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Cosa vedere e cosa visitare Selinunte

Il Parco Archeologico di Selinunte in Sicilia

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Dove un tempo splendeva la magnifica città di Selinunte, presso la foce del fiume che accoglie la crescita copiosa di un profumato prezzemolo selvatico (il selinon da qui il nome della città e del fiume), ora sorge il Parco Archeologico di Selinunte, di comune accordo considerato il più grande d’Europa.

Il cardine di questa vasta area instituita dalla Regione Sicilia nel 2013 in provincia di Trapani, con un’estensione di ca. 270 ettari, è l’impianto antico della polis fondata dai Megaresi sul finire del VII secolo a.C. in un luogo strategico in grado di esaltare al massimo i traffici commerciali e dare avvio in poco più di due secoli all’enfatizzazione di una bellezza urbana imperniata su dimensioni grandiose, edifici di culto e opere architettoniche sontuose.

L’armonia di Selinunte incappò tuttavia in un declino depauperante a partire dal 409 a.C., quando il conflitto fra Grecia e Cartagine originò una destabilizzazione dell’impianto urbano operata dai Punici e sparsa fra i ruderi dei tanti templi costruiti. Sull’acropoli se ne contavano infatti ben quattro paralleli: il tempio O, posto nella porzione più meridionale, doveva avere un parterre di sei colonne a fronte e quattordici lungo i fianchi, una struttura piuttosto speculare al tempio A, dedicato forse a Poseidone e ai Dioscuri secondo una lettura basica della famosa “Grande Tavola Selinuntina” riesumata nel tempio G.

Gli edifici maggiori in termini di grandezza erano con tutta probabilità i templi D e C. Quest’ultimo, in particolare, ha ricoperto e ricopre (essendo stato completamente ricostruito e quindi tuttora visitabile) un ruolo notevole nel contesto acropolitano risultando un valente esempio di architettura templare dorica antecedente al VII secolo a.C. Il tetto decorato a bassorilievi di terracotta e un timpano raffigurante la testa di Gorgone lo rende notevole alla vista, mentre il tempio E (edificato in onore di Era o Afrodite), posto sul lato orientale, possedeva alcune metope originali ormai scomparse.

Il Parco Archeologico può ancora sfoggiare i ruderi del gigantesco tempio G, uno dei santuari più imponenti senza dubbio del mondo greco, all’origine 113,34 x 54,05 m, con colonne alte 16,27 m per un’altezza complessiva di 30 m. La sua doppia funzione di edificio sacro e deposito del tesoro pubblico la dice lunga sulla rilevanza di un’opera architettonica all’epoca certamente colossale.

L’acropoli e l’area residenziale di Manuzza godevano di una protezione arrogata dalle mura difensive, solo in piccola parte sopravvissute. Quanto contenuto entro il complesso murario denotava la grande abilità degli architetti greci e la tradizione scultorea ellenica, in aggiunta all’arte espressa dagli artigiani impegnati nel modellare ceramiche, vasi e manufatti in terracotta.

Di recente è stato rinvenuto presso il santuario della Malophoros un gruppo di statuette costituito da migliaia di raffigurazioni divine accostate a elementi aggiuntivi quali animali, collane, piante e bambini. Proprio nell’area interessata dal santuario menzionato spicca una differenziazione dovuta a santuari dedicati al culto di massa riguardante non soltanto la popolazione greca ma persino la frangia profana, il che denoterebbe un’apertura religiosa inusuale per quei tempi e precorrente la liberalizzazione nell’era costantiniana
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Punto finale di un itinerario comprensivo della collina Gàggera, l’acropoli, la collina Manuzza e la collina orientale, la necropoli si suddivide a sua volta in aree specifiche: la Buffa palesa una fossa votiva triangolare molto caratteristica con vasi, terracotte e resti di animali utilizzati per i sacrifici; a Galera Bagliazzo, che brulica di tombe scavate nel tufo, è stato possibile riportare alla luce la statua denominata Efebo di Selinunte, custodita e concessa all’ammirazione dei visitatori nel vicino museo selinuntino di Castelvetrano, rimodernato negli ultimi anni; a Pipio Bresciana e Manicalunga Timpone Nero, infine, sono state restituite alla vita anfore, pithoi e sarcofagi di vario genere.

... Pagina 2/2 ... Parco Archeologico di Selinunte
Dove: Via Selinunte – Castelvetrano (TR)
Quando: aperto tutto l’anno
Come prenotare: chiamare il numero 092446267
Orari: tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.00 (chiusura biglietteria alle ore 18.00)
Ulteriori info e variazioni su www.regione.sicilia.it/beniculturali
Costo biglietto: intero 6 €, ridotto 3 €.

Come arrivare
In auto: da Trapani percorrere la A29 in direzione Mazara del Vallo fino all’uscita Campobello di Mazara, dove è presente l’imbocco della SP81; da Palermo imboccare la A29 in direzione Mazara del Vallo fino a Castelvetrano, da dove risulta agevole prendere la SP81 fino a Selinunte
In autobus: linea Castelvetrano – Selinunte della compagnia Salemi
In treno: linea ferroviaria Trapani - Castelvetrano
In aereo: aeroporto Florio di Birgi a Trapani

 Pubblicato da il 16/08/2016 - 3.411 letture - ® Riproduzione vietata

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