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San Cristóbal de Las Casas (Messico), nella tradizione del Chiapas

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  • Cattedrale
  • Templo de Santo Domingo
Il suggestivo miscuglio di architettura coloniale e cultura indigena che caratterizza San Cristobal de Las Casas rende la città il punto di partenza ideale per esplorare il Chiapas. Sorto su un altopiano immerso in una vallata circondata da sterminate distese di pini, il centro è molto apprezzato dai visitatori per via delle sue stradine acciottolate, dei tanti mercati e soprattutto dell’atmosfera unica e senza tempo. Circondata da numerosi villaggi tzeltal e tzotzil, San Cristobal è inoltre il cuore di una delle regioni indigene tradizionali del Messico, attirando perciò moltissimi appassionati che potranno trascorrere almeno un paio di giorni in giro tra i diversi siti archeologici.

La fondazione della città risale al 1528, anno in cui Diego de Mazariegos decise di istituire una nuova base spagnola nella regione del Chiapas. Ad arricchire i coloni furono principalmente le coltivazioni di grano, mentre gli autoctoni furono schiavizzati o uccisi dalle malattie, nonostante il tentativo di protezione dei monaci missionari. Il nome dell’insediamento deriva proprio da uno di questi, tal Bartolomé de Las Casas, nominato vescovo e considerato uno dei più accaniti difensori delle popolazioni native in età coloniale. Nominata capitale del Chiapas nel 1824, San Cristobal mantenne la carica istituzionale fino al 1892, quando si aprì una lunga fase di declino interrotta solo negli anni ’70 del secolo scorso dall’arrivo dei primi turisti. Il 1° gennaio 1994, la città balzò agli onori delle cronache internazionali in quanto scelta dei ribelli zapatisti come uno dei quattro luoghi da cui gridare al mondo il proprio moto rivoluzionario.

Orientarsi a San Cristobal de Las Casas è facile grazie al reticolo di strade ortogonali tra loro che si estende per tutto il centro fino alle pendici delle colline. La piazza principale è Plaza 31 de Marzo, un luogo tranquillo e rilassante sul quale si affaccia la cattedrale, costruita a partire dal 1528 ma terminata solo nel 1815 a causa di una serie di disastri naturali. Al suo interno vi sono un pulpito ricoperto d’oro e cinque splendide pale d’altare decorate dai dipinti settecenteschi del pittore messicano Miguel Cabrera. All’altro capo della piazza c’è invece l’Hotel Santa Clara, commissionato da Diego de Mazariegos in persona che volle incidere il proprio stemma sull’ingresso principale. Il palazzo è molto interessante dal punto di vista architettonico essendo uno dei rari esempi di stile plataresco applicato ad un fabbricato civile di tutto il Messico.

Alcuni isolati più a nord si trova il Templo de Santo Domingo, la chiesa più imponente della città, costruito nel XVI secolo con una facciata rosa estremamente elaborata ed un interno barocco dominato dall’oro. Nel prospetto principale spiccano il frontale barocco ed i suoi raffinati stucchi a filigrana, nonché l’aquila a due teste simbolo degli Asburgo che all’epoca era anche l’emblema della dinastia reale spagnola. All’interno, invece, ci si deve soffermare sulle magnifiche pale d’altare e sul pulpito ricavato da un unico pezzo di quercia. Tra la basilica e il vicino Templo de la Caridad ogni giorno si tiene un pittoresco mercato dell’artigianato in cui donne di etnia chamula ed altri venditori della zona mettono in vendita i frutti del loro lavoro.

L’attrattiva più importante della zona orientale della città è il museo e centro di ricerche Na Bolom, dedicato allo studio e alla protezione dei nativi indiani Lacandon e della foresta pluviale in cui vivono. Fondato negli anni ’50 del Novecento dai coniugi Frans e Gertrude Duby Bolom, si dice abbia contribuito a salvare la tribù dall’estinzione, nonché ad informare abitanti e turisti sulla situazione grazie ad una fornitissima biblioteca dove sono catalogati più di 9.000 volumi e documenti. La visita dell’edificio rivela molte cose sullo stile di vita dei coniugi danesi e su quello che doveva essere il Chiapas cinquant’anni fa. Gli altri maggiori musei di San Cristobal sono il Museo de la Medicina Maya, un allestimento dotato di un orto di erbe officinali dove esaurienti spiegazioni descrivono le qualità della medicina tradizionalmente utilizzata dalle popolazioni native, ed il Museo del Ambar de Chiapas, incentrato sulle doti della rinomata ambra del Chiapas, una resina fossile risalente a circa 30 milioni di anni fa nota per la sua trasparenza e per le varietà cromatiche. La maggior parte dei reperti, alcuni dei quali hanno intrappolato al loro interno insetti o altre forme di vita, sono stati estratti nei dintorni di Simojovel, pochi chilometri a nord della città.
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Se a questo genere di musei preferite qualcosa di meno impegnativo, il caffè e museo del caffè è ciò che fa per voi. L’allestimento, infatti, oltre ad illustrare la storia del caffè e della sua secolare coltivazione nel Chiapas, mette a disposizione dei visitatori una caffetteria dove gustare caffè biologico dall’aroma intenso di cui vi verranno descritti pregi e qualità. Più o meno lo stesso caffè è esposto su alcune bancarelle del Mercado Municipal, che si tiene ogni giorno dalla mattina alla sera otto isolati a nord della piazza principale tra Utrilla e Belisario Dominguez. Qui, tra odori e colori tipicamente esotici, si possono trovare anche ogni genere di frutta e verdura, tra cui decine di varietà di peperoncini, diverse qualità di carni e gamberi essiccati.

Oltre alla Semana Santa, che raggiunge il culmine con la crocifissione inscenata il Venerdì Santo nel Barrio de Mexicanos, le altre due manifestazioni più importanti del calendario annuale di San Cristobal sono la Feria de la Primavera y de la Paz ed il Festival Internacional de las Culturas. La prima, che inizia la domenica di Pasqua, si protrae per una settimana con concerti, corride e spettacoli di danza che celebrano l’inizio della primavera, mentre il festival culturale si tiene nella seconda metà di ottobre e prevede un ricco programma di rappresentazioni teatrali, musicali e di danza.

Sebbene l’altitudine del centro sfiori i 2.000 metri, il clima di San Cristobal de Las Casas è temperato, caratterizzato da un’escursione termica sensibile tra il giorno e la notte. Nelle ore diurne, sia in estate che in inverno, le temperature miti, con massime stabilmente al di sopra dei 20 gradi per tutti i dodici mesi dell’anno, mentre col calar della sera i valori scendono anche di 15/20 gradi attestandosi tra i 4 che si registrano mediamente in gennaio e febbraio e gli 11 di luglio. Le precipitazioni sono abbondanti, in media superiori ai 1.000 mm di pioggia all’anno, ma si concentrano tra maggio e l’inizio di ottobre.

Come arrivare? L’aeroporto di San Cristobal, conosciuto come “Corazon de Maria”, si trova a una quindicina di chilometri di distanza dal centro lungo la strada per Palenque, ma non è utilizzato da voli passeggeri di linea, che invece atterrano e partono dallo scalo di Tuxtla Gutierrez, 85 chilometri ad ovest. Le stazioni degli autobus sono una decina, ma la più importante è la stazione di prima classe OCC, collegata quotidianamente a Campeche (11 ore), Cancun (16-18 ore), Città del Messico (13-14 ore), Merida (13 ore), Palenque (5 ore), Puerto Escondido (13 ore), Tuxtla Gutierrez (1 ora) e Villahermosa (7 ore). Data l’estensione del centro, per muoversi da un’attrattiva all’altra si può contare su combi e taxi.
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