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Le foto di cosa vedere e visitare a Machu Picchu

Machu Picchu, visita alla città perduta degli Inca

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Sorta a 2.450 metri di altitudine su una sella rocciosa che domina un’ansa del rio Urubamba, ai piedi dell’Huayna Picchu (Giovane Cima), Machu Picchu è una cittadina che nessun turista in visita al Peru centro-meridionale si lascia sfuggire. Nei pressi dell’abitato si trova infatti l’omonimo sito archeologico inca, un vero e proprio splendore inserito dall’UNESCO tra il Patrimonio dell’Umanità nel lontano 1983. A conferma dell’importanza e del prestigio del complesso, si stima che ogni anno il sito riceva all’incirca 400.000 visitatori provenienti da ogni parte del mondo, mentre nel 2007 Machu Picchu è stato eletto come una delle Sette meraviglie del mondo moderno.

Secondo alcuni storici Machu Picchu era l’ultimo avamposto delle Ande, il punto di partenza per penetrare nella foresta e assoggettare nuove popolazioni. Per altri sarebbe stato un santuario nascosto, un grande Acllahuasi, dimora delle vergini del Sole; a sostegno di questa tesi viene indicato lo studio sui corpi rinvenuti nel luogo: la popolazione di Machu Picchu, che nel periodo di massimo splendore si avvicinava a 1.000 abitanti, era composta per l’80% da donne.

Con ogni probabilità Machu Picchu era, invece, una llacta, ossia una città amministrativo-religiosa dove risiedevano alti funzionari di Stato, sacerdoti ed un gran numero di servitori e artigiani. La sua scoperta è merito dello storico statunitense Hiram Bingham che, incuriosito dai racconti sulla “città perduta degli incas”, il 24 luglio 1911 diede inizio agli scavi che avrebbero riportato alla luce uno dei più suggestivi monumenti architettonici del Perù, fino a quel momento interamente ricoperto da una vegetazione foltissima che ne impediva ogni rilevamento. Comunque sia il sito archeologico è ancora avvolto da un aurea di mistero.

La città antica, dominata dal maestoso ghiacciaio Salkantay (6.271 m), rappresenta una vera e propria sfida dell’uomo nei confronti della natura; il centro, infatti, venne costruito su uno sperone sporgente della Cordigliera di Vilcabamba, tra cime montuose su cui gli inca avevano edificato i loro altari cerimoniali.

La struttura dell’insediamento consta di due settori principali: quello agricolo e quello urbano. Il primo è quello che si incontra non appena entrati nel complesso archeologico e si articola sotto forma di una serie di terrazzamenti, un tempo destinati alla coltura di mais e patate. In quest’area, ubicata nella zona sud-orientale della città, sono ben visibili il Posto di vigilanza, una piccola abitazione di sole tre pareti, oggi restaurata con il tetto in uchu, una tipica erba andina, e la Roccia funeraria, un monolito isolato e tagliato a forma di altare, con gradinate laterali e la Kallanka, o Recinto dei Dieci Vani.

Il settore urbano ha invece una forma ad “U” e ospita due grandi complessi architettonici con strade e scalinate, per un totale di oltre 3.000 gradini, oltre a un adeguato sistema di canali idraulici per rifornire d’acqua la città e per l’irrigazione. Le costruzioni sono a pianta rettangolare, molti recinti hanno solo tre pareti e originariamente avevano tetti di rami e paglia. Porte e finestre hanno forma trapezoidale così come le nicchie dei muri in cui erano collocati gli idoli. Sparse nel sito vi sono 16 piccole fontane, disposte in successione e affiancate da gradinate, anche se la principale si trova di fronte ad un edificio di sole tre pareti chiamato Wayrana, probabilmente un centro cerimoniale dove il Sommo Sacerdote celebrava il culto dell’acqua, elemento sacro nella tradizione precolombiana.

... Pagina 2/2 ... Ad un livello superiore, una splendida porta con doppio stipite consente l’accesso a El Torreòn, il “Tempio del Sole”, complesso originariamente protetto e ben difeso. La pianta dell’edificio è semicircolare, con la parete curva che presenta due finestre, una orientata verso est e l’altra verso nord. Al centro del tempio si trova un altare intagliato nella roccia e dedicato al culto di Inti, mentre sotto il tempio si trova la grotta della Tomba Reale in cui sarebbe stato custodito il corpo dell’Inca, figlio del Sole.

A fianco del tempio si nota invece il Recinto della Nusta, un edificio a due piani probabile dimora del Sommo Sacerdote. A ovest della cava si trova il Gruppo Sacro, con la Piazza Sacra su cui sorge il Tempio Principale di 3 pareti con 7 nicchie trapezoidali al centro e 5 sui lati; all’estremo nord della piazza si nota il Tempio delle Tre Finestre interamente rivestito con pietre poligonali.

Una delle prospettive più affascinanti del sito è quella che guarda sull’Intihuatana, un nome che significa “orologio solare” e che fu coniato da George Squier nel 1877. L’Intihuatana è composto da una serie di piattaforme sovrapposte sulla più elevata delle quali poggia un monolito scolpito con angoli orientati, con la costruzione che termina in un prisma di roccia alto 36 cm che proietta la luce del sole sul pilastro sottostante.

Altre importanti attrattive del complesso di Machu Picchu sono: la Roccia Sacra, posta all’estremo nord del sito, che vanta due wayranas (stanze) una di fronte all’altra; l’Intimachay, ovvero la “Grotta del Sole”, poco distante dal Complesso delle tre porte e dal Gruppo dei Mortai; ed il Tempio del Condor, uno dei complessi architettonici più suggestivi ed enigmatici, una sorta di labirinto in cui si trova una scultura che presenta il becco, il collare bianco e l’apertura alare tipici del condor andino.

Il clima, nonostante l’altitudine elevata, è tropicale, caldo e umido durante il giorno, fresco la notte. Le temperature, che presentano un’escursione termica piuttosto significativa tra il giorno e la notte, tendono ad oscillare tra 12 e 24 gradi nell’arco di tutto l’anno, assestandosi su valori particolarmente alti tra novembre e marzo. La piovosità della zona è elevata, tanto che ogni anno cadono in media 2.000 mm di pioggia, specialmente durante l’estate, quando improvvisi temporali si alternano a lunghi periodi soleggiati.

Arrivare a Machu Picchu è facile grazie al treno che svolge servizio da Cuzco. La fermata cui scendere è quella di Aguas Calientes. da qui gli unici mezzi meccanici disponibili per salire a Machu Picchu sono i minibus, comodi, rapidi e moderni, altrimenti a piedi o a dorso di mulo, il modo più affascinante, lungo il trekking del Cammino Inca, il modo più spettacolare ma con numero chiuso, il che significa prenotare con largo anticipo.
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