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Penisola di Valdes (Península Valdés): tour nella riserva naturale argentina

Patagonia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La Penisola di Valdes, in spagnolo Penìnsula Valdès, è un lenzuolo di terra di discrete dimensioni situato sulla costa atlantica dell’Argentina, all’estremità nord-orientale della provincia di Chubut, 1.500 chilometri a sud est della capitale Bueos Aires. La forma della penisola è indicativamente quella di un fungo, con uno stretto lembo di terra, l’istmo Carlos Ameghino, largo nemmeno sei chilometri, che collega il “cappello” al continente generando due magnifici golfi, il golfo di San Josè a nord e il Golfo Nuevo a sud, per una superficie totale di 3.625 km² ed un’estensione costiera di quasi 400 chilometri.

Geograficamente il territorio è costituito da grandi estensioni di terreno pianeggiante arido, costellato qua e là da qualche lago salato, i più grandi dei quali, chiamati Salina Grande e Salina Chica, raggiungono l’incredibile altezza di 40 metri sotto il livello del mare, toccando così il punto più basso dell’intero Sudamerica. Ad oggi la Penisola di Valdes è una delle più importanti riserve di fauna marina e avicola del mondo, habitat ideale per la vita di centinaia di specie di mammiferi, ed una delle più importanti attrattive turistiche dell’Argentina. Per garantire la tutela dell’ecosistema, nel 1999 l’UNESCO ha dichiarato il territorio Patrimonio dell’Umanità, andando a prevenire ogni possibile forma di antropizzazione in grado di mettere in pericolo la vita degli animali e delle specie vegetali della zona.

L’unico centro abitato presente sul territorio è il piccolo villaggio di Puerto Piramides, situato sulla costa sud-occidentale ed affacciato all’interno del meraviglioso Golfo Nuevo, mentre per raggiungere la città più vicina bisogna coprire i circa 90 chilometri che separano l’istmo da Puerto Madryn, il capoluogo del dipartimento di Biedma, che conta poco meno di 60.000 abitanti.

Gli abitanti della penisola sono quindi quasi esclusivamente gli animali. Molti di questi nascono all’interno degli allevamenti, fondamentali per garantire la sopravvivenza delle specie minacciate dall’estinzione, e vengono messi in libertà sono una volta raggiunta una discreta autosufficienza, in grado di garantirgli la sopravvivenza per il periodo di ambientamento precedente all’aggregazione ad un branco di suoi simili. Dal punto di vista faunistico la maggior parte degli animali sono marini. Le più conosciute sono senza dubbio le balene franche (Eubalaena australis), quasi del tutto estinte nell’emisfero settentrionale e di cui si stima la presenza di 3.000/4.000 esemplari in quello meridionale, molti dei quali avvistabili nel Golfo Nuevo. Questa zona è infatti il luogo ideale per l’accoppiamento ed il parto, generalmente compiuti tra i mesi di maggio e dicembre, per via della tranquillità e della temperatura delle acque, che tra l’altro sono particolarmente ricche di krill, l’alimentazione preferita di quasi tutti i cetacei. Altri mammiferi marini che popolano le coste della penisola sono: i leoni marini sudamericani (Otaria flavescens), che giocano un ruolo fondamentale per l’ecosistema; gli elefanti marini, appartenenti al genere Mirounga; e le foche sudamericane (Arctocephalus australis), la cui popolazione mondiale è in costante calo e negli ultimi anni si aggira intorno alle 200.000 unità. Senza dimenticare le orche (Orcinus orca), uno dei più grandi mammiferi di mare, che fanno spesso capolino nei pressi delle coste affacciate in mare aperto.

Detto degli animali marini, l’interno della penisola è densamente abitato da diverse varietà d’uccelli e di animali di terra, suddivisi in 181 specie, 66 delle quali migratorie. Tra queste sono da segnalare: i nandù, i più grandi uccelli del continente, che possono raggiungere il metro e mezzo di altezza ed i venticinque chili di peso, caratteristiche che nel corso dell’evoluzione gli hanno inibito il volo, pur lasciandogli una grande velocità nella corsa; i guanachi, dei camelidi molto simili al lama, alti poco più di un metro al garrese per novanta chili di peso, particolarmente appetibili per l’uomo vista la qualità della loro pelliccia, decisamente migliore della lana di alpaca o di pecora; i maras, dei grandi roditori che possono raggiungere anche i quarantacinque centimetri di lunghezza, molto socievoli e caratterizzati da alcuni tratti riconducibili a quelli della lepre; ed il Piccione Antartico, un uccello migratore.

Per godere dei migliori scenari paesaggistici il consiglio è quello di recarsi presso: Caleta Valdes, dove alcune brulle dune nascondono un sottile lembo di spiaggia habitat di svariati nuclei di leoni ed elefanti marini; Punta Piramide, un punto panoramico da cui si riescono spesso ad apprezzare le evoluzioni delle balene; la spiaggia Doradiglio, con le balene che nuotano a poche decine di metri dalla riva; la Riserva Naturale di Punta Tombo, nella quale vivono mezzo milione di pinguini Magellano, una specie simpaticissima che passa le giornate facendo su e giù dal mare, dandosi il cambio nella cova e nel reperimento del cibo; e Punta Delgado.

Per raggiungere Puerto Madryn, il vero e proprio punto di partenza per la visita della Penisola di Valdes, si può scegliere tra: l’aereo, col quale atterrare all’Aeroporto Internazionale di Trelew, circa 70 chilometri a sud, servito da voli quotidiani da e per Buenos Aires ed altre città patagoniche; l’autobus, vista la presenza di diverse linee specializzate nei collegamenti tra le più importanti città della Patagonia e la capitale; e la nave, anche se questa opzione è percorribile solo nel periodo compreso tra novembre e dicembre per non arrecar danni alla balene.

Fonte foto: Secretaría de Turismo de la Nación Argentina
Carlos A. Granatelli
Visita Turismo.gov.ar
 
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 Pubblicato da - 15 Gennaio 2009 - © Riproduzione vietata

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