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I posti pił belli della Sicilia

La Sicilia è da sempre terra di confine, sospesa tra Europa ed Africa ed immersa nelle acque cristalline del Mar Mediterraneo, laggiù in fondo allo Stivale, dal quale, seppur di poco, è staccata, come se potesse partire da un momento all'altro e andare alla deriva. Rinomata per le sue spiagge meravigliose, per le acque del mare cristallinne, per i sapori ed i colori straordinari, sintesi delle culture che si sono avvicendate nei secoli sul suolo dell'isola, è una delle mete balneari preferite dai turisti di tutto il mondo.

Eppure c'è qualcosa di più che questa terra può offrire, un qualcosa che passa apparentemente in secondo piano rispetto allo splendore delle coste e alla distesa d'acqua che va veloce verso l'orizzonte: c'è la Sicilia dei paesaggi scolpiti dalla Natura e delle testimonianze d'arte antica che lasciano senza parole, meno conosciuta forse ma non per questo meno suggestiva.

Questa guida vuole essere un viaggio alla scoperta di luoghi storici e paesaggistici, una circumnavigazione ideale dell'isola dedicata a chi ama viaggiare, percorrendo strade panoramiche, a volte difficili, senza paura di macinare chilometri e fatica. Il viaggio per la Sicilia è però lungo. Il nostro consigliio è quello di volare su Catania, Palermo o Trapani, e qui noleggiare un'auto all'aeroporto Fontanarossa, per potersi muovere liberamente tra tutte le meraviglie di quest'isola che andiamo a presentarvi.

Itinerario in Sicilia orientale


Non appena arrivati in Sicilia ci dedichiamo subito ad una delle località più note e suggestive in assoluto: l'isola di Stromboli.
La più rinomata delle Eolie la raggiungiamo lasciando la macchina a Milazzo, il porto dal quale ci imbarcheremo per raggiungere Scari, il piccolo approdo della nostra meta.
Omero narrava che le sette isole fossero la dimora di Eolo, il dio dei venti, a testimonianza della magica bellezza che questi luoghi offrono: l'origine vulcanica dell’arcipelago dà vita a un'incantata sintesi tra spiagge di lava nera, abitazioni candide, colline brulle ed eruzioni laviche improvvise, a volte anche effusive, che incantano, e qualche volta intimoriscono, i turisti.
Sbarcare a Stromboli significa rimanere stregati dal tempo che scorre lento, dal profumo di agrumi, dai negozi del centro abitato che da Scari a Piscità, meno di due chilometri, si può percorrere tutto a piedi.
Possiamo regalarci anche un bagno nelle acque antistanti la spiaggia di sabbia nera di Ficogrande, dalla quale possiamo vedere Strombolicchio, il grande scoglio posto a circa un chilometro e mezzo che rappresenta il punto più occidentale di tutta la Sicilia.
A fine giornata infine non può mancare un’arrampicata a Vancori, in alto sulla Sciara del Fuoco, la la cima del cratere che permette di assistere al magnifico spettacolo dei lapilli incandescenti.

Gole dell'Alcantara


Tornati sull'isola madre riprendiamo la nostra macchina e ci prepariamo per un viaggio un po' più lungo, di circa 100 chilometri. Imbocchiamo l'autostrada verso Messina per poi dirigerci verso sud lungo la costa orientale; all'altezza di Giardini Naxos andiamo verso l'entroterra percorrendo la Strada Statale 185 e seguendo le indicazioni per Motta Camastra.
È qui che troviamo le Gole dell'Alcantara dove scorre l'omonimo fiume, una meta turistica irrinunciabile per gli amanti degli itinerari naturalistici.
Le acque del fiume hanno infatti nel corso dei secoli creato un paesaggio geologico unico al mondo le cui protagoniste sono le Gole di Larderia, un canyon che scorre fra pareti rocciose alte fino a 50 m, createsi dal raffreddamento di colate laviche provenienti dall'Etna, anche se la leggenda racconta che siano state scavate dall'ira degli dèi.
Lungo la sponda sinistra del fiume si può avere accesso al Sentiero delle Gole, che corre per circa 1 km tra filari di uliveti ed agrumeti ed offre punti panoramici mozzafiato,come la Terrazza di Venere o il Balcone delle Muse.

Rifugio Sapienza


La tappa successiva è dedicata ai viaggiatori più coraggiosi, perché andiamo sulla cima dell'Etna, il vulcano più grande d'Europa ed uno dei più attivi di tutto il pianeta.
Partendo dalla Gole procediamo verso sud per circa 50 km ed arriviamo al Rifugio Sapienza, fino a un'altezza di 1935 mt. Lo storico rifugio, che ha più volte rischiato di essere spazzato via dalla lava, è il punto di partenza per visitare i piccoli crateri circostanti di recente formazione e per arrivare con la funivia ad un secondo rifugio situato fino A 2400 mt, dove si trovano i crateri sommitali.
Da qui i più prestantii potranno salire a piedi e con l'aiuto di una guida esperta fino in cima, a 2900 mt sul livello del mare, zigzagando tra colonne di fumo e lapilli per poter godere di una vista strepitosa su tutti i crateri attivi; quando le condizioni sono ottimali si può infine concludere il percorso salendo ancora fino al cratere principale, la spaventosa Voragine.

Riserva di Vendicari


Ci rimettiamo in macchina pronti un altro viaggio che ci porta fin quasi all'estrema punta meridionale della costa est della Sicilia. Altri 130 km per arrivare nella Riserva Naturale di Vendicari, situata a sud di Siracusa, tra Noto e Pachino.
Armiamoci di crema solare, infradito, scarpe da tennis è un cappello per visitare questa fantastica oasi floristica e faunistica particolarmente famosa per l'attività di birdwatching: fenicotteri rosa, aironi, cigni reali e cicogne che qui si fermano prima di partire per viaggi più lunghi e faticosi.
La Riserva di Vendicari propone però anche spiagge bianche, mare blu cobalto, passeggiate nella natura, itinerari di trekking, fondali animati per lo snorkeling e, ovviamente, siti culturali; imperdibile infatti la visita a le Latomie, vecchie cave di pietra utilizzate per la costruzione di templi ai tempi dei greci.

Tour della Sicilia meridionale


La seconda parte del nostro viaggio la dedichiamo all'arte più antica dirigendoci verso i luoghi più famosi situati sulla costa meridionale siciliana.
L'unica deviazione nell'entroterra che facciamo ci porta a Piazza Armerina, splendida città d'arte situata nel centro della Sicilia. Ci vogliono 180 km da Vendicari per raggiungere la cittadina in provincia di Enna, ma ciò che lì troviamo merita il viaggio.
Assoluto capolavoro è infatti la Villa Romana del Casale, un'antica e splendida villa imperiale perfettamente conservata e risalente al quarto secolo dopo Cristo. L'ingresso monumentale, il corpo centrale, una grande sala, ed il complesso termale sono ancora tutti perfettamente distinguibili tra i resti che sono stati portati alla luce dai numerosi scavi archeologici
Più di ogni altra cosa, però, meritano attenzione i mosaici così perfetti ed integri che hanno contribuito a far inserire dall’UNESCO la Villa Romana del Casale nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità.

La Valle dei Templi


Ed a questo punto ci dirigiamo in quello che è uno dei siti archeologici più conosciuti di tutto il mondo: la Valle dei Templi, un'autentica esplosione di Magna Grecia. Un susseguirsi di templi dorici affacciati su un crinale roccioso vista mare che toglie veramente il fiato, accoglie il turista il quale, nonostante sappia a cosa va incontro, non può fare a meno di rimanere incantato. Il Tempio dell Concordia, edificato nel 430 a.C. circa e secondo solo al Partenone, è ancora ottimamente conservato e si staglia alto ed imponenete, con le sue colonne rastremate e snelle, a dominare la valle sottostante.
Scala dei Turchi
A pochi chilometri si trova la Scala dei Turchi, una candida formazione rocciosa a gradoni che si erge a picco sul mare vicino a Porto Empedocle. Diventata attrazione turistica grazie al Commissario Montalbano, il protagonista dei romanzi di Andrea Camilleri, rappresenta un teatro geologico naturale a conca che racchiude una spiaggia di sabbia bianca caraibica e si trasforma quindi in un'ottima occasione per fare un rinfrescante bagno dopo la giornata passata a visitare la Valle dei Templi. Di particolare impatto il contrasto cromatico tra il bianco accecante dello sperone roccioso ed il turchese del mare.

Selinunte


Non c'è da riposarsi troppo però perché dobbiamo ripartire verso ovest, sempre costeggiando questo tratto di mare che sembra non smettere mai di proporci ricchezze storiche ed artistiche, tant’è che è considerato uno dei siti archeologici più importanti di tutto il mondo.
Dopo 85 km troviamo infatti Selinunte, che deve il suo nome ad un particolare specie di prezzemolo selvatico - sélinon, in greco - il più grande parco archeologico dell’Europa: si estende infatti per 1740 km² e comprende templi, santuari ed altari disseminati ovunque. Grandiose rovine da ammirare nell'assoluto silenzio con la sensazione addosso che si sta ammirando un pezzo di storia intramontabile.

I luoghi della Sicilia nord-occidentale


Ci prepariamo ora ad affrontare l'ultima parte del nostro itinerario alla scoperta della meravigliosa Sicilia. Ci occupiamo infatti ora del settore nord occidentale dell’isola e, dopo aver abbandonato Selinunte, percorriamo la Strada Statale 118 e ci dirigiamo verso Trapani.
Da qui ci imbarchiamo per l'isola di Favignana, la più grande dell'arcipelago delle Egadi, che si è guadagnata l’appellativo di “Grande Farfalla sul Mare”; non è ovviamente difficile capire che si tratta di un’isola la cui ricorda una farfalla ad ali spiegate.
Favignana è una meta balneare ideale che propone spiagge di sabbia candida, come Cala Azzurra e Lido Burrone, intime calette di ciottoli, nella zona di Punta Lunga e Punta Sottile, ed acque cristalline e trasparenti.
Meta ideale anche per gli appassionati di snorkeling, particolarmente famosa è Cala Rossa dove i fondali sono decisamente straordinari, e di immersioni subacquee.
Non ci scordiamo però che questo è un viaggio dedicato agli appassionati di arte e natura e non possiamo non presentare un sito un po' fuori dagli schemi: si tratta della Grotta del Pozzo, scoperta nel 1968, all'interno della quale sono state ritrovate delle incisioni risalenti al periodo neopunico. Dalle raffigurazioni si evince con una certa sicurezza che la grotta era un luogo utilizzato dai pescatori per lavorare e conservare il frutto del loro lavoro quotidiano.

Riserva dello Zingaro


Tornati a Trapani ci dedichiamo a uno degli angoli più magici di tutta la Sicilia: la Riserva dello Zingaro di San Vito Lo Capo. Piccoli sentieri stretti e difficili da percorrere ci guidano all'interno di uno scenario meraviglioso: imponenti muraglioni di roccia calcarea s’innalzano ricoperti da arbusti di macchia mediterranea per poi gettarsi in un mare talmente cristallino che quasi ci si può specchiare dentro. A cornice spiagge di sabbia bianchissima, piccole calette difficilmente raggiungibili ed un fondale ricco di pesci che si vedono ad occhio nudo.
Dichiarata Riserva Orientata è diventata luogo in cui gli uccelli migratori si fermano prima di partire per i paesi più caldi e rare specie di mammiferi trovano il loro rifugio.
La Riserva dello Zingaro è uno spicchio di terra che ancora conserva i tratti originari ed in cui l'uomo non ha ancora portato la sua opera spesso distruttiva. Un autentico paradiso paesaggistico.

Gli scavi di Segesta


A 30 km dalla Riserva dello Zingaro troviamo Segesta, la storica rivale di Selinunte, contro la quale portò avanti per secoli battaglie per avere la supremazia su questa parte dell’isola.
Anche Segesta, come la sua antica nemica, propone una zona archeologica di grande interesse, all'interno della quale troviamo imperdibili gioielli: il Tempio Dorico-Siculo, risalente al V secolo a.C., presenta imponenti colonne di notevole bellezza; anche il Teatro Greco, perfettamente scavato nella roccia ed attualmente utilizzato per gli spettacoli estivi che animano la città, è un altro monumento che merita assolutamente l'attenzione del turista.
Nuovi scavi stanno riportando alla luce numerosi reperti archeologici che indubbiamente contribuiranno a completare la mappa dell’antica città greca.

Capo Tindari


La nostra ultima mappa ci riporta a pochi chilometri da dove siamo partiti a conclusione di un affascinante giro di tutta l'isola. Ci ridrigiamo verso Messina lungo l’autostrada A20 ed arriviamo a Tindari, la splendida cittadina incastonata nel centro del Golfo di Patti, l'insenatura naturale compresa tra Capo Milazzo e Capo Calavà.
Crocevia di culture da sempre, Tindari nasce anch’essa come colonia della Magna Grecia, diventa base navale sotto la dominazione romana ed in seguito passa in mano a bizantini e arabi. Qui la cultura e l'arte antica si mescolano alle leggende che disegnano la personalità della cittadina.
A partire da quella sulla Statua della Madonna Nera, conservata e venerata presso il santuario dell'antica acropoli. Si narra infatti che giunse sulla spiaggia di Tindari portata da una nave che cercò rifugio durante una tempesta, nave che non riuscì in seguito a ripartire finché non scaricò la cassa che la conteneva e l'affidò ai cittadini.
Da quel momento la meravigliosa statua di legno di cedro è diventata meta di pellegrinaggio da parte dei fedeli che arrivano da tutta la Sicilia.
Sotto il promontorio si apre la Laguna di Olivieri, un tratto di mare di notevole bellezza in mezzo al quale spicca una lingua di sabbia dalla conformazione suggestiva, oggi Riserva Naturale per le particolari caratteristiche quasi lacustri della zona che richiamano rari uccelli migratori.
Interessanti sono anche gli scavi che hanno riportato alla luce la pianta dell'antica Urbs romana, tra i quali spicca l'antico Teatro Greco, databile al terzo secolo a.C., utilizzato in seguito dai Romani come arena per i gladiatori.
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 Pubblicato da il 09/02/2017 - 18.422 letture - ® Riproduzione vietata

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