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Visita alle fabbriche dei dolciumi più famosi

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Le pubblicità di dolciumi fanno venire l'acquolina in bocca. Come resistere alla tentazione, se a prepararli ci sono tenere marmotte che custodiscono le ricette tra le montagne? Per non parlare dei vari pasticceri saggi, talvolta canuti, detentori di segreti culinari senza tempo, degli gnomi o dei divi di Hollywood, ammiccanti, che si improvvisano fornai.

Ma com'è veramente uno stabilimento di dolciumi? Se siete dei veri golosi avrete sognato, almeno una volta, di essere il protagonista de "La fabbrica di cioccolato", per mettere il naso con Willy Wonka in una fucina di leccornie e ammirare torrenti di crema pasticcera, nuvole di panna montata e paesaggi di cacao. Ecco alcune mete che fanno al caso vostro, dove non ci si limita ad acquistare caramelle e cioccolatini, ma si scoprono tutti i trucchi del mestiere pasticcere.

La Casa del Cioccolato Perugina, Perugia
Il cuore dell'Italia sa di cioccolato. Merito della Perugina, che a Perugia, in Umbria, produce le sue delizie e da qui le distribuisce in tutto il mondo, ma dà anche la possibilità agli ospiti di assaggiare, osservare, provare e acquistare.
All'inizio del Novecento, come accade per ogni progetto ambizioso, nessuno sapeva che sarebbe nato un colosso dell'arte dolciaria: quando nacque la "Società Perugina per la fabbricazione dei confetti" c'era solo un piccolo laboratorio nel centro della città, e a crederci c'erano Francesco Buitoni, Leone Ascoli, Francesco Andreani, Annibale Spagnoli e la moglie Luisa. Nel 1913 fondarono il primo stabilimento in periferia, che tra il 1953 e il 1962, essendo quintuplicata la produzione, si rivelò inadeguato. DI successo in successo la Perugina crebbe e creò sempre nuovi prodotti, in particolare il mitico Bacio, che in origine, per la sua forma a pugno, doveva chiamarsi cazzotto.
Oggi, alla Casa del Cioccolato di Perugia, potrete ripercorrere le tappe di questo processo, grazie ai documenti custoditi nel Museo del Cioccolato. Ma è nella Fabbrica - aperta al pubblico compatibilmente con la produzione - che potrete assistere al trattamento del seme di cacao, dalla tostatura alla glassatura, passando per frantumazione, miscelazione, raffinazione e altre magiche procedure, il tutto avvolto nel sublime profumo del cacao. A quel punto sarà difficile non cedere alla degustazione e all'acquisto di qualche dolciume al punto vendita.
Lo stabilimento Perugina si trova in località San Sisto (PG) ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17.30 (talvolta anche il sabato dalle 10 alle 16). Il biglietto costa 7 € per gli adulti, 5 € per ragazzi dai 13 ai 17 anni, gruppi, invalidi e over 65, e 2 € per i bambini tra i 6 e i 12 anni. Dà diritto alla visione del documentario Perugina, alla visita al Museo e alla Fabbrica e alla degustazione finale.
Per maggiori informazioni www.perugina.it.

La culla del Gianduiotto, Caffarel, Torino
Era il 1826 quando Pier Paul Caffarel, goloso incorreggibile, decise di trasformare una conceria della periferia torinese in una cioccolateria. Qualche decennio più tardi, nel 1852, concepì la sua ricetta più famosa: ancora non si chiamava Gianduiotto, ma le fattezze, il profumo e la pasta che si scioglie in bocca erano già inconfondibili. Lui l’aveva battezzato Givu, che in dialetto torinese significa “mozzicone”, probabilmente per le dimensioni e la forma allungata, simile a una barchetta o a un piccolo lingotto di cioccolato. Non semplice cioccolato, a dire il vero: nell’autentico Gianduiotto di Torino una percentuale di cacao è sostituita dalle Nocciole Tonde e Gentili delle Langhe… sarà per questo che conquistò il re d’Italia Vittorio Emanuele II e la Duchessa di Genova? Certo è che, nel 1869, Caffarel riceveva i brevetti per potersi fregiare degli stemmi reale e ducale. Nei secoli il laboratorio artigianale si è trasformato in un’importante industria dolciaria, dall’offerta sempre più ampia: il Gianduiotto – classico, fondente o mandorlotto – è stato affiancato da altri cioccolatini.
Non è sempre possibile visitare la fabbrica, ma se siete dei veri estimatori del cioccolato Caffarel potrete prenotare un tour organizzato da Turismo Torino. Basta visitare il sito, cliccare qui e scegliere la data migliore per voi. Le visite, con guida in italiano o inglese, partono alle 9.30 in piazza Castello e si concludono alle 13.00 con rientro nella medesima piazza. Alla fine del tour, dopo aver osservato tecniche e materie prime dell’arte dolciaria, potrete fare tappa allo spaccio aziendale e acquistare tutte le prelibatezze che vi fanno gola. Il negozio è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 18.00, il sabato solo nel periodo natalizio e pasquale.
Per maggiori informazioni visitate www.caffarel.it.

Il Mondo Bontà Loacker, Heinfels (Austria)
I wafer sono così leggeri e friabili che la ricetta potrebbe sembrare un incantesimo: pare quasi plausibile che siano prodotti nel bel mezzo di un bosco da una squadra di gnomi, come mostra lo spot della Loacker. Eppure sono preparati in grandi stabilimenti dolciari, con l'utilizzo di moderne tecnologie, nei pressi di Bolzano e di Heinfels. La sede di Bolzano è quella storica, dove i Loacker videro la luce nel 1925: qui si sviluppò il primo laboratorio, immerso nella natura, che poi divenne una grande fabbrica di successo. Ma è nello stabilimento di Heinfels, in Austria, vicino al confine italiano, che i visitatori possono seguire la preparazione dei dolcetti in ogni goloso passaggio. L'esplorazione del cosiddetto Mondo Bontà è un percorso irresistibile attraverso materie prime di qualità e tecniche pasticcere affascinanti, che termina con il punto vendita Loacker Shop e la pasticceria-caffetteria Loacker Moccaria, che accanto ai celebri biscotti propone tanti tipi di caffè.
L'orario delle visite al Mondo Bontà è tutti i giorni dalle 9 alle 17, mentre lo Shop e Moccaria sono aperti tutti i giorni dalle 9 alle 18. L'ingresso è libero.
... Pagina 2/2 ... Per maggiori informazioni www.loacker.com.

Le Musée du Bonbon Haribo, Uzès (Francia)
I dolcetti Haribo sembrerebbero fatti apposta per i bambini, ma molti grandi vanno in estasi con un sacchetto di orsetti gommosi tra le mani. Piccoli, profumati e coloratissimi, sono irresistibili quanto le fragole ricoperte di zucchero, le rondelle di liquirizia, i marshmallow e tutte le altre peccaminose leccornie che la Haribo ha inventato negli anni. Era il 1920 quando il caramellaio Hans Riegel decise di mettersi in proprio e fondò un laboratorio a Bonn, costituito da un semplice tavolo di marmo, uno sgabello, un calderone di rame e un sacco di zucchero. Presto la Haribo decollò e si fece conoscere in tutto il mondo, ma solo nel 1996 è stato inaugurato il Musée du Bonbon nel sud della Francia, a Uzès, vicino a Nîmes. La cornice è incantevole: il piccolo villaggio è ideale per rievocare le atmosfere di inizio secolo, offrendo ai turisti un tour invitante tra ingredienti zuccherosi, caramelle simpatiche e marchingegni tecnologici capaci di creare animaletti e bonbon per tutti i gusti. Lo spazio espositivo comprende documenti d'epoca, vecchi manifesti pubblicitari, confezioni di caramelle di inizio Novecento, e ovviamente non mancano i macchinari per la produzione dei dolciumi. Scoprirete che i famosi "orsetti d'oro", come tutte le altre caramelle, vengono disegnati minuziosamente da veri e propri designer: dal loro progetto nascono degli appositi stampi in cui vengono colate le gelatine multicolore al sapore di frutta. Potrete addirittura cimentarvi nella produzione, anche se avrete del pongo al posto della miscela dolce, e ovviamente sarete liberi di cedere a qualche tentazione. Nella Boutique du Musée potrete acquistare gadget e bonbon a volontà.

Il museo è aperto dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, tutti i giorni ad eccezione del lunedì. In luglio è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 e in agosto tutti i giorni dalle 10 alle 20. Il biglietto costa 7€ per gli adulti, 4€ per i bambini tra i 5 e i 15 anni ed è gratuito per i più piccoli.
Per maggiori informazioni www.museeharibo.fr.

Le caramelle della Jelly Belly Factory, Fairfield, California
Inutile dire che oltreoceano, in quel Melting Pot bizzarro chiamato Stati Uniti d’America, i tour originali e zuccherosi sono di gran moda. Coloratissime e profumatissime, brillanti come pietre preziose, le caramelle della Jelly Belly Factory fanno la gioia dei bambini e dei dentisti americani. L’industria dolciaria si trova a Fairfield, nel nord della California, a un’ora di macchina da San Francisco, e offre visite guidate di vario tipo.
Ogni giorno dalle 9.00 alle 16.00 (eccetto Capodanno, Pasqua, Giorno del Ringraziamento e Natale) si può partecipare a un cosiddetto “General Tour”: l’aroma di cioccolato, zucchero e frutta vi guiderà sino all’interno della fabbrica, dove, in 40 minuti di passeggiata, potrete assistere alla cottura di oltre 150 tipi di dolciumi diversi. Scoprirete che occorre più di una settimana di lavorazione per preparare un “jelly bean” come si deve! Non occorre prenotare in anticipo né pagare un biglietto d’ingresso, ma è sufficiente mettersi in fila e attendere il primo tour disponibile: di norma ce n’è uno ogni 15 minuti.
Per chi cerca un’esperienza più estrema ci sono i “Jelly Belly University Tours”, che conducono i visitatori dietro le quinte della produzione dolciaria. A gruppi di 6 persone, i partecipanti vengono forniti di camice da laboratorio, guanti e cuffia, per poter raggiungere il vero cuore della fabbrica e ammirare i macchinari da vicino, proprio come fanno gli addetti ai lavori. Questi tour durano più di un’ora, vanno prenotati in anticipo e danno diritto a uno sconto sui souvenir e i dolciumi acquistabili al negozio. Non è permesso l’accesso ai bambini al di sotto dei 6 anni.
Per maggiori informazioni www.jellybelly.com.

Le delizie della Sweet Candy Company, Salt Lake City, Utah
La Sweet Candy Company di Salt Lake City, Utah, è una delle aziende familiari più antiche degli Stati Uniti d’America, impegnata da oltre cent’anni a sfornare caramelle gommose, scorzette d’arancia ricoperte di cioccolato, orsetti alla cannella, arachidi ricoperte di fondente, soffici marshmallow e le immancabili gelatine a forma di fagiolo dette “jelly beans”.
La fabbrica è aperta al pubblico per le visite guidate dal lunedì al giovedì, dalle 8.40 alle 15.30, su prenotazione. I tour durano 40 minuti, percorrono le varie fasi produttive tra colori e profumi tentatori e si concludono nel Candy Store, dove si possono acquistare golosità di ogni genere e gusto. Scuole, famiglie e gruppi di amici sono i benvenuti, purché si osservino alcune semplici regole - come indossare la cuffia e scarpe chiuse – e ci si prepari a una passeggiata un po’ rumorosa… i macchinari sono meno aggraziati di un pasticcere ai fornelli, ma il risultato è altrettanto delizioso!
Per maggiori informazioni visitate il sito www.sweetcandy.com, dove potrete anche scaricare delle guide in formato pdf per prepararvi alla visita guidata.

 Pubblicato da il 19/09/2012 - - ® Riproduzione vietata

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