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Estremadura: tour tra La Vera, la Valle del Jerte e la Valle di Ambroz

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I paesaggi di La Vera, la Valle del Jerte e la Valle di Ambroz sono solcati da vari fiumi e abbonda la fauna. La fitta vegetazione mitiga il clima, più dolce che nel resto della Regione.

A Plasencia si prende la statale N-630 e seguendo il denominato Itinerario dell’Argento si sale verso la Valle di Ambroz. Aldeanueva del Camino ci saluta con il suo interessante ponte romano. Esiste un buon numero di artigiani impiegati nel settore dei vimini, tanto che in Baños de Montemayor la via principale è stracolma di cesterie che espongono i loro prodotti sui marciapiedi, dando vita a un bell’effetto decorativo. Baños deve il nome alle terme esistenti già ai tempi dei romani; sono parecchie le persone che vi si recano tuttora per questioni di salute. Vicino si trova Hervás: interessante la visita al Quartiere Ebreo, al Museo Pérez Comendador Leroux, alla chiesa di Santa Maria de las Aguas Vivas (secoli XIV e XVII), al convento dei Trinitari, trasformato in albergo per i turisti.

La strada continua a salire serpeggiante, offrendo vedute splendide; una volta raggiunto il Passo di Honduras ridiscende fino alla Valle del Jerte. Imboccando la N-110 si percorre la vallata e si raggiunge Tornavacas dove nasce il fiume Jerte. Chiesa dell’Assunzione, in stile barocco. All’inizio della primavera la zona si riempie di campi che sembrano coperti di neve per effetto del bianco delle migliaia di ciliegi in fiore. II contrasto con l’azzurro intenso del cielo dà luogo ad un panorama eccezionale.

Iniziata ormai la discesa, incontriamo Jerte, famosa per l’alabastro e le gole (gargantas): quella dell’Inferno è stata dichiarata Area Naturale Protetta. Sempre lungo la N-110 si arriva a Cabezuela del Valle; interessante la piazza porticata molto ben conservata. Sul lato destro resta El Torno, dove si possono acquistare liquori fatti in casa (tra i più conosciuti quello di ciliege); sul lato sinistro Piornal, il paese più alto di tutta la provincia di Cáceres, rinomato per la festa del Jarramplas nonché gli squisiti prosciutti.

Dopo Piornal c’imbattiamo in Jaráiz, ormai nel territorio di La Vera, dove ha sede l’Associazione dei Produttori di Paprica. Nelle vicinanze, la Gola di Pedro Chate forma piscine naturali; segue Cuacos de Yuste: piazza con portici, Casa di Giovanni d’Austria, piazza con la fontana dei Quattro Zampilli. A un paio di chilometri s’innalza il Monastero di Yuste; ritiro spirituale dell’imperatore Carlo V, accoglie un curioso cimitero dove riposano i tedeschi caduti in Spagna nel corso delle due guerre mondiali. A questo punto, la strada sale fino a Garganta la Olla: esempio d’architettura tradizionale, riflessa nella Casa delle Bambole.
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Ritorniamo sulla C-501 e ci dirigiamo a Jarandilla de la Vera. Palazzo dei Conti di Oropesa, oggi Parador de Turismo; chiesa fortezza di Nostra Signora (XV secolo).

Sia a Jarandilla che a Losar de la Vera, dove un artista-giardiniere ha tagliato la siepe ai lati della strada dandole forme diverse, rimangono in piedi due ponti romani. Segue Valverde, con il castello arabo, la chiesa di Fuentes Claras, il curioso Museo di Aurelio Gironda; infine Villanueva de la Vera, con la bella piazza principale. Entrambi i paesi sono stati dichiarati Complessi Storico-Artistici. Quasi al limite con la provincia di Avila, ecco Madrigal de la Vera e la Gola di Alardos.

Sulla via di ritorno a Plasencia, vale la pena di fermarsi a Pasarón de la Vera per provare i suoi dolci (perrunillas), andare a zonzo per le vie, osservare lo spettacolare Palazzo dei Manrique de Lara (XV secolo) e visitare il Museo Pecharromán.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
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