-Comendador Leroux. Poco prima di raggiungere Plasencia incontriamo le rovine romane di Capera: il monumento più significativo è l’arco quadrifronte di Cáparra, sotto il quale si snodava la Via dell’Argento. Plasencia vale la pena di essere visitata in tutta tranquillità: da vedere la cattedrale - quella Vecchia e quella Nuova -, la Piazza Maggiore, la muraglia con le sue porte.

Nel municipio di Garrovillas s’erge il ponte di Alconétar, trasportato qui quando fu costruito il ponte romano di Alcántara. Cáceres, bella città medievale modificata in seguito alla scoperta dell’America, è la tappa seguente. Le viuzze, i palazzi, il quartiere ebreo e le chiese le sono valse il titolo di città Patrimonio dell’Umanità, concessole dall’Unesco nel 1986. Mérida annovera un magnifico complesso monumentale e resti archeologici che testimoniano il suo glorioso passato come capitale della Provincia Hispana Ulterior Lusitana.

Ad Alange le terme romane funzionano tuttora; interessante il castello arabo e medievale. Di Zafra risaltano: la Piazza Grande - completamente circondata da portici -, quella Piccola – mudéjar -, nonché l’Alcázar (XV secolo). Per terminare, Calera de León è degna di menzione per il Conventual santiaguista (XV secolo) e il Monastero di Santa Maria de Tentudía (XIII secolo). A Monesterio consigliamo di provare una delle numerose delizie gastronomiche dell’itinerario: il prosciutto "pata negra".

Il territorio di la Serena e quello di la Siberia occupano la parte nordorientale della provincia di Badajoz. Nel primo si trovano parecchi bacini, nel secondo la qualità dei pascoli dà il buonissimo latte di pecora usato per le rinomate "tortas" di formaggio.

Il punto di partenza è Don Benito, popoloso paese che ospita il FEVAL, recinto dove hanno luogo molteplici esposizioni agricole ed industriali. Vicino è insediata Villanueva de la Serena; in Piazza di Spagna s’erge la chiesa dell’Assunzione - stile herreriano -. Degni di nota il municipio (XVI secolo) e il Palazzo dei Priori di Magacela. Andando verso Castuera si passa per Magacela; dal suo castello arabo è possibile spaziare con la vista tutt’intorno e godere del panorama spettacolare. Non lontano s’erge un interessante dolmen megalitico che ha dato il nome all’abitato. L’Ordine di Alcántara stabilì qui la propria sede, prima di trasferirla a Villanueva. Nell’eremo di Nuestra Señora de Piedra Escrita, nei pressi di Campanario, si celebra una tradizionale sagra. Consigliamo di fare una sosta a Castuera e acquistare la famosa torta di La Serena: formaggio di latte di pecora con denominazione d’origine.
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Il sindaco di Zalamea de la Serena, Pedro Crespo, fu immortalato dalla penna di Lope de Vega e Calderón de la Barca. Al centro del paese s’innalzano il castello eretto alla fine del medioevo e il dystilo romano, edificato nell’anno 103 in onore all’imperatore Traiano. Ormai al confine con la provincia di Cordova, incontriamo Monterrubio de la Serena, che conserva alcune dimore nobiliari.

A questo punto ci dirigiamo verso Cabeza del Buey, località importantissima dal punto di vista storico. Nelle prossimità si trova l’eremo di Nuestra Señora de Belén, innalzato nel XIII secolo e originariamente Sede dell’Ordine del Tempio. Quasi al confine con la Siberia Estremegna è situato Peñalsordo, dove ha luogo una delle feste più antiche della regione Estremadura, la octava del Corpus, dichiarata d’Interesse Turistico.

Dopo aver attraversato il bacino di La Serena entriamo nel territorio di la Siberia. Il primo centro in cui c’imbattiamo è Puebla de Alcocer, con una spettacolare roccaforte rocciosa che sovrasta il caseggiato medievale. A Talarrubias sono state scoperte notevoli pitture rupestri e vale la pena di visitare la chiesa di Santa Catalina de Alejandría, esempio tra i migliori di gotico-mudéjar-rinascimentale per quanto riguarda l’architettura religiosa della zona (XVI secolo).

Sul bordo del bacino di Orellana è situata Orellana la Vieja, dove la fortezza-palazzo riflette lo splendore raggiunto nel passato. Attraversiamo gli abitati di Navalvillar de Pela e Casas de Don Pedro per raggiungere Herrera del Duque, antico possedimento dei Duchi di Osuna: curioso castello arabo privo di torri. Peloche s’affaccia sul bacino di García Sola, a Valdecaballeros s’organizzano svariate attività acquatiche. Da Castilblanco la strada arriva alla Riserva Nazionale di Cíjara: 26.000 ettari di natura nelle viscere dell’Estremadura.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
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