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Assedio al Castello di Gradara, programma della manifestazione

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Anno domini 1446: la fortezza medievale di Gradara resiste per 43 giorni all’assedio delle truppe dei capitani di ventura più capaci e temuti del tempo, Francesco Sforza e Federico da Montefeltro.

Un fatto d’armi attorno a cui Gradara, comune dell’entroterra marchigiano in provincia di Pesaro Urbino, facendo un balzo indietro nel tempo, lega le sue vicissitudini trasformandosi in un vero e proprio percorso museale interattivo con botteghe di antichi mestieri, mostre tematiche, personaggi storici, banchetti con piatti medievali e rinascimentali e un suggestivo spettacolo pirotecnico e musicale a rievocare l’assedio e la difesa vittoriosa della rocca.

Ogni due anni – il terzo fine settimana di Luglio -, la rievocazione di quelle gesta storiche offre ai turisti la possibilità di visitare un luogo affascinante e pittoresco degustandone anche i ghiotti sapori della tradizione culinaria romagnola e marchigiana in una festa che è un intenso viaggio nel tempo.

Tutto ha inizio nel 1445 quando Galeazzo Malatesta decise di vendere Pesaro per 20 mila fiorini d’oro ai fratelli Francesco e Alessandro Sforza, padroni di molti possedimenti nelle Marche. Una decisione presa per fare torto al cugino Sigismondo Pandolfo Malatesta con il quale Galeazzo era in lotta da tempo per un’aspra faida famigliare. Sigismondo, signore di Rimini e dei vasti territori dalla Romagna alle basse Marche, non accettò di buon grado il gesto perché perdere Pesaro avrebbe significato indebolire il territorio malatestiano a vantaggio di Federico da Montefeltro alleato degli Sforza e acerrimo nemico dei Malatesta di Rimini.

In quel modo gli Sforza, entrando in possesso di Pesaro avrebbero rappresentato una grave minaccia per la vicina rocca di Gradara, presidio fondamentale per i Malatesta di Rimini tanto più che quel territorio si trovava già nelle mire espansionistiche di Francesco Sforza desideroso di fondare un forte stato nell’Italia centrale. Nell’ottobre 1446, approfittando del fatto che Sigismondo fosse a Roma convocato da Papa Eugenio IV, il conte Francesco cinse Gradara d’assedio.

Fra gli alleati dello Sforza nel tentativo di espugnare la fortezza malatestiana c’era anche il conte d’Urbino Federico da Montefeltro mentre a difesa della rocca, governata da Sigismondo per conto della Chiesa, si trovavano valenti uomini d’arme. L’assedio fu terribile sia per i numerosi assalti sia per l’arrivo dell’inverno che portò carestia di foraggio e scarsità di vettovaglie. Sigismondo rientrato da Roma e volendo difendere la fortezza, considerata un presidio fondamentale per la sua posizione strategica, ogni giorno era a cavallo con i suoi uomini ad insidiare le retrovie dell’esercito assediante.

Nonostante i rinforzi, a causa della grande superiorità numerica dell’esercito di Francesco Sforza, gli assediati furono per la maggior parte feriti o uccisi nei cruenti assalti alle mura. Il Malatesta si rivolse allora ad un giovane servitore, tale Paolo da Montestridolo, a cui affidò il compito di tentare una sortita attraverso le linee nemiche per rientrare a Gradara portando ulteriori rinforzi e vettovaglie. Sigismondo percorse anche la strada della diplomazia contattando Filippo Maria Visconti, duca di Milano e suocero dello Sforza: con il suo aiuto e complice il maltempo che non dava tregua agli eserciti in guerra, riuscì a convincere Francesco e con lui Federico da Montefeltro a togliere il campo a Gradara. E’ il 29 novembre quando di fronte al valore degli assediati, dopo 43 giorni infernali, il grande condottiero Sforza decise di ritirarsi da Gradara.

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Per rievocare l’episodio storico, la fortezza e il borgo diventano protagonisti di una manifestazione in cui spettacolo, storia e didattica si incontrano per offrire un’esperienza davvero suggestiva. Tre giorni di fuoco da trascorrere tra fanti, artiglieri e cavalieri in armatura dove tutto viene curato nei minimi dettagli, dalla ricostruzione delle battaglie agli allestimenti, dagli abiti alle ricette gastronomiche medievali.

Protetta da due cinte murarie, la più esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, la fortezza medievale, di proprietà demaniale, è uno dei monumenti più visitati delle Marche ed è teatro di eventi museali, musicali e artistici grazie anche alla famiglia Zanvettori che nel 1920 acquistò la rocca finanziando il restauro di castello e cinta muraria.

L’imponente struttura che sorge su una collina a 142 metri sul livello del mare è caratterizzata da un mastio, costruito attorno al 1150 dalla potente famiglia dei De Griffo, che si innalza per 30 metri dominando l’intera vallata tanto che con lo sguardo è possibile arrivare sino al mare Adriatico a nord o verso il monte Carpegna ad ovest.

Chi desidera immergersi nella storia di quel tempo potrà assistere ai tanti eventi organizzati in occasione della rievocazione in programma dal 22 al 23 Luglio 2016 scegliendo di passeggiare nel mercato medievale fra arti e manufatti del passato o di arruolarsi nella milizia cittadina e partecipare all’addestramento di un uomo d’arme. O ancora ripercorrere i piaceri dello spirito attraverso le arti di musica e danza fra medievo e rinascimento. In compagnia di giullari e di ghiotte specialità preparate per rifocillar viandanti, cavalieri e pellegrini.

Maggiori informazioni ai siti http://www.gradara.org

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