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Coronavirus e viaggi all'estero: ecco dove gli italiani non possono andare

L’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus sta cambiando le abitudini di molte persone nel mondo.
Dopo avere visto gli effetti sanitari e sociali devastanti in Cina, dove la situazione è grave da quasi due mesi, in Europa, e nello specifico in Italia, è solo nelle ultime settimane, con l’accertamento dei primi contagi, che le istituzioni e i cittadini hanno iniziato a prendere le contromisure per arginare il fenomeno.

È evidente che, oltre alla routine di ognuno di noi, a cambiare è stata anche la percezione che abbiamo del rapporto con gli spazi esterni e con le persone che incontriamo.
Come abbiamo visto negli ultimi giorni, la rapida escalation dei contagi ha costretto il Governo a prendere misure sempre più restrittive, fino all'ultimo decreto che ha istituito la zona protetta su tutto il territorio nazionale.

Ogni nazione sta adottando le misure che ritiene più opportune per fronteggiare il problema.
Il rischio di contagio da COVID-19 ha spinto sempre più Paesi – la lista è in continuo aggiornamento, giorno dopo giorno – a porre restrizioni verso i cittadini italiani e per i viaggiatori che transitano dall’Italia.

Diversi Stati hanno sospeso momentaneamente il rilascio del visto, mentre altri impongono un periodo di quarantena per chi arriva dalla nostra penisola o dalle nazioni dove c’è maggiore diffusione del Coronavirus.
La situazione cambia ad ogni momento ed è quindi sempre buona norma verificare con le autorità competenti circa le disposizioni ufficiali.
Abbiamo fatto una ricerca per avere po’ di chiarezza al riguardo, sperando che possa essere utile a chi, nonostante tutto, sia in procinto di mettersi in viaggio per ragioni urgenti.
Per tutti gli aggiornamenti rimandiamo comunque alle notizie pubblicate sul sito Viaggiare Sicuri, di cui riportiamo il link in fondo all’articolo.

Segnaliamo inoltre che, in seguito ai decreti del 2 marzo e del 4 marzo 2020, l'Unione Nazionale Consumatori ha creato un vademecum per ottenere i rimborsi per i viaggi annullati causa Coronavirus.

Viaggi e spostamenti in Italia

Con il D.P.C.M. 9 marzo 2020 il Governo italiano ha stabilito una serie di misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 almeno fino al 3 aprile.
Il testo dispone che sull'intero territorio nazionale sia vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, che siano sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati, sono chiusi i musei e gli istituti culturali, e ovviamente sono chiusi anche gli impianti sciistici.

Nel D.P.C.M. 11 marzo 2020 è stato annunciato un ulteriore rafforzamento delle misure preventive: dal 12 al 25 marzo 2020 negozi e locali chiusi in tutta Italia, mentre saranno garantiti solo i servizi essenziali, alimentari e farmacie.
È quindi possibile uscire di casa per fare la spesa, ma per evitare situazioni di contagio è sconsigliato affollarsi per acquistare generi alimentari o altri beni di prima necessità, anche perché non ce n'è motivo: i supermercati e i negozi alimentari saranno costantemente riforniti e aperti al pubblico.

In particolare "sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità".
"Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie".
"Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie)" e "le attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti)"

Ancora: "restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi".

Vanno quindi evitati i contatti sociali e gli spostamenti non strettamente necessari al fine di prevenire il diffondersi del virus.
Tutti dobbiamo fare la nostra parte, rimanendo a casa ed evitando i contatti con altre persone.

La mobilità è consentita per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute ed è consentito il rientro presso il domicilio, abitazione o residenza.
In ogni caso, le ragioni devono essere messe per iscritto attraverso il nuovo modulo di autocertificazione da scaricare (pubblicato il 26 marzo), ma che si può compilare anche sul momento durante un controllo (e che è passibile di accertamento - anche succesivo - da parte delle autorità). Attenzione perché la sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti riguarda l'articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento di un’autorità), a meno che che non sia configurata addirittura un’ipotesi più grave.

Per chi si deve muovere in treno, è importante sapere che Trenitalia sta aggiornato gli orari dei collegamenti su molte linee, e per questo è bene verificare sul sito ufficiale le nuove informazioni.

In seguito all'incremento del rischio di contagio causato dei tanti che si sono spostati dalle regioni del Nord, la Sardegna ha chiuso port ie aeroporti: trafficoi passeggeri sospeso, possono arrivare solo le merci. Rimane attivo solo un volo tra Cagliari e Roma, utilizzato esclusivamente per le emergenze e per gli spostamenti inderogabili previsti dal decreto.
Anche la Sicilia ha sancito il fermo per i trasporti, con la sospensione dei collegamenti aerei (sia nazionali che internazionali), mantenendo solon due voli A/R al giorno Palermo/Roma e Catania/Roma.
I trasporti marittimi e su gomma sono bloccati; potranno salire eventuali passeggeri sui traghetti eventuali solo su deroga firmata dal governatore in persona. Sono permessi gli spostamenti per i passeggeri da Villa San Giovanni e Reggio Calabria a Messina (e viceversa) solo per comprovate esigenze di lavoro o di salute.
Per i collegamenti ferroviari diurni è previsto il mantenimento dei collegamenti minimi essenziali con un intercity Roma/Palermo (e viceversa), mentre sono soppressi i servizi automobilistici interregionali.

Molti aeroporti italiani hanno chiuso o chiuderanno in questi giorni ogni attività.
Sono aperti solo Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Lamezia, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Roma Fiumicino, Torino e Venezia, mentre gli aeroporti di sola aviazione privata dovranno limitare la propria attività.

Per i pochi passeggeri ancora in partenza è previsto il controllo dell'autocertificazione, che verrà richiesta anche a chi arriva. Nessun controllo, invece, per chi è solo in transito.
Per i cittadini italiani che non siano in possesso di tali requisiti, al momento è vietato uscire dal Paese: in base al Decreto del Pres. del Consiglio del 9 marzo 2020, infatti, non sono consentiti viaggi all'estero o in Italia per turismo, ma solo per comprovate esigenze di lavoro, situazioni di necessità e motivi di salute.

La situazione dei viaggi in Europa

Nei principali aeroporti europei vengono effettuati controlli sanitari a tutti i viaggiatori.
I governi raccomandano di adottare le misure di prevenzione necessarie per evitare la diffusione del Coronavirus e di contattare una struttura medica in caso di sintomi anche lievi.

Come ha annunciato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, è stata stabilita una restrizione temporanea dei viaggi non essenziali nell'UE: chiusura dei confini esterni dell'area Schengen (stop agli ingressi alle persone da Paesi terzi per 30 giorni), dunque, per contrastare la decisione di diversi Stati che avevano già adottato misure autonme di chiusura delle frontiere. Il provvedimento è entrato in vigore martedì 17 marzo alle ore 12.

Sono infatti nove gli Stati membri che finora hanno chiuso propri confini: Austria, Danimarca, Estonia, Germania, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna e Ungheria, oltre alla Svizzera e alla Norvegia che, pur facendo parte del Trattato di Schengen, non sono membri UE.

Quasi tutti i Paesi, inoltre, hanno già provveduto a sospendere i voli diretti da/per l'Italia e i collegamenti terrestri o marittimi con il nostro Paese (Albania, Austria e Malta).
La Slovenia ha chiuso diversi valichi di frontiera, lasciando aperti solo i tre valichi principali di Fernetti, Rabuiese e Pesek, che sono stati a loro volta ristretti per effettuare controlli a ogni singolo mezzo in arrivo dall'Italia.

Per quanto riguarda il Regno Unito, le autorità britanniche hanno disposto la misura precauzionale dell'auto-isolamento volontario per sette giorni per chi arrivi (o rientri) in Gran Bretagna in presenza di sintomi dovuti al COVID-19.
Non sono previste al momento restrizioni all'ingresso per chi proviene dall'Italia. Il traffico aereo da/per l'Italia sta registrando una progressiva riduzione, ma rimangono ancora attivi alcuni collegamenti Alitalia da Londra per Roma Fiumicino.

Quali sono gli Stati che hanno chiuso le frontiere agli italiani?


Anche in questo caso si aggiungono ogni giorno sempre più Paesi alla lista di quelli che respingono l’ingresso agli italiani (e ai cittadini stranieri che partono o transitano dall’Italia); tra i primi a muoversi in questa direzione nei giorni scorsi ci sono stati ad esempio Angola, Arabia Saudita, Australia, Bahamas, Bahrein, Bulgaria, Bolivia, Bosnia, Bulgaria, Capo Verde, Cipro, El Salvador, Giordania, Guatemala, Honduras, Kuwait, Iraq, Israele, Madagascar, Maldive, Malesia, Mauritius, Micronesia, Mongolia, Qatar, Romania, Seychelles, Singapore, Sri Lanka, Tagikistan e Turkmenistan, mentre la Turchia si riserva il diritto di respingere alla frontiera i viaggiatori che siano passati dall’Italia negli ultimi 14 giorni.
Con la diffusione della pandemia, ora la lista comprende quasi tutti i Paesi del mondo. L'elenco è in continuo aggiornamento sul sito Viaggiare Sicuri.

Per ogni Paese esistono modalità specifiche di divieto che è bene tenere in considerazione.
In generale, come riporta il sito della Farnesina, "Ai sensi del DPCM 09/03/2020, sono da evitare tutti i viaggi e gli spostamenti per turismo all’estero come sul territorio nazionale. La dichiarazione dell’OMS con cui si classifica COVID-19 come “pandemia” sta comportando l’adozione di misure restrittive (sospensione del traffico aereo, divieto di ingresso, respingimento in frontiera, quarantena obbligatoria, accertamenti sanitari) da parte di tutti i Paesi del mondo, con scarso o nessun preavviso. SI RACCOMANDA DI EVITARE OGNI VIAGGIO/SPOSTAMENTO NON ESSENZIALE e non motivato da ragioni di lavoro, comprovato stato di necessità o motivi di salute".

A chi era in procinto di partire, per qualsiasi ragione, consigliamo di rinunciare al volo e valutare con la compagnia aerea eventuali forme di risarcimento o modifica della prenotazione.

Quali sono gli Stati che applicano la quarantena?


Ormai quasi tutti gli Stati extra UE (e anche qualcuno nel continente europeo) che non vietano espressamente l'ingresso ai viaggiatori che provengono dall’Italia hanno decretato misure molto restrittive da applicare sui posti confine, come l’obbligo di sottoporsi a test clinici, per poi essere eventualmente trasferiti in quarantena presso strutture locali in caso di necessità.

Sempre più nazioni hanno invece istituito la quarantena obbligatoria, solitamente domiciliare o in albergo, ai viaggiatori provenienti dall’Italia: alcuni esempi sono Bangladesh, Botswana, Cina, Congo, Eritrea, Georgia, Malawi, Mozambico, Nuova Zelanda, Palestina, Panama, Romania, Russia, Saint-Vincent e Grenadines, Sri Lanka, Taiwan, Thailandia, Tunisia, Uganda, Uzbekistan e il Vietnam.

Molte nazioni centro e sudamericane stanno rapidamente chiudendo le frontiere e sospendendo i voli con l'Europa.
Nel caso di Cuba, i turisti che non presentano sintomi sono liberi di proseguire il proprio viaggio nel Paese senza limitazioni, ma chi proviene dall’Italia, a discrezione delle Autorità locali, può essere sottoposto per due settimane a un regime non invasivo di vigilanza e controllo.
È del 12 marzo la notizia che tre turisti italiani sono risultati positivi al Coronavirus e sono stati trasferiti nell'ospedale de L'Avana.

Il Venezuela ha disposto la quarantena totale all'interno del Paese. Ha inoltre deciso la sospensione dei voli da e per l'Europa, dalla Colombia, da Panama e da Santo Domingo per un periodo di 30 giorni a partire dal 16 marzo, e la frontiera con la Colombia è stata chiusa.

Quali sono i Paesi che hanno sospeso il visto ai cittadini italiani?

Sono in aumento i Paesi che sospendono i visti già concessi o l’emissione di nuovi documenti ai cittadini italiani, negando di fatto l’ingresso entro i confini nazionali.
Tra questi c’è il Nepal, che ha temporaneamente sospeso l’emissione di ‘visa-on-arrival’ (cioè i visti all’arrivo alla frontiera) per i cittadini italiani. Gli italiani che eventualmente volessero recarsi in Nepal potranno richiedere prima della partenza un visto alle missioni diplomatiche nepalesi nel mondo.
Il governo locale ha annunciato la chiusura del Monte Everest alle spedizioni alpine; il divieto è in vigore dal 14 marzo al 30 aprile. Niente pioù scalate, dunque, e sospensione del rilascio dei permessi per le spedizioni.
La Cina, sul versante tibetano, aveva già stabilito la chiusura della salita all'Everest qualche giorno prima delle autorità nepalesi.

Le autorità dell’India hanno stabilito alcune misure di prevenzione: tra le più importanti segnaliamo che dalle ore 12 del 13 marzo 2020 è sospesa, fino al 15 aprile 2020, la validità di tutti i visti già emessi (ad eccezione di quelli diplomatici, di servizio, per funzionari ONU/OOII, di lavoro, di progetti), ed è deciso l'obbligo di quarantena di 14 giorni per tutti i passeggeri che arrivino o abbiano viaggiato in Italia, Cina, Iran, Repubblica di Corea, Francia, Spagna e Germania dal 15 febbraio in poi. È confermata la validità dei visti rilasciati a stranieri che si trovino già in territorio indiano.

Uno degli ultimi Paesi in ordine di tempo a sospendere l'emissione dl visto per i cittadini italiani (ad eccezione dei visti diplomatici, ufficiali, d'affari e umanitari) è la Russia. Esiste quindi il divieto di ingresso nella Federazione per tutti i cittadini italiani o i viaggiatori di qualsiasi nazionalità provenienti dall'Italia.

La Thailandia ha invece istituito l'obbligo di visto per i cittadini italiani che intendono entrare nel Paese, oltre all'obbligo di auto-quarantena per 14 giorni.

Italiani in viaggio negli Stati Uniti

La situazione negli Stati Uniti è in continua evoluzione. Da settimane è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria e il presidente Trump ha annunciato la sospensione dalle ore 23:59 del 13 marzo 2020 (ora della Costa Est) di tutti i viaggi dall'Europa per un mese. Anche Regno Unito e Irlanda, inizialmente non inclusi nel divieto, sono ora interessati dalle misure.
La sospensione riguarda anche l'ingresso dei viaggiatori che nei 14 giorni precedenti il tentativo di ingresso negli Stati Uniti siano stati fisicamente in uno dei Paesi dell’Area Schengen.
Sono previste alcune eccezioni al divieto di ingresso, come nel caso di cittadini statunitensi, di residenti permanenti o loro familiari, titolari di visto diplomatico e altri.

Voli sospesi da/per l’Italia: compagnie aeree e Paesi coinvolti


Ormai sempre più compagnie aeree hanno deciso in maniera autonoma, e altre costrette dalle decisioni dei singoli Stati, di sospendere i voli da/per l’Italia.
Tra le più presenti sul nostro territorio che si sono aggiunte alla lista segnaliamo la British Airways, Ryanair (fino all'8 aprile), EasyJet (fino al 3 aprile), Jet2, Air France (dal 14 marzo al 3 aprile) ma per i singoli casi è consigliabile verificare con la specifica compagnia la validità del biglietto e l'operatività del volo.

Per quanto riguarda la Svizzera, la compagnia SwissAir ha deciso sospensione dei voli da/per l'Italia, mentrre Alitalia ha ancora pochissimi voli operativi per Roma.
Dal 12 marzo al 5 aprile, la SBB ha ridotto le tratte ferroviarie con destinazione Milano (quelle per Venezia sono state completamente cancellate).
Al momento tre delle nove coppie di treni che servono la tratta Zurigo-Milano via San Gottardo circoleranno solo fino a Chiasso, mentre sull’asse del Sempione le riduzioni interessano due delle sette coppie di treni (Ginevra/Basilea-Milano), che circoleranno solo rispettivamente tra Ginevra e Briga e tra Basilea e Briga.
Ulteriori restrizioni potrebbero essere adottate in futuro.
Non sono al momento previsti blocchi o divieti per i quasi 70.000 transfrontalieri italiani che lavorano nel paese elvetico.

La sospensione dei voli è ormai globale: si va dall'Argentina, che ha interrotto ogni collegamento con l'Europa per 30 giorni, al Marocco, che ha annunciato la sospensione immediata del traffico aereo e marittimo da/per l’Italia, ha disposto la compilazione della "fiche sanitaire du passager", un modulo dove si riportano le proprie generalità e informazioni utili al monitoraggio sanitario, e ha introdotto controlli termici sistematici per i passeggeri provenienti dall'Italia. Per i casi sospetti è previsto l'isolamento e il trasferimento in strutture ospedaliere idonee.
Le autorità della Tanzania, ad esempio, hanno annunciato la cessazione di tutti i voli charter dall’Italia diretti a Zanzibar, mentre il Perù ha disposto la cessazione dei voli provenienti dall'Europa.

In questi giorni Alitalia sta organizzando voli speciali in accordo con il Ministero degli Esteri per consentire agli italiani bloccati all'estero di fare rientro in patria. Da Londra alle Maldive, sono numerose le mete interessate da questa operazione di recupero dei nostri connazionali. Inoltre, Alitalia sta cercando di ottenere i permessi necessari anche per continuare a volare verso quei Paesi che hanno disposto misure restrittive per gli italiani.

Anche in questo caso ricordiamo che l'elenco completo delle disposizioni e dei Paesi coinvolti è disponibile sul sito che riportiamo qui sotto.

Tutti i provvedimenti presi dai singoli Paesi

Per maggiori informazioni e aggiornamenti continui sull'emergenza Coronavirus consigliamo di visitare il sito Viaggiare Sicuri, organo d’informazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dove vengono pubblicati tutti gli avvisi in merito alla situazione sanitaria, alla sicurezza e ai contatti delle rappresentanze diplomatiche di ogni Paese.
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