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La Riserva di Vendicari in Sicilia: percorsi tra spiagge, fenicotteri e la tonnara

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Distese di fenicotteri rosa o rossi, di gabbiani reali, di aironi cenerini e di cicogne bianche o nere trapuntano il panorama incantato che si mostra generoso da queste parti, perché proprio qui questi magnifici e rari uccelli migratori, si fermano per l’ultima volta, prima del lungo tragitto - circa 350 km - che li porterà in Africa, dove nidificheranno.

Siamo in Sicilia, nella Riserva Naturale Naturale “Oasi Faunistica di Vendicari”, una lingua di natura incontaminata di circa 1500 ettari di estensione dove da secoli vive indisturbato un ecosistema preziosissimo che rende questo luogo uno dei più suggestivi di tutto il mondo.
Paesaggi incredibili si alternano a litorali sabbiosi e, nel contempo, selvaggi, ampie zone di macchia mediterranea si aprono su un mare talmente trasparente e cristallino che sembra uscito dal pennello di un pittore impressionista, gigli spontanei, elegantissime orchidee e cespugli di profumato rosmarino ornano i sentieri che i tantissimi turisti percorrono ogni anno quando visitano questo irripetibile angolo di mondo.

Proprio per questo vogliamo regalarvi questa nostra piccola guida, con l’obiettivo di darvi le informazioni necessarie su cosa fare e cosa vedere nella Riserva di Vendicari, su quali escursioni organizzare, quali percorsi seguire o quali spiagge visitare, perché siamo certi che non potrete fare a meno di fare un salto qui, nel caso vi trovaste nei paraggi.
Preparatevi, dunque, per un’esperienza sensoriale unica, in quanto, ve lo garantiamo, questo angolo di paradiso si rivelerà decisamente più incantevole di quanto la vostra fantasia è in grado di immaginare e la nostra penna capace di descrivere.

Dove si trova la Riserva di Vendicari e itinerari proposti


Ma, esattamente: dove si trova la Riserva di Vendicari?
Nel territorio provinciale di Siracusa, proprio dove il vertice meridionale della Sicilia si spinge coraggioso in mare aperto, a pochi chilometri dal punto esatto in cui il Mar Jonio si incontra impetuoso con il Mare Mediterraneo, tra Pachino, la famosa località balneare siciliana patria del pomodoro ciliegino, e Noto, una delle regine del tardo barocco siciliano, talmente bella da essersi conquistata, insieme ad altre sette città confinanti, l’ingresso nell’elenco del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, celebre anche per la sua Infiorata, che si svolge in maggio e rappresenta sicuramente uno degli eventi della Sicilia più suggestivi e per questo amati da tutti i turisti presenti.

Si può accedere all’Oasi Faunistica in tutti i giorni dell’anno ed è importante sottolineare che non c’è nessun biglietto di ingresso da acquistare e che gli orari della Riserva di Vendicari sono molto lunghi e permettono l’accesso fino al tramonto.

Disseminati lungo il perimetro sono presenti cinque ingressi, tutti serviti da un parcheggio attrezzato presso il quale è possibile lasciare per pochi euro, se non addirittura gratis, l’automobile per tutta la giornata; partendo dal più settentrionale e scendendo verso sud troviamo: l’ingresso Eloro, l’ingresso Marianelli, l’ingresso Calamosche, l’ingresso Vendicari e l’ingresso Cittadella, raggiungibili percorrendo la SP19 che collega Noto a Pachino.

Sono queste le porte per poter aver accesso alla riserva e ai suoi 8 km di costa incontaminata, alle polle di acqua dolce, alle lagune costiere, alle dune di sabbia bianca, alle spiagge caraibiche e ai siti storico-archeologici che rappresentano gli elementi paesaggistici con i quali dovrete confrontarvi; diverse sono, infatti, le attività cui potrete dedicarvi durante le vostre escursioni alla Riserva di Vendicari, dallo snorkeling più estremo, al birdwatching professionale, per finire con le più “comuni” escursioni, da svolgersi seguendo uno dei tre percorsi organizzati, l’Itinerario Blu, l’Itinerario Arancio e l’Itinerario Verde, che non presentano particolari difficoltà e sono affrontabili anche dai camminatori di taglia XXS.
Se lo preferite, infine, potete anche visitare in bici la Riserva di Vendicari: pedalare sospesi tra cielo e mare incanterà anche il bikers più burberi.

Ultimo avvertimento prima di entrare: non vi aspettate spiagge attrezzate, chioschi presso i quali sorseggiare esotici aperitivi o ristoranti a cinque stelle. Lasciate, quindi, a casa la pigrizia e armatevi di pranzo al sacco, acqua potabile, gambe allegre e tanta voglia di scoprire uno dei luoghi più affascinanti della Sicilia.

La Riserva di Vendicari e la sua storia


Prima di incamminarci, permetteteci di spendere due parole sulla storia della Riserva di Vendicari, partendo dall’ultima tappa in ordine cronologico, ossia l’istituzione della stessa, avvenuta nel 1984, tre anni in ritardo rispetto alla promulgazione della legge regionale che ne aveva previsto la realizzazione.

A dire il vero, però, la sua storia ha origini decisamente più antiche, se si considera che proprio lungo i suoi margini settentrionali fu edificata, nell’VIII secolo a.C., Eloro - nei pressi di dove oggi sorge l’ingresso più settentrionale alla Riserva -, la prima colonia della potentissima Siracusa. Ancora presenti sono, infatti, le rovine di alcune cave di pietra - latomie - risalenti al V secolo a.C. da cui veniva estratto il materiale per costruire monumenti e abitazioni, e alcuni tratti dell’antica Via Elorina che collegava Siracusa e Gela.
Nel III secolo a.C., Eloro seguì le sorti della sua grande madrepatria e divenne territorio dell’Impero Romano, periodo di cui non sono rimaste tracce archeologiche evidenti; la zona tornò ad acquisire importanza durante la dominazione bizantina, e i resti della Trigona, la "cuba", ossia una particolare tipologia di basilica, bizantina, ubicata nella parte meridionale della Riserva, e la vicina Necropoli, risalente allo stesso periodo, ne sono una squillante testimonianza.

La Torre Sveva e la Tonnara di Vendicari, i due monumenti architettonici più importanti di tutta l’Oasi Faunistica, risalgono, invece, ad altre epoche storiche, medievale la prima, fatta erigere da Pietro d’Aragona, Duca di Noto, per respingere gli attacchi saraceni, e del XVIII secolo la seconda, conosciuta anche con il nome locale di “Bafutu”, straordinaria testimonianza di quella che è stata, fino a pochi decenni fa, una delle attività più proficue di tutta l’isola.

Il territorio dell’Oasi Faunistica


Natura, arte, reperti archeologici, mare da sogno, passeggiate nella natura...potrebbe anche bastare, ma a Vendicari c’è molto di più: basti pensare che qui si trova anche una zona che ospita alcuni dei laghi più belli della Sicilia. Siamo, come abbiamo anche già accennato all’inizio, in una delle zone più interessanti d’Europa sotto il profilo ornitologico.

Il cuore dell’Oasi Faunistica è costituito, infatti, dai Pantani, pozze d’acqua che si sono formate, e vengono costantemente alimentate, dall’acqua piovana e dalle acque salmastre marine - Pantano Piccolo, Pantano Grande, Pantano Roveto, Pantano Scirbia e Pantano Sichilli - ed è proprio grazie alla loro presenza che Vendicari è considerata una delle zone umide più importanti di tutto il Vecchio Continente.
Proprio nei Pantani si fermano le oltre 200 specie di uccelli migratori che qui stazionano, o nidificano, ogni anno, prima di partire per i loro lunghi viaggi verso il sud del mondo e questo è il motivo per cui la riserva è uno dei luoghi più visitati dagli ornitologi del pianeta.

Numerose sono anche le polle di acqua dolce, per uno scenario complessivo davvero unico e suggestivo; le variegate zone umide, infatti, permettono lo sviluppo di diverse specie vegetali e di piante acquatiche e ripariali, dalle alofite, che crescono su terreni ad alta salinità, alle tamerici, che preferiscono quelli sabbiosi, dalle succulente, paragonabili alle piante grasse, alle arbustive più folte, profumate e colorate, tipiche della Macchia Mediterranea più classica.

Per quanto riguarda la fauna, particolarmente celebri sono i fenicotteri di Vendicari, i quali, con il loro tipico colore rosato, contribuiscono a rendere particolarmente incantevole la visita nell’oasi. Non solo fenicotteri, però, perché numerose sono le specie che abitano questo tratto di costa incontaminato, come la colpoca, il cavaliere d’Italia, la folaga, ma anche tartarughe Caretta Caretta, il rospo smeraldino, un discreto numero di volpi, ricci e istrici, qualche simpatico rettile e una grande quantità di coleotteri rari, in modo da poter accontentare un po’ tutti gli appassionati del settore.

Di altrettanto valore il patrimonio floristico della riserva, che annovera esemplari di finocchio di mare, dal sapore aromatico e piccante, di ginepro rosso, con le sue chiome abbondanti e leggermente ricadenti, di lentisco, con i suoi grappoli di fiori rosso scuro, di mirto, dal profumo inebriante, e del caratteristico spazzaforno, dalla foglia piccola, carnosa e pelosa, tanto per citare solo qualche big.
Insomma, come vi abbiamo già detto, la Riserva Naturale di Vendicari è un vero Paradiso Terrestre.
Basta chiacchiere, allora. Partiamo!

L’Itinerario Blu, il percorso costiero


Cominciamo a disegnare la nostra personale mappa della Riserva di Vendicari partendo dalla parte più settentrionale, dove si snoda, per una lunghezza complessiva di 5,6 km, l’Itinerario Blu.
La partenza è fissata all’ingresso Eloro, dove è possibile ammirare, l’Area Archeologica e, dopo circa 300 metri, la prima delle cinque spiagge dell'Oasi: la spiaggia Eloro, tanto per restare in tema, una distesa di sabbia bianca e fine che si affaccia su un mare intatto che degrada dolcemente verso il largo da una parte e su pantani d’acqua dolce dall’altra. La spiaggia è attrezzata con un piccolo bar e una zona docce dedicata ai turisti.

Il viaggio prosegue lungo un sentiero sterrato che, con un suggestivo susseguirsi di saliscendi, vi accompagna, dopo aver superato la foce del fiume Tellaro, fino alla spiaggia Marianelli, più isolata e selvaggia della precedente, tant’è che è stata eletta come meta prediletta dagli amanti del naturismo, anche se non esiste un’apposita ordinanza comunale che norma la frequentazione della stessa. Tra calette bianche ed appartate e la lingua di sabbia circondata da mandorli e limoni non si sa, sinceramente, che scegliere! Sapete che vi consigliamo noi? Non scegliete niente e godetevi questo scorcio di natura in ogni suo angolo più nascosto.

L’ultimo tratto dell’Itinerario, il più lungo, ci porta in direzione della spiaggia Calamosche, senza dubbio la più nota di tutta la Riserva Naturale di Vendicari.
Conosciuta dai locali con il nome di “Funni Musca”, questa spiaggia fa comprendere fin dalla prima occhiata che la sua belllezza è al di fuori di ogni normalità, tanto da aver vinto nel 2005 il titolo di “spiaggia più bella d’Italia”: due costoni rocciosi si alzano ripidi a incastonare, e proteggere, una lingua di sabbia da cartolina, situata di fronte ad un mare limpido e quasi sempre calmo. Per la sua fama è super-affollata in estate, più godibile in maggio/giugno e in settembre; in qualsiasi periodo dell’anno ci si vada, comunque, è obbligatorio portarsi le pinne e la maschera, per dare un’occhiata ai fondali ricchi di fauna e flora marina.

L’Itinerario Arancio: la Tonnara, la Torre Sveva e i fenicotteri


L’Itinerario Arancio si snoda, invece, nella parte centrale dell’Oasi Faunistica e offre al turista, lungo un percorso di poco meno di 5 km, un piacevole mix tra paesaggi marini e costruzioni storiche.
Si parte dall’ingresso Vendicari, dopo il quale si prosegue su una suggestiva passerella in legno costellata di capanni in legno dal cui interno si possono osservare i grandi uccelli migratori nel loro habitat naturale; proseguendo il cammino si arriva fino alla lunghissima spiaggia Vendicari, dalla quale si possono ammirare in lontananza la Torre Sveva e la Tonnara.
Il consiglio è quello di concedersi un bagno nelle acque turchesi e limpide che bagnano il litorale, prima di rimettersi in cammino per dare un’occhiata un po’ più approfondita alle due chicche architettoniche che prendono il sole da secoli su questa spiaggia e di avventurarsi nel tratto roccioso di costa, dove potrete indubbiamente approfittare della scusa per fare un secondo bagno, magari muniti di maschera e boccaglio per fare un saluto ai numerosi pesci dal ventre argentato che abitano queste acque.

... Pagina 2/2 ... La seconda parte dell’itinerario ci porta a camminare un po’ prima di raggiungere la già citata spiaggia Calamosche, ma non preoccupatevi, perché potrete distrarvi con le calette rocciose, i capanni di osservazione e gli abitanti del Pantano Piccolo, spazio lacustre salmastro di discrete dimensioni e paradiso indiscusso per i birdwatcher, prima di arrivare alle scalette in pietra che vi porteranno alla rinomata destinazione. Il terzo bagno nella piscina naturale di spettacolare bellezza che vi troverete davanti è il minimo che possiate fare.

L’Itinerario Verde, il percorso archeologico: l’area bizantina


L’ultimo percorso, l’Itinerario Verde, quello che si snoda nella parte centro-meridionale, è dedicato agli appassionati di rovine antiche, perché porta alla scoperta dell’area bizantina e finisce con una visita approfondita alla Tonnara di Vendicari, che, come vi abbiamo già detto, è una preziosa testimonianza di archeologia industriale, nonché simbolo dell’intera riserva.

Si entra dall’ingresso Cittadella, quello posto più a sud, dal quale si raggiunge in pochi minuti la Spiaggia San Lorenzo, la più attrezzata tra le cinque di Vendicari. A onor del vero il tratto litorale che appartiene a questa spiaggia non ricade all’interno dell’area protetta, ma rappresenta la naturale prosecuzione della spiaggia Vendicari, di cui conserva le caratteristiche.
A nord la costa si presenta più rocciosa e il fondale del mare è abbastanza profondo, con il risultato che l’acqua risulta essere di un bel blu intenso, mentre se ci si sposta più a sud si ritrovano le distese di spiaggia bianca e fine e un fondale che digrada dolcemente verso il largo; ciò rende la spiaggia perfetta per qualsiasi tipo di bagnante, dall’appassionato di snorkeling più sfegatato alle famiglie con figli al seguito, attrezzate di secchiello, palette e ombrellone.
Aggiungiamo, per non lasciare proprio nulla di intentato, che se allungate di pochissimi chilometri verso sud incontrate Marzamemi, uno dei più bei borghi della Sicilia, celebre anch’esso per la grande Tonnara che l’ha felicemente "condannato" al suo destino di borgo di pescatori.

Lasciamo l’attività “balneatoria” per affrontare il nostro percorso che ci porta velocemente a incontrare prima la Cittadella, i resti del villaggio bizantino costruito intorno al VI secolo d.C., poi le catacombe, di particolare interesse risulta essere una catacomba sotterranea “matrimoniale” e, infine, la basilica Trigona, l’imponente cuba a pianta quadrata, sormontata dalla cupola e arricchita dalle tre absidi, una delle quali presenta un’apertura posizionata verso est da cui filtrano i raggi lunari durante la veglia del sabato pasquale.

Concludiamo il nostro ultimo itinerario affrontando il tratto più lungo che ci permette di ammirare l’isola di Vendicari, piccolo scoglio al largo oggi disabitato - un occhio particolarmente dotato potrebbe scorgere ancora i ruderi dell’abitazione in legno del “rais”, il capo della Tonnara, e di quella in muratura del proprietario, che qui si trasferivano durante la stagione della pesca - e di raggiungere le rovine di “Bafutu”, lo stabilimento all’interno del quale si lavorava il tonno appena pescato.
Le strutture presenti sono state restaurate con cura e oggi ospitano, nei locali di quelle che erano le case dei pescatori, un interessante Ecomuseo, dove sarà possibile ammirare reperti e fruire del materiale didattico messo a disposizione dall’Ente Fauna Sicilia, per comprendere a fondo il valore di tutto ciò che l’Oasi Faunistica di Vendicari conserva e propone ai suoi visitatori.

Consigli utili per visitare la Riserva Naturale di Vendicari


Come appare chiaro da quanto detto fino ad adesso, visitare a piedi la Riserva di Vendicari è, molto probabilmente, il modo migliore per poterne ammirare ogni anfratto; ciò comporta di essere dotati di un mezzo di trasporto adeguato, automobile, motocicletta o bicicletta, per arrivare fino a uno dei cinque ingressi, perché, va detto, è molto difficile arrivare con altri mezzi, quali treno e/o autobus, anche se, in teoria, è possibile.
Ovviamente, però, nulla vieta di organizzarsi in modo diverso, magari con una escursione alla Riserva di Vendicari via mare, sempre nel rispetto delle norme che devono essere seguite dalle imbarcazioni quando sono in fase di avvicinamento alle coste; avete, dunque, la massima libertà e potete scegliere se usare mezzi privati o se rivolgervi a una delle numerose aziende che organizzano tour guidati, per scegliere la gita in barca alla Riserva di Vendicari che fa al caso vostro.

Non va dimenticato che ci troviamo all’interno di un’area protetta che conserva un fragile e prezioso ecosistema da tutelare; è, quindi, vietato l’ingresso agli animali domestici e non si può fare campeggio libero in nessuna zona della riserva.
È, infine, vivamente consigliato indossare abiti comodi, scarpe da trekking, dotarsi delle opportune protezioni, come cappelli e creme solari, e portare cibo e acqua potabile, perché una volta all’interno della riserva non è possibile trovare bar o punti ristoro.

La Riserva di Vendicari in sintesi


Orari e calendario annuale:
da lunedì alla domenica dalle 8:00 alle 19/19:30.
Prezzi: l’ingresso alla riserva è libero; su prenotazione è disponibile una visita guidata gratuita per gruppi di non più di 50 partecipanti.
Ingressi:
  • Eloro (coordinate GPS: Decimali = 36.841086, 15.103998 – Gradi = 36°841’086”N, 15°103’998”E),
  • Marianelli (coordinate GPS: Decimali = 36.83505, 15.08463 – Gradi = 36°835’505”N, 15°084’463”E),
  • Calamosche (Coordinate GPS: Decimali = 36.828695,15.083427 – Grad i= 36°828’695”N, 15°083’427”E),
  • Vendicari (Coordinate GPS: Decimali = 36.805577,15.091478 – Gradi = 36°805’577”N, 15°.091’478”E),
  • Cittadella (Coordinate GPS: Decimali = 36.760841,15.080362 – Gradi = 36°760’841”N, 15°080’362”E).
Itinerario Blu: lunghezza 5,60 km.
Itinerario Arancio: lunghezza 4,38 km.
Itinerario Verde: lunghezza 5,06 km.
Mappa: consulta la mappa della Riserva di Vendicari.
Musei, monumenti e siti di interesse: Torre Sveva, Tonnara, Area Archeologica di Eloro, Cittadella, Necropoli, Trigona, Ecomuseo.
Maggiori informazioni: sito ufficiale della Riserva Naturale Orientata “Oasi Faunistica di Vendicari”.

Come arrivare


In auto:
da Oovest percorrere l’Autostrada A19 Palermo-Catania-Siracusa, uscire al bivio di Cassibile, proseguire prima sulla SS115 e poi sulla SP19 in direzione Torre Vendicari. In alternativa, per chi proviene da Agrigento, è possibile percorrere la SS115, che collega Trapani a Siracusa, fino all’imbocco della SP19. Da nord percorrere l’Autostrada A18 Messina-Siracusa, fino all’imbocco della SS115.
In autobus: si può arrivare a Noto utilizzando gli autobus della Autolinee Interbus e proseguire poi con il servizio navetta del Comune, esclusivamente estivo, che collega la città al Lido di Noto e all’Ingresso Eloro.
In aereo: gli aeroporti più vicini sono il Pio La Torre di Ragusa, distante 81,5 km, e il Vincenzo Bellini di Catania-Fontanarossa, circa 93 km.
In treno: la stazione ferroviaria più vicina è quella di Noto, raggiungibile grazie ai treni di Trenitalia.

Se ti interessa l'argomento visita anche il nostro canale dedicato agli itinerari in Sicilia.

 Pubblicato da il 25/05/2020 - - ® Riproduzione vietata

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