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Pane e non solo: I cibi, i libri: codici miniati in mostra a Milano alla Biblioteca Ambrosiana

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Milano si prepara ad Expo 2015 nelle piccole e nelle grandi cose. E se molti dei lavori sembrano in ritardo sul presente, guardando al passato si scopre che tanti dei temi che l’Esposizione Universale intende analizzare – in primis il nutrimento e il cibo - , in fondo sono stati già investigati dai nostri predecessori.

Se n’è accorta la Biblioteca Ambrosiana che, con la Pinacoteca di Piazza Pio XI, è uno degli scrigni della cultura meneghina, fin da quando il cardinal Federico Borromeo la fondò nel 1607. Qui sono custoditi molti capolavori, dai cartoni preparatori per le stanze vaticane di Raffaello, alla Canestra di Caravaggio, dal Musico al codice atlantico di Leonardo, protagonista, dopo la sua sfascicolazione, di una mostra ad hoc al Palazzo Reale, tanto per citarne alcuni.

CAPOLAVORI NASCOSTI
Alla vigilia di Expo si è pensato di dischiudere per il grande pubblico, alcuni altri capolavori. Non quadri, non sculture. Bensì libri in pergamena e carta, codici miniati antichissimi, uno vecchio anche 1500 anni. Per scoprire che proprio nei libri più antichi già si parlava di cibo, come nutrimento del corpo ma anche dell’anima. Banchetti, “ricette” ante litteram erano il fil rouge per illustre i capolavori della letteratura. “Non si vive di soli cereali”, spiega Monsignor Franco Buzzi, prefetto dell’Ambrosiana che ha guidato il pool di dottori che hanno messo mano agli scaffali della preziosa biblioteca per selezionare, come si farebbe con delle materie prime, in questo caso davvero a km zero, gli ingredienti di questo “menu culturale” ai tempi di Expo.

MANOSCRITTE E CHICCHE
Dalla tradizione greca, latina, araba ed ebraica, oltre che umanistica, ecco 14 fra i manoscritti più noti al mondo, studiati ed inventariati solo dagli addetti ai lavori, e raramente (alcuni per la prima volta) già esposti al grande pubblico. Bibbie, commedie, trattati: il minimo comun denominatore per tutti è stato il cibo, il “carburante” dell’anima come della poesia. La mostra “Pane e non solo: i cibi, i libri” è una delle chicche del “fuori Expo” per scoprire alcuni tesori milanesi altrimenti invisibili. Allestita nelle prime sale della Pinacoteca, resterà aperta fino al 12 luglio con un unico biglietto a 15 euro che permette di visitare sia tutta la Pinacoteca, sia la mostra dedicata al Codice Atlantico di Leonardo allestita nella sala della biblioteca federiciana al primo piano dell’Ambrosiana.

MENU’ ANTICO

Ad aprire questo “menù stellato” e antichissimo è una Bibbia Ebraica del XIII secolo: la pergamena quasi annerita garantisce dell’età, ma i colori sono ancora vividi e netti. La “storia per immagini” è quella del talmud, uno dei testi sacri dell’ebraismo, e dei suoi terribili mostri. Uno, in particolare, il leviatano, è come un grosso pesce che vuole inghiottire il mondo, ma nel disegno finale di Dio questo non avverrà e prevarrà la vita, illustrata anche da un banchetto ricco di molte leccornie imbandite su un tavolo a cui pasteggiano uomini dalle sembianze zoomorfe.

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A PRANZO CON OMERO
Accanto alla Bibbia, ecco una vera reliquia: come banchettavano gli dei capricciosi di Omero? L’Iliade lo spiega bene e questi frammenti dipinti lo illustrano. Risalgono al V secolo a.C., cioè hanno 1500 anni ed emozionano forse oggi più di allora. L’Ilias picta, questa Iliade dipinta, è un insieme di 50 frammenti di disegni custoditi dall’Ambrosiana e mai esposti per intero. Anche il Metropolitan museum di New York City ha fatto richiesta di poter organizzare una mostra sul tema, chiedendo in prestito alcuni frammenti di questi disegni che, intanto, possiamo ammirare proprio a Milano in una delle prime occasioni per il grande pubblico.

LA LAUREA DI PETRARCA

Al centro della sala, ecco una delle “star” della mostra: è il cosiddetto “Virgilio di Petrarca”, un codice del primo Trecento, che papa Petrarca donò al figlio per la laurea, spendendo l’equivalente di 100 mila euro di oggi. Il figlio ne fece tesoro: conteneva, fra gli altri scritti, tutte le opere di Virgilio, il “padre” dell’epica latina. Petrarca, studiandolo, faceva delle piccole note a margine, delle osservazioni personali, che parlano anche della sua amatissima Laura, il suo amore perduto. Il codice gli fu anche rubato e poi restituito. Ed è grazie a questo furto che il codice si “arricchì” di un ulteriore tesoro. Petrarca, infatti, per festeggiare il ritrovamento chiamò ad illuminarlo - a decorarlo come si direbbe oggi – addirittura il pittore senese Simone Martini che lavorava in quegli anni ad Avignone come Petrarca. E’ Martini a dipingere una “copertina” che ha “bucato” i secoli e ha fatto meravigliare generazioni di paleografi. C’è Virgilio sdraiato sotto un albero, proprio come narrano le prime righe delle Bucoliche, una delle sue opere. E’ intento ad assaporare il “cibo” dell’ispirazione poetica che nasce per lui dalla natura, dalla agricoltura e dalla pastorizia.

NELL’HAREM SI MANGIA PESCE
Vengono dalla tradizione araba altri due codici che riportano l’opera di Amr Bin Bahr Al Gahiz: nato a Bassora nel 776 d.C., è una delle “eminenze grigie” del califfo di Baghdad. Amava stupire e non disdegnava la polemica. Nei due manoscritti esposti, datati 1273 si vede un banchetto di medici, come fosse il buffet di un convegno moderno e poi ancora una prima rappresentazione di harem: le donne velate stanno sedute accanto ad una grande piscina ricca di carpe, simbolo di fortuna e della ricchezza della vita. E sempre il pesce compare anche nei loro piatti.

BURRO O OLIO: DE GUSTIBUS!
Il famoso “De Gustibus non disputandum est” aveva già messo Roma contro Milano. Tutto colpa di un piatto di asparagi e del condimento più adatto. La storiella la racconta lo storico greco, Plutarco. Protagonista non è un cuoco, ma Giulio Cesare in persona che, di passaggio a Milano, accetta l’invito a cena con i suoi commilitoni da un ricco milanese. I soldati però quando si vedono servire asparagi al burro, arricciano il naso, forti della tradizione romane “pro olio”. Cesare, diplomatico e lungimirante, conquista tutti non solo in guerra ma anche a tavola, divorando gli asparagi al burro, “alla milanese”, senza batter ciglio. Questo suo prodigio di diplomazia a tavola è raccontato in un codice greco del IX secolo.

SE MASTERCHEF IMPIATTA IL CAPITONE
E’ invece affidato al poeta latino Terenzio e ad una delle sue commedie, la narrazione di come preparare un buon capitone. Il codice esposto risale al IX secolo e l’opera dell’autore è illustrata con disegni e coloriture ancora visibili, come fosse un vero copione teatrale. Il protagonista si raccomanda con i suoi servitori di pulire gli altri pesci ma di tenere da parte il capitone, lasciandolo sguazzare ancora un po’ nel catino e di spinarlo all’ultimo. Solo così avrà più sapore. Gli antichi lo avevano capito ben prima di Masterchef.

Date: Dal 14 Aprile 2015 al 12 Luglio 2015
Luogo: Biblioteca Ambrosiana, Milano
Prezzo biglietto: intero 15 €, ridotto 10 €, scuole 5 €, universitari 10 €
Sito ufficiale: www.ambrosiana.eu

 Pubblicato da il 14/04/2015 - - ® Riproduzione vietata

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