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Tour nella Monument Valley e il Navajo Tribal Park, tra Arizona e Utah

La Monument Valley è uno dei simboli più conosciuti degli Stati Uniti, paragonabile per fama internazionale ad icone come la Statua della Libertà di New York o ad Hollywood, ed uno dei più affascinanti scenari naturalistici del mondo. Non per niente il nome è Monument Valley, la “Valle Monumento”, quasi che fosse stata realizzata artificialmente solo per essere vista, come lo si fa per musei o opere d’arte.

Geograficamente questo estesissimo altopiano è situato tra il confine meridionale dello Utah e quello settentrionale dell’Arizona, ed appartiene alla regione del Colorado Plateau. La prima cosa che balza all’occhio è la particolare colorazione del terreno, che assume una tonalità rossiccia, quasi ramata, riconducibile all’ossido di ferro presente negli inerti e nella sabbia trasportata dai fiumi che hanno scolpito la valle. I riflessi più scuri invece, che possono apparire grigiastri, o anche blu a seconda delle particolari riflessioni della luce, evidenziano la presenza di ossido di manganese, un minerale largamente usato anche in diversi processi industriali. La stratificazione del terreno ha portato alla generazione di alcuni imponenti massicci in pietra, i cosiddette mittens, vere e proprie sculture tutte diverse le une dalle altre, che paiono essere state lavorate dalla sapiente mano di un mastro scultore più che da millenni di lavoro da parte degli agenti atmosferici. Quasi tutti questi giganteschi massicci poggiano su basamenti di forma conica che contribuiscono a slanciare la figura dei blocchi, in realtà di forma piuttosto tozza, che si vanno a stagliare contro un cielo che sei giorni su sette è di un azzurro splendido, andando a comporre un paesaggio da cartolina unico al mondo.

La zona è attualmente abitata e data in gestione gli indiani Navajo, una delle più consistenti comunità di nativi tutt’ora presente in America, che seppur in minima parte contribuiscono al trascorrere della giornata dei turisti. Anche per questo motivo il sito non è stato eletto al rango di Parco Nazionale, trovandosi interamente compreso all'interno delle riserve indiane, pur presentando una spettacolarità unica che lo rende una delle aree sceniche più struggenti d'America.
Non è raro infatti incontrare gli indiani Navajo sul ciglio della strada intenti a vendere manifatture, particolarmente curata è la produzione di tappeti ricamati a mano, o addirittura a proporre tour guidati all’interno della vallata. Meno frequente ma non impossibile è invece imbattersi in qualche produzione cinematografica, visto che, come in passato, sono ancora molti i registi che decidono di ambientare i propri film western tra i canaloni della Monument Valley.

Per raggiungere la Monument Valley il mezzo più comodo è sicuramente l’automobile, con la quale bisogna imboccare in direzione nord la scenic byway I-163, una strada che, soprattutto nei chilometri iniziali, attraversa scenari meravigliosi, angoli di paradiso paragonabili per certi versi alle bellezze che si sta andando a visitare. Sembrerà di entrare nella pellicola di un vecchio film western quando, in prossimità della meta, si vedranno spuntare le vette dei mittens, che fin dal primo sguardo susciteranno emozioni uniche all’osservatore, che non potrà non rimanere estasiato di fronte a cotanta bellezza.
Una volta raggiunto l’ingresso della Monument Valley, al confine con lo Utah, pagato il biglietto di ingresso, e superato il simpatico avamposto delle bancarelle Navajo, converrà dirigersi al Visitor Center, dove vengono illustrate tutte le variabili dei diversi tour con i quali è possibile effettuare la visita. I tour differiscono per durata, percorsi, accuratezza delle spiegazioni, ed ovviamente prezzi, e sta ad ogni singolo turista scegliere la tipologia in base all’interesse, senza dimenticare che la Monument Valley è tranquillamente visitabile anche a bordo della propria utilitaria. L’unica raccomandazione è di fare sempre attenzione al tempo, visto che non è certo piacevole ritrovarsi impantanati con la propria macchina in mezzo al fango rosso della vallata.

Per coloro i quali decidessero di non affidarsi a nessuna spiegazione di esperti, oltre alle informazioni fornite dall’opuscolo che viene fornito al momento dell’ingresso, riportiamo di seguito i siti di maggiore interesse paesaggistico, che comunque vi scorreranno davanti in questo preciso ordine dato che il percorso è obbligato. La strada da percorrere è sterrata, ma comunque si tratta di un percorso adatto a qualsiasi mezzo. Innanzitutto si dovranno superare i Mittens e Merrick Buttle, vere e proprie cattedrali di roccia dalle intense colorazioni e forme bizzarre, seguiti a breve distanza dal John Ford’s Point, da dove rivivere quel sapore antico di film western.
Subito dopo si arriverà ad uno degli scorci più belli, il view point di The Hub, particolarmente emozionante guardando in direzione della Thunderbird Mesa, per poi superare in serie Sand Springs, Artist’s Point, North Window, e The Tumb, che completerà il percorso per poi guidarvi all’uscita.
Al tramonto le rocce assumuno una colorazione accesa ed impressionante, ma se non amate l'affollamento dei turisti e volete scattare delle fotografia in perfetta solitudine allora chiede te informazioni al Visitor Center, o partecipate ad una esclusiva escursione guidata.
Foto wikipedia, cortesia: M. Zimmerman, Averette
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 Pubblicato da - 07 Gennaio 2009 - ę Riproduzione vietata

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