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Villahermosa (Messico): cosa vedere nello Smeraldo del Sud

Villahermosa è una città di circa 335.000 abitanti situata nella parte centrale dello stato di Tabasco, in Messico. Dal punto di vista amministrativo, Villahermosa è sede dell’amministrazione del municipio di Centro, un’area all’interno della quale dimorano poco meno di 560.000 residenti. Soprannominata lo Smeraldo del Sud, oltre che centro più esteso e popoloso, l’insediamento è anche il capoluogo statale del petrolio, la maggior risorsa economica della città, che comunque trae discreti proventi anche dalle immense coltivazioni di cacao, banane e canna da zucchero, nonché dagli allevamenti di bestiame (ganado) e dalla pesca.

La fondazione del centro risale al 1593, anno in cui i residenti spagnoli di Santa Marìa de La Victoria realizzarono le prime abitazioni, anche se, fino alle metà del XVII secolo, Villahermosa rimase un piccolo villaggio scarsamente popolato. L’anno della svolta fu il 1641, quando venne eletta capitale della provincia di Tabasco in sostituzione di Santa Marìa de La Victoria, impoverita e distrutta negli anni precedenti da numerosi assalti da parte dei temibili pirati del Golfo del Messico. In realtà, per quasi altri due secoli, Villahermosa non venne riconosciuta ufficialmente come città, rango che le fu assegnato nel 1826 quando, pochi anni dopo l’indipendenza del Messico, venne battezzata con il nome di Villa Hermosa de San Juan Bautista. Nel corso della seconda metà dell’Ottocento la città fu oggetto di aspre contese, prima con l’esercito degli Stati Uniti, e poi con le truppe francesi, che vennero sconfitte e ricacciate in Europa nel 1864, quando il Colonnello Gregorio Mèndez Magaña riconsegnò lo stato in mano ai messicani.

La dinamica capitale dello stato di Tabasco è una città ricca e prosperosa, caratterizzata da uno skyline urbano quanto mai variegato poiché miscuglio di architettura coloniale ed ultramoderna, intramezzata da stupendi parchi, piazze, giardini e avenide. A prima vista Villahermosa si presenta bella ed affascinante, ma caotica, contraddistinta da uno sviluppo urbanistico tra il selvaggio e l’avveniristico, esageratamente grande e con un traffico notevole. Tra gli aspetti maggiormente suggestivi ci sono le serate, molto piacevoli da trascorrere in giro per il centro storico, passeggiando nella cosiddetta Zona Remodelada o Zona Luz, compresa all’interno di un ipotetico quadrilatero pedonalizzato che comprende Aldama, Lerdo de Tejada, Reforma e Juàrez, delimitato da Madero e comunicante con 27 de Febrero. Le dimensioni della città sconsigliano gli spostamenti a piedi, eccezion fatta per il centro storico, invitando il turista a prendere uno dei molti mezzi pubblici messi a disposizione dal comune: autobus, colectivos, combis o peseros (minibus collettivi).

All’interno del centro o comunque nella immediate vicinanze si concentrano la maggior parte dei siti e delle mete turisticamente più interessanti, tra le quali spiccano, ognuno per diversi motivi: la già citata Zona Remodelada o Zona Luz, un quadrilatero pedonale dove, oltre ai locali, sono concentrati ristoranti, negozi e hotel; il Parque de La Venta, un parco-museo che porta il nome della località dove nel 1940, ad opera dell’archeologo nordamericano Matthew W. Sterling, furono scoperti i trentatre straordinari monumenti archeologici che ora sono lì esposti, secondo un itinerario accuratamente studiato in mezzo a piante, alberi ed animali; il CICOM, Centro Investigaciòn Culturas Olmeca y Maya, che, con il Museo Regional de Antropologia Carlos Pellicer Càmara, contiene la collezione archeologica del vecchio Museo de Tabasco, disposta su quattro livelli in ordine discendente; la Galerìa del Traje Regional en Tabasco; il Museo de Historia de Tabasco, piccolo ma delizioso; e la Plaza de Armas o Zòcalo, dove si teneva il bel mercato di strada che ora è stato trasferito nel centro commerciale El Chetumalito.

Nei pressi della città si trovano alcune attrazioni che meritano di essere visitate. Tra queste spicca Yumkà, una specie di grande giardino zoologico la cui traduzione in lingua chontal significa “lo gnomo che protegge la selva”. Il parco si trova nell’ejido Dos Montes, quattro chilometri ad est del centro, e la sua estensione e di circa un centinaio di ettari, all’interno dei quali si trovano i tre ecosistemi principali della zona: selva, savana e laguna. Escursioni di un giorno si possono fare alle spiagge di Pico de Oro, Miramar, El Bosque con fermata a Frontera, interessante cittadina che sembra essere rimasta ferma nel tempo. In alternativa ci si può dirigere alle rovine di Comalcalco, nel cui pueblo si può visitare la Finca Cholula i cui proprietari mostrano le piantagioni ed i procedimenti artigianali per la fabbricazione del cioccolato e del liquore di cacao. I villaggi di Tacotalpa, Tapijulapa e Oxolotlàn meritano una visita per la loro architettura coloniale e per l’artigianato locale, oltreché per i panorami stupendi.

In ambito gastronomico, come anche nel resto del Messico, a Villahermosa si possono assaggiare numerose pietanze tipiche e particolarmente succulente. Le più richieste sono il pozol, la pitahaya, il pejelagarto, l’armadillo en adobo, il tepezcuintle ed una grande varietà di pesce e di frutti di mare, rigorosamente freschi.

Per quanto riguarda le fiere e le festività locali, il calendario di Villahermosa è particolarmente ricco di data. Nell’ambito della Feria Regional del Estado de Tabasco, l’evento turisticamente più interessante e variopinto, che si svolge all’incirca all’inizio del mese di aprile, si tiene la Fiera del cocco, durante la quale vengono convocate tutte le ragazze più carine, in costumi tradizionali, a rappresentare le attività tipiche del Tabasco. Tra di loro viene scelta la “mas bonita”, che viene designata la flor mas bella de Tabasco e premiata con una flor de oro.

Il clima è caldo ed umido, torrido e spesso insopportabile a causa dell’afa in estate, gradevole negli altri mesi dell’anno, quando si può parlare di tutto meno che di inverno. Il mese più freddo è infatti gennaio, quando le temperature si attestano a 28 e 16 gradi, rispettivamente nei valori massimo e minimo, mentre a partire da fine aprile, le massime cominciano ad avvicinarsi alla soglia dei 40 gradi, spesso raggiunti, o superati, da giugno ad agosto. A portare un minimo di refrigerio è l’elevato sbalzo termico che si verifica tra il giorno e la notte, dato che comunque anche le minime estive sono di 22/23 gradi. Le precipitazioni non sono certo abbondanti e tendono a concentrarsi nella seconda metà dell’anno, da giugno a dicembre.

L’Aeropuerto Internacional Carlos Rovirosa Pérez, situato qualche chilometro al di fuori del centro, è il più importante scalo dello stato, ed è servito da svariate compagnie aeree nazionali ed internazionali. Il trasporto pubblico consta di numerose linee percorse ad ogni ora del giorno da moderni autobus, il cui rapporto qualità-prezzo è decisamente vantaggioso. Per quanto riguarda le autostrade, da Villahermosa è possibile immettersi direttamente nelle MEX180, MEX186 e MEX195.
Foto wikipedia, cortesia: S.B. Rodriguez, Hajor
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 Pubblicato da - 09 Aprile 2009 - ę Riproduzione vietata

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