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Le zone sismiche nel Mediterraneo, dove i viaggi sono a rischio terremoti e tsunami

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Il succedersi di alcuni intensi eventi simici, che hanno scosso l'isola di Cefalonia in questi giorni, con intensità intorno al sesto grado Richter (ultimo evento proprio stamattina!) ci ricordano come il Mediterraneo sia un bacino sottoposto a grandi tensioni geologiche, e quindi sia un mare in cui bisogna abituarsi a convivere con le manifestazioni violente dell'energia che si accumula sotto di noi. Allora cerchiamo di capire quali sono le zone più pericolose intorno al “mare nostrum” e dove sono le località potenzialmente più pericolose e dove terremoti e tsunami possono abbattersi con grande violenza su coste e zone interne.

Il Mediterraneo è sismicamente attivo per il movimento verso nord della placca africana rispetto alla placca eurasiatica, con spostamenti medi di circa 1 cm l'anno che nel corso degli ultimi 50 milioni di anni hanno determinato la formazione di imponenti montagne, dai Pirenei alle Alpi, dagli Appennini alle montagne della Grecia, ma ovviamente la compressione ha avuto ed ha tutt'ora la conseguenza di provocare la fratturazione delle rocce in grandi sistemi di faglie, che isolano delle microplacche secondarie come quella adriatica, ellenica ed anatolica, ma soprattutto con rilascio improvviso di enormi quantità di energia. Centimetri dopo centimetri le faglie bloccate dagli attriti accumulano energia, fino all'evento improvviso di una rottura, con rilascio di tutto il potenziale accumulato.

Se li pensiamo in ottica viaggi, allora è da segnalare che i più alti tassi di sismicità nella regione del Mediterraneo si trovano lungo la zona di subduzione Ellenica della Grecia meridionale, che si muove dall'isola di Cipro a sud della Turchia meridionale fino alle coste ioniche della Grecia. Quasi a collegarsi a questa fascia troviamo la zona di subduzione calabra del sud Italia, e le faglie del Tirreno meridionale. Poi più a nord-est troviamo le zone coinvolte dalla Faglia Anatolica Settentrionale (in questo casto faglie di tipo transformi e distensive), che si muove dal Mare di Marmara e Istanbul fino ai confini con l'Iran.

Ed in Grecia e Turchia troviamo i più alti tassi locali di movimento delle placche fino a 3,5 cm all'anno nella Grecia meridionale e fino 2 cm e mezzo del nord della Turchia. Laddove le placche più pesanti si infilano sotto a quelle più leggere si formano i piani di subduzione, e una serie di vulcani attivi si vengono a formarsi sopra i terremoti di profondità intermedie nelle Cicladi del Mar Egeo e nel sud Italia. Gli esempi più famosi sono quelli di Santorini, l'Etna e Stromboli.

... Pagina 2/2 ... Nella regione del Mediterraneo una traccia scritta, lunga diversi secoli, documenta la sismicità pre-strumentale e cioè quella antecedente il 20° secolo. Tantissimi terremoti, storicamente, hanno causato danni diffusi nella Grecia centrale e meridionale , a Cipro, sull'isola di Creta e nel nord della Libia fino al Delta del Nilo. Altri eventi hanno scosso Calabria e Sicilia, tutto il nostro Appennino fino alle Alpi Friulane, lungo l'adriatico della Croazia e a sud, fino alle montagne dell'Atlante del Nord Africa, e la penisola iberica.

Se invece ci limitiamo alle misure oggettive, effettuate dai sismografi, le strutture più pericolose si trovano nel sud della Grecia: con una magnitudine di 8,2 nel 1903 l'isola di Kythira (Citera) subì la scossa più intensa di tutta la storia recente del mediterraneo, seguita dal sisma di magnitudine 7,8 che nel 1926 colpì Rodi . Anche la Faglia Anatolica Settentrionale non scherza: Tra il 1939 e il 1999 una serie di devastanti terremoti tra la settima e ottava magnitudo richter hanno scosso grandi aree della Turchia, con un evento 7,8 a Erzincan, nelle zone orientali, e il devastante terremoto del 1999 a Izmit, non lontano da Istanbul, di magnitudo 7,6 che causò più di 17.000 vittime.

Per quanto riguarda le coste sud del Mediterraneo, anche se i tassi di sismicità sono relativamente bassi lungo il margine settentrionale del continente africano , grandi terremoti distruttivi sono stati registrati e riportati anche in queste zone, dal Marocco nel Mediterraneo occidentale fino alle coste orientali ed al Mar Morto. L'evento del 1980 con un sisma di 7,3 richter a El Asnam in Algeria, è stato uno dei terremoti più grandi e distruttivi dell'Africa, nel 20° secolo .

I grandi terremoti in tutta la regione del Mediterraneo sono anche famosi per la produzione di grandi tsunami. Uno dei terremoti storici più importanti ai confini della regione mediterranea è certamente è il terremoto di Lisbona del 1 novembre 1755 che uccise circa 60.000 persone a causa del maremoto che travolse le coste portoghesi inondando i villaggi costieri e la capitale Lisbona. Un terremoto di grado circa 8.0 avvenne vicino la Sicilia, nel 1693, generando una grande onda di tsunami che distrusse numerose città lungo la costa orientale della Sicilia. E su tutti domina tristemente l'evento di 7,2 richter, del 28 dicembre 1908 quando il terremoto colpì Messina e Reggio Calabria, con il più letale evento sismico europeo mai documentato. La combinazione del sisma con uno tsunami generato da una frana sottomarina, uccise un numero imprecisato di morti, con valori compresi tra un minimo di 90.000 ad un massimo di 120.000 vittime.

 Pubblicato da il 03/02/2014 - - ® Riproduzione vietata

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