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Coronavirus e voli: Emirates farÓ il test sierologico prima del volo

Da qualche mese chi solitamente viaggiava per lavoro, turismo o motivi personali, ha potuto verificare direttamente come il sistema dei trasporti sia cambiato a causa dell’emergenza Coronavirus.
In attesa di trovare un vaccino e sconfiggere il virus a livello globale, si stanno cercando soluzioni che permettano alla gente di riprendere a viaggiare e a condurre una vita quanto più normale possibile.

Non sappiamo al momento quanto sarà lungo il cammino che porterà a risultati certi, ma poco a poco dovremo tutti riprenderci le nostre libertà, tra le quali c’è sicuramente anche quella di muoversi.
Dopo la chiusura quasi totale del traffico aereo nel mondo, dove solo pochissimi voli sono rimasti in funzione e tante compagnie hanno temporaneamente messo l’intrea flotta a terra, si sta cominciando a pensare a una graduale riapertura degli spostamenti e degli aeroporti.

La prima compagnia ad agire in questo senso è la Emirates, che ha disposto per il suo staff e i passeggeri in partenza da Dubai un test sierologico per verificare chi abbia contratto il Covid-19 anche in maniera lieve. La risposta arriva in 10 minuti e permette di stabilire se una persona abbia avuto un’esposizione pregressa al virus.

Come funziona il test sierologico di Emirates


Il test si basa sul prelievo di una goccia di sangue da un dito, dalla quale si individuano gli anticorpi che il sistema immunitario produce per contrastare il Coronavirus. Il vantaggio di questo sistema non invasivo rispetto ai tamponi – i quali danno risultati sulla situazione momentanea di un paziente – sono molteplici: possono dirci se una persona sia entrata in contatto con il Covid-19 in precedenza e forniscono una risposta in pochi minuti. Il risvolto negativo, però, è che allo stadio iniziale dell’eventuale infezione, quando cioè il fisico prepara le sue armi di difesa, gli anticorpi non sono ancora individuabili. Manca dunque una precisione assoluta, ma gli esperti stanno lavorando per affinare i test sierologici e potere così fornire uno strumento più affidabile.

Per il momento la Emirates, in accordo con le autorità sanitarie locali, ha introdotto questo criterio di controllo nel suo hub a Dubai, dove il 15 aprile 2020 i passeggeri del volo diretto a Tunisi sono stati sottoposti al test rapido. Per la cronaca, nessuno è risultato positivo.

Mentre si prevede che a breve questa modalità possa divenire la norma su tutti i voli al fine di garantire una maggiore sicurezza, Emirates sta lavorando per mettere a disposizione il test sierologico anche degli altri aeroporti nei quali opera. Conducendolo in loco prima della partenza si potrà così fornire una conferma immediata ai passeggeri in procinto di imbarcarsi verso quei Paesi che richiedono certificati di test sul Covid-19.
A tutela dei viaggiatori sono state inoltre installate barriere protettive a ogni banco del check-in e sono stati resi obbligatori i dispositivi di protezione individuale (mascherine e guanti) per i dipendenti dell’aeroporto.

Nuove regole per volare durante emergenza Covid-19


Anche a bordo degli aeromobili i passeggeri sono obbligati a indossare la mascherina rispettando le distanze di sicurezza; sull’aereo non sono disponibili riviste né altro materiale cartaceo, così come gli imballaggi del cibo e delle bevande sono stati cambiati per ridurre i contatti durante il servizio.
Al momento il bagaglio a mano non è accettato a bordo, tranne per alcuni oggetti come laptop, borse, valigette ventiquattrore o articoli per bambini.

Emirates è stata la prima a introdurre i test, ma una dopo l’altra le compagnie stanno cominciando ad adoperarsi per garantire la sicurezza e la salute di tutti: la Etihad Airways, ad esempio, sta predisponendo procedure di screening sanitario per staff e passeggeri nel proprio hub, l’Aeroporto Internazionale di Abu Dhabi. La prassi prima dell’imbarco dovrebbe prevedere un check-up più approfondito che valuterà anche la temperatura corporea, la respirazione e il battito cardiaco.

Non solo negli Emirati Arabi Uniti, ma un po’ ovunque negli aeroporti queste pratiche potrebbero diventare comuni; al momento si tratta di tentativi delle compagnie di ritornare alla normalità, necessaria non solo da un punto di vista sociale, ma anche economico, visto che la IATA (International Air Transport Association) ha stimato in circa 318 miliardi di dollari le perdite del settore aereo nel 2020.

Se ti interessa l'argomento, leggi anche il nostro articolo sui rimborsi per viaggi annullati per Coronavirus.
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