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Patzcuaro, Messico: la cittadina coloniale e il lago omonimo

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  • El Sagrario
  • Punto panoramico El Estribo
  • Plaza Vasco de Quiroga
  • Isola Janitzio
  • La noche de muertos
Nascosta tra i pascoli e i boschi di pini sulla sponda meridionale dell’omonimo lago, Patzcuaro è una delle migliori località turistiche del Michoacan. Oltre al ricco patrimonio coloniale, del quale fanno parte chiese antiche e imponenti, polverose stradine acciottolate, palazzi in adobe e piazze assolate, la cittadina offre scorci meravigliosi sul bellissimo lago, senza dimenticare che Patzcuaro è anche il fulcro dei commerci del territorio dei purépecha. Gli artigiani nativi, infatti, arrivano ogni giorno in città dai rispettivi villaggi per vendere i loro prodotti, conferendo al centro una vitalità e un’atmosfera pittoresca che mette di buonumore.

Fondata ben prima dell’arrivo dei coloni europei, Patzcuaro fu la capitale dei taraschi, ora purépecha, dal 1325 al 1400. Alla morte di re Tariacuri, lo stato finì per scomporsi in tre regioni, indebolendosi a pochi anni dallo sbarco degli spagnoli avvenuto nel 1522. Dopo un’iniziale fase di studio, i soldati guidati dal conquistador Nuno de Guzman avviarono una fase di violente repressioni nei confronti dei nativi, al punto che lo stesso governo coloniale dovette richiamare Guzman in Spagna dove morì in catene nel 1544. Al suo posto venne mandato Vasco de Quiroga, giudice rispettato e rispettoso, nonché uomo di chiesa di Città del Messico, fautore di una politica improntata al rispetto delle popolazioni autoctone, che ancora oggi lo ricordano con grande rispetto e riconoscenza.

Il centro di Patzcuaro si è sviluppato intorno alle sue due piazze principali: Plaza Vasco de Quiroga, o Plaza Grande, e Plaza Gertrudis Bocanegra, o Plaza Chica. La prima, un’ampia area verdeggiante delimitata dai prospetti di palazzi seicenteschi trasformati in alberghi, ristoranti e negozi, è caratterizzata dalla presenza della statua di Vasco de Quiroga che, dal centro del piazzale, pare vigili sul tranquillo svolgimento della vita quotidiana. La seconda, comunemente chiamata Plaza Chica, deve il proprio nome ad un’eroina locale fucilata nel 1818 per aver appoggiato il movimento indipendentista. Anch’essa è raffigurata da una statua posta al centro della piazza, dove appare come una donna energica, risoluta e fiera dei propri principi. All’estremità occidentale di Plaza Gertrudis Bocanegra viene allestito il mercato locale, una cornucopia di beni alimentari ricca anche di oggetti di artigianato e abbigliamento. Sul lato settentrionale c’è invece la Biblioteca Gertrudis Bocanegra, sistemata all’interno della cinquecentesca Chiesa di San Agustin e custode di un immenso patrimonio letterario, a fianco della quale sorge il Teatro Emperador Caltzontzin, un ex convento trasformato in teatro nel 1936.

Nei pensieri di Vasco de Quiroga una delle chiese più grandi del Messico sarebbe dovuta essere la Basilica de Nuestra Senora de la Salud, costruita in cima ad un’altura su un antico sito cerimoniale preispanico. Il cantiere, proseguito dalla metà del XVI secolo al 1833 a causa di una lunga serie di incendi e terremoti, ha visto diverse modifiche in corso d’opera, tanto che solo la navata centrale è rimasta fedele al progetto originario. All’interno spiccano il Mausoleo de Don Vasco, dove giacciono le spoglie di Quiroga, e soprattutto la statua della Madonna di Nostra Signora della Salute, venerata ogni anno da migliaia di indiani devoti. Per i semplici turisti che non hanno nulla da chiedere alla Vergine sarà comunque curioso scoprire che la scultura è stata realizzata utilizzando un impasto a base di mais e miele detto “tatzingue”.

Il museo migliore di Patzcuaro è il Museo de Artes Populares, allestito dove un tempo sorgeva il Colegio de San Nicolas, una delle più antiche università d’America, essendo stata istituita nel 1540 da Vasco de Quiroga. L’immensa collezione permanente posseduta dal museo tocca uno dei punti più alti nella sala occupata dalla ricostruzione di una tipica cucina del Michoacan, ma anche le bacheche dei gioielli e il salone dei retablos non sono niente male. Prima di entrare, alle spalle dei cortili del museo, si possono vedere parti delle antiche fondamenta preispaniche sulle quali fu costruito l’edificio, mentre in giardino troneggia un troje, ovvero una casa tradizionale purépecha interamente in legno.

Il tempio di El Sagrario è un'altro monumento imperdibile di Pátzcuaro: la costruzione iniziò nel 1693, ma il palazzo ebbe un parto difficile al punto che fu terminato solo due secoli più tardi. Per questo motivo si possono ammirare stili diversi, che spaziano dal barocco al neoclassico. Da non perdere l'altare Churrigueresque, come anche una piccola cappella barocca dedicata alle Vergine dei Dolori. Da ricordare che fino al 1924 El sagriario era la sede del santuario di "Nuestra Señora de la Salud".
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Tra le testimonianze coloniali più affascinanti sotto il profilo architettonico ricordiamo la Casa de los Once Patios (Casa degli Undici Cortili), costruita a partire dal 1740 per accogliere un convento domenicano. Attualmente il piano terra del complesso ospita tanti piccoli negozi di artigianato locale, ognuno specializzato in un determinato settore; passandoli in rassegna potrete vedere oggetti in rame lavorati a Santa Clara del Cobre, strumenti musicali di Paracho, manufatti in lacca, vasi di ceramica dipinti a mano e tessuti coloratissimi. Finito lo “shopping” non c’è niente di meglio che salire ai piani superiori per ammirare l’incantevole vista sulle bellezze naturali e architettoniche che circondano la casa. Un altro punto panoramico è El Estribo, situato 3 chilometri e mezzo ad ovest del centro, da cui sono particolarmente affascinanti gli scorci sul lago.

Da non perdere la visita alle isole al centro del lago, in particolare quella di Janitzio con l'imponente statua di José María Morelos (vedi foto), che con un altezza di 40 metri svetta al centro dell'isola. Sotto la statua si trova una serie di affreschi relativi alla vita dell'eroe messicano. Altre isole da visitare sono il trio delle Urandenes, la piccola Tecuena, La Pacanda e la bella isla Yuneén dove si possono ammirare alcune abitazioni tradizionali.

Il clima è temperato, contraddistinto da inverni generalmente miti e asciutti e da estati calde, umide e piovose. Gennaio, il mese “meno caldo” dell’anno, fa registrare temperature mediamente comprese tra 22 e 7 gradi, con massime che talvolta possono anche superare i 25; giugno, quello più caldo, è invece caratterizzato da valori che oscillano tra 29 e 13 gradi. Il consiglio è quello di evitare il periodo che va da maggio a ottobre, durante il quale si concentra il 90% delle precipitazioni che ogni anno bagnano la città.

Ma se non avete esigenze climatiche, il periodo assolutamente migliore per visitare Patzcuaro è per i giorni del primo ed il 2 di novembre, quando si svolgono le celebrazioni per il Giorno dei Morti. In particolare il clou della due giorni di feste macabre è La noche de muertos, e cioè la notte tra il 1° e il 2 di novembre, ma il programma prevede molti momenti interessanti, specialmente se siete appassionati di fotografia: si parte il primo di novembre, al mattino con la velación de la angelitos​, il risveglio dei piccoli angeli che si svolge nei cimiteri della città e delle altre località sul lago, che vuole ricordare in modo struggente i bambini scomparsi nell'anno precedente, poi durante il giorno si svolge il Teruscan in cui i bambini rubano il cibo dalle case dei vicini, e poi segue la grande notte con la "velación de los difuntos" con le feste surreali dentro ai cimiteri, dove tra fiori e canti si mangia tutti assieme. Oltre che le feste tradizionali si svolge in città il Festival Cultural de la Muerte con bancarelle e vendite di artigianato a tema, oltre che tenersi un variopinto mercato nella piazza centrale di Pátzcuaro

Lo scalo aereo più vicino a Patzcuaro è l’Aeroporto Francisco J.Mujica, situato poco meno di 80 chilometri a nord-est, oltre Morelia, sulla strada per Zinapecuaro. La stazione degli autobus a lunga percorrenza si trova un chilometro e mezzo a sud-ovest del centro e consente di raggiungere Città del Messico (5 ore e 30), Erongaricuaro (35 minuti), Guadalajara (4 ore e 30), Morelia (1 ora), Quiroga (35 minuti), Tzintzuntzan (20 minuti) e Uruapan (1 ora). Per quanto concerne gli spostamenti urbani, date le dimensioni ridotte del centro, ci si può comodamente muovere a piedi.
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