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Soufrière (Saint Lucia): i Pitons, le spiagge e cosa vedere

Soufrière, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Una tranquilla cittadina tropicale abbracciata dalla giungla, costruita tra sorgenti sulfuree e affacciata su una baia dominata da due impressionanti formazioni rocciose che ricordano gli enormi denti aguzzi di una gigantesca creatura sottomarina: questa è in sintesi Soufrière, sulla costa sud-occidentale dell'isola di Saint Lucia.

La città conta circa 8000 abitanti ed è uno dei luoghi più popolari della piccola nazione caraibica, sia per il suo semplice fascino, che per la bellezza dei suoi panorami.

Storia

Una volta sterminate le popolazioni indigene durante il periodo della colonizzazione europea, come in buona parte dell'isola, anche nella zona di Soufrière i terreni passarono nelle mani dei ricchi proprietari di piantagioni di origine francese. A lavorarli c'erano come di consueto gli schiavi africani e quelli locali.
Fu poi la volta degli inglesi, che presero possesso di St.Lucia nel 1803, trasformandola in una colonia e poi in un protettorato britannico fino al 1979, quando ottenne l'indipendenza dal Regno Unito.
Soufrière fonde diverse anime: il nome francese, la cultura ufficiale inglese, il paesaggio caraibico e l'origine africana di molti suoi abitanti. Nessun'altra città rappresenta dunque meglio l'essenza di questo paese situato nell'arcipelago delle Piccole Antille.

Cosa vedere a Soufrière

Negli anni Soufrière si è trasformata in una meta turistica molto frequentata, particolarmente ambita dalle coppie in luna di miele e dai passeggeri delle crociere.
A dire il vero, in paese non ci sono particolari attrazioni degne di nota tranne una chiesa sulla piazza principale, per cui i visitatori si limitano generalmente a passeggiare per le sue strade fiancheggiate da case dal tipico stile coloniale e magari fare un po' di shopping.

Le bellezze di Soufrière sono soprattutto naturali: il nome stesso richiama lo zolfo e indica una chiara attività geotermica del luogo.
Qui arrivano infatti gli aromi sulfurei provenienti dal ventre del vulcano Qualibou e soprattutto dalle pozze di fango bollente che si trovano pochi km a sud del paese. Il posto è detto anche “drive-in volcano” perché la strada attraversa la zona dei fanghi sulfurei.
Come per l'omonima località di Soufrière sull'isola di Dominica, anche qui i bagni termali delle Sulphur Springs richiamano molti turisti, nonostante le vasche in cui immergersi non siano particolarmente suggestive.

Più piacevoli sono i Diamond Mineral Baths, che si trovano nel medesimo sito dei Giardini Botanici (Botanical Gardens);. Alcuni sentieri che si inoltrano nella vegetazione conducono a una spettacolare cascata di acqua molto ricca di minerali che cade lungo una roccia arancione.

I Pitons

Sono però i famosi Pitons la vera attrazione del posto. Queste due formazioni vulcaniche, chiamate rispettivamente Gros Piton (786 metri s.l.m.) e Petit Piton (739 metri s.l.m.) si trovano immediatamente a sud della baia di Soufrière e sono Patrimonio dell'Umanità dichiarato dall'UNESCO, oltre che un simbolo nazionale, rappresentato anche sulla bandiera di Saint Lucia.

Si può scegliere di scalare a piedi il Gros Piton partendo dal villaggio di Fond Gens Libres, attraversando la giungla e arrivando finalmente in cima in circa due ore di cammino. Non è obbligatorio essere accompagnati da una guida, ma può essere certamente utile, soprattutto per chi non è molto allenato o pratico di questo tipo di escursioni.
Una volta giunti in vetta, lo spettacolo è senza dubbio di quelli che si ricordano per tutta la vita.
Decisamente più ardua è invece la salita al Petit Piton: in alcuni tratti la parete di roccia è praticamente verticale e le autorità locali locali sconsigliano la scalata. In ogni caso, se siete arrampicatori rodati, potete comunque contattare una guida locale esperta che vi accompagni, tenendo comunque presente che ci saranno anche tratti in cui bisogna salire con una corda.

Se non avete voglia di fare fatica, non preoccupatevi; c'è sempre la possibilità di fare un'escursione in barca per vederli da vicino. In ogni caso, nonostante il vago senso di timore che incutono, non ci sono dubbi sulla loro spettacolarità.

Il territorio di Soufrière ospita diverse piantagioni di cacao e noci di cocco.
Alcune di queste si possono visitare, come la Morne Courbaril Estate, che si trova sulla strada per Vieux Fort, o la Font Doux Holiday Plantation; in quest'ultima si può anche pernottare nei cottage ristrutturati e andare alla scoperta della stessa piantagione di cacao, di alcune antiche strutture militari francesi o semplicemente percorrere i sentieri nella natura.

Spiagge e immersioni a Soufrière

È vero, ai Caraibi ci si viene soprattutto per il mare e le spiagge.
Nella Soufriére Bay se ne trova una piccola nella porzione settentrionale, ma per trovare le più belle occorre spostarsi nelle baie vicine.
Una delle più gettonate è quella di Anse Chastanet, situata appena 2 km a nord del paese in una tranquilla baia circondata dalla vegetazione della giungla. Qui sorge l'omonimo albergo, ma anche chi non è ospite può accedere tranquillamente alla spiaggia. Inutile dire che con un mare così spettacolare, lo snorkelling e magari un'immersione (presso il resort organizzano le uscite in barca) sono d'obbligo.

Non meno bella è la spiaggia di Anse Mamin, situata immediatamente più a nord di Anse Chastanet, da cui si può raggiungere comodamente a piedi. Più piccola della precedente e altrettanto tranquilla, è dotata di un bar-ristorante sulla spiaggia e di qualche ombrellone, anche se le palme che si trovano direttamente sulla sabbia forniscono tutta l'ombra necessaria.

A sud di Soufrière, invece, incastonate nella baia che si apre tra i Pitons, troverete altre due splendide spiagge: una è Malgretoute beach, con la sabbia scura, raggiungibile seguendo la strada per Jalousie Plantation, mentre Sugar beach vanta un'invitante sabbia bianca, che però è stata importata dalla Guyana. Seppure meno naturale della precedente, il risultato è certamente eccezionale. Su questa spiaggia si trova anche un elegante resort e questo tratto di mare è decisamente indicato per lo snorkellling.

La bellezza del Mar dei Caraibi che bagna Soufrière ha fatto sì che le autorità decidessero giustamente di salvaguardarlo come riserva marina: chi ama le immersioni può quindi sbizzarrirsi con numerosi siti molto spettacolari (tra i più apprezzati The Coral Garden, Anse Chastanet reef, Fairyland e The Key Holes Pinnacles) grazie alla presenza della barriera corallina e alcuni relitti che giacciono sul fondo del mare.
Alcuni centri d'immersione, contattabili presso i principali resort, organizzano escursioni in giornata.

Clima. Quando andare?

Saint Lucia, come tutte le isole caraibiche, gode di un clima caldo durante tutto l'anno. Anche a Soufrière, quindi, è possibile viaggiare in qualsiasi periodo, anche se la stagione delle piogge e degli uragani è quella estiva (da giugno a ottobre, indicativamente).
Il periodo migliore è l'inverno, quando le temperature si attestano sui 27°-28°C e le piogge sono scarse. Dato l'affollamento, i prezzi sono però tendenzialmente più alti.

Come arrivare

Non esistono collegamenti aerei diretti da/per l'Italia con St.Lucia, ma è possibile viaggiare con le principali compagnie europee via Parigi, Londra e Francoforte, oltre che tramite numerose compagnie che effettuano voli regionali nell'area dei Caraibi.
I due aeroporti dell'isola si trovano nella capitale Castries (a nord) e a Vieux Fort (a sud).

Da Castries, in auto (a noleggio o con un taxi) si raggiunge Soufrière con un tragitto di circa un'ora e mezza (oppure 45 minuti con un water taxi, più costoso di quello terrestre).
Il tragitto da Vieux Fort è un po' più veloce e si impiega circa un'ora per percorrere i 35 km che separano le due località.

Ricordiamo infine che esistono anche autobus e minivan che viaggiano tra Soufrière, Castries e Vieux Fort. I prezzi sono ovviamente molto più economici (sull'ordine di pochi dollari) rispetto a quelli dei taxi.
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