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Cosa vedere e cosa visitare Monumento alle scoperte (Padrao dos Descobrimentos)

Il Monumento alle Scoperte dei grandi navigatori portoghesi a Lisbona

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Il Monumento alle Scoperte (in portoghese Padrão dos Descobrimentos o Monumento aos Navegantes) è un enorme monumento spettacolarmente situato a Belém, una frazione di Lisbona, la capitale del Portogallo, sulla sponda destra del fiume Tago. Alto 56 metri, lungo 46 metri, largo 20, eretto su fondamenta profonde altrettanto e costruito in calcestruzzo e rivestito con pietre calcaree, questo gruppo scultoreo è talmente famoso da essere spesso utilizzato come simbolo di Lisbona e del Portogallo, un po' come avviene per la Torre Eiffel per la Francia, per il Tower Bridge per l'Inghilterra o per la Statua della Libertà per gli Stati Uniti.

António de Oliveira Salazar, il dittatore che – esplicitamente ispirato al fascismo di Mussolini - ha governato col pugno di ferro il Portogallo per oltre un trentennio dal 1932 al 1968, era, tra le altre cose, un convinto colonialista al punto da continuare a considerare terra portoghese i territori d'oltremare, anche in un'epoca in cui tutto il resto d'Europa stava progressivamente abbandonando al proprio destino le colonie, ormai non più redditizie. Salazar voleva erigere un monumento che esaltasse le scoperte geografiche compiute dai grandi navigatori lusitani, e attraverso di esso indirettamente affermare il diritto a gestirne le terre e le risorse. In particolare, voleva rendere omaggio a Enrico di Aviz, detto Enrico il Navigatore, principe del Portogallo e grande navigatore specializzato in spedizioni atlantiche, colui sotto la cui spinta, nel 1441, la marina portoghese concepì l'innovativa caravella, un tipo di nave di legno specificamente concepita per affrontare il mare aperto.

Da anni Salazar commissionava progetti e concorsi che erano rimasti solo sulla carta, fino a quando l'occasione per vederli realizzati giunse quando Lisbona si offrì di ospitare l'Esposizione Universale del 1940. Venne dato incarico all'architetto locale Angelo Cottinelli Telmo e allo scultore Leopoldo de Almeida di realizzare un faro temporaneo che rappresentasse in maniera idealizzata le esplorazioni di Enrico il Navigatore e i suoi epigoni che, nonostante l'opposizione di Cottinelli Telmo, il ministro Duarte Pacheco fece dislocare in Piazza dell'Impero (Praça do Império). Il monumento fu uno degli elementi più caratteristici dell'intero evento, accompagnato dallo slogan “Il grido dell'Esposizione e una sintesi del nostro glorioso passato”, ma la bassa qualità dei materiali adottati nel realizzarlo – le sculture erano state fatte con un misto di gesso e stoppa perché inizialmente si era pensato a una struttura provvisoria, che svolgesse la sua funzione durante l'Expo – lo rese obsoleto in poco tempo, al punto da mettere a rischio l'incolumità dei visitatori, e venne demolito nel 1943.

Approfittando dell'avvicinarsi della ricorrenza del 500imo anniversario della morte di Enrico il Navigatore che cadeva nel 1960, nel 1958 il governo indisse un concorso per un'opera destinata stavolta a essere definitiva. Il concorso venne vinto da un'opera proposta da un gruppo di architetti e artisti di grande fama come Joao Andresen, Barata Feyo e Julio Resende, ma Salazar lo fece realizzare uguale al precedente, riuscendo anche a spendere meno rispetto a quanto era stato stanziato come budget per il progetto in concorso. Del resto, sapeva di non sbagliare, visto che la versione precedente aveva ricevuto diversi apprezzamenti: importanti critici d'arte dell'epoca come Fernando de Pamplona avevano elogiato l'opera e Adriano de Gusmao l'aveva criticata solo per dire che avrebbe dovuto essere realizzata in marmo o granito fin dall'inizio. Le uniche voci discordanti sollevavano dubbi di tipo diverso, trovando anacronistico erigere un monumento in uno stile che ormai era stato sorpassato dal passato, espressione di un modo di rappresentare l'arte tipico di vent'anni prima. La ricostruzione richiese un paio d'anni e l'opera venne consegnata in leggero ritardo rispetto alla data del 10 ottobre 1960 fissata per le Celebrazioni Enrichine. Ciò nonostante all'inaugurazione erano presenti 32 navi in rappresentanza di 14 diverse nazioni.

La nuova struttura venne realizzata in cemento e rivestita con una pietra dalle sfumature rosate originaria del distretto di Leiria mentre le statue furono scolpite su rocce calcaree provenienti dalla regione di Sintra. Il monumento venne costruito più grande dell'originale ed, essendo ormai scomparso da tempo Cottinelli Telmo, gli studi di stabilità vennero affidati a una squadra di architetti capitanata da Antonio Pardal Monteiro. Le sculture furono modellate sempre da Leopoldo de Almeida, con l'assistenza di diversi scultori. L'opera però era stata assegnata all'Autorità Portuale di Lisbona e solo nel 1979 passò all'Amministrazione Municipale della città, la quale nel 1985 completò l'opera trasformandola in un centro culturale.

... Pagina 2/2 ... La colossale struttura, che per il posizionamento e la resa artistica esprime davvero la sensazione di qualcosa in procinto di salpare da un momento all'altro per il mare, è spettacolarmente piazzata sulla riva settentrionale del fiume Tago, a fianco della marina di Belém, del Centro Nautico Algés e Dafundo e del Museo dell'Arte Popolare. Ha la forma di una prua stilizzata di una caravella con tre grandi vele che sorgono a fianco di un blocco centrale verticale, decorato su entrambi i lati con bassorilievi raffiguranti la bandiera di Joao I. Enrico il Navigatore guida le due file di protagonisti di quell'epopea, che si sviluppano ai lati della struttura. In tutto ci sono 33 statue che raffigurano non solo navigatori celeberrimi come Ferdinando Magellano e Vasco da Gama, ma anche re, principi, esploratori di minor fama, cartografi, scrittori, pittori, matematici e missionari. L'ispirazione stilistica è stata tratta dai polittici intrisi di realismo fiammingo del pittore Nuno Gonçalves e dall'austero classicismo del monumento a Gonçalves Zarco, realizzato dallo scultore Francisco Franco nel 1927 e posizionato nel centro di Funchal, da cui Leopoldo de Almeida non si distaccò, dando inizio, secondo un critico, al “periodo d'oro della scultura portoghese”.

Sulla prua, a capo delle due file di figure, c'è la statua di Enrico il Navigatore, che tiene in mano un modello di caravella. La sfilata dei personaggi vede, sul lato orientale, da destra a sinistra: Alfonso V re di Portogallo; Vasco da Gama, colui che scoprì la Via delle Indie; il navigatore Alfonso Gonçalves Baldaia che per primo esplorò la costa del Sahara Occidentale; Pedro Álvares Cabral , scopritore del Brasile; Ferdinando Magellano, primo a circumnavigare il globo; i navigatori Nicolau Coelho, Gaspar Corte-Real e Martim Alfonso de Sousa; lo scrittore Joao de Barros; il capitano Estevao da Gama; Bartolomeu Dias, il primo a oltrepassare il Capo di Buona Speranza; Diogo Cao, il primo a giungere fino al fiume Congo; il navigatore Antonio de Abreu; Alfonso de Albuquerque, viceré dell'India Portoghese; il missionario San Francesco di Xavier e il capitano Cristovao da Gama. Sul fianco occidentale appaiono: Pietro, Duca di Coimbra e figlio di re Joao I; la regina Filippa di Lancaster; l'esploratore e scrittore Fernando Mendes Pinto; il missionario dominicano Gonçalo de Carvalho; il missionario francescano Henrique de Coimbra; il poeta Luis de Camoes che tiene in mano i Lusiadi, il suo capolavoro; il pittore Nuno Gonçalves, riconoscibile dalla tavolozza; il cronista Gomes Eanes de Zurara; il diplomatico e viaggiatore Pero da Covilha; il cartografo Giacomo di Maiorca; il navigatore Pedro Escobar che scoprì le Isole di Sao Tomé; il matematico Pedro Nunes che diede un grande contributo alla cartografia dell'epoca; il navigatore Pero de Alenque; i navigatori Gil Eanes e Joao Gonçalves Zarco e il principe Ferdinando il Santo.

Alle spalle del monumento, sul lato settentrionale, è stata realizzata sul pavimento una gigantesca Rosa dei Venti di 50 metri di diametro, progettata dall'architetto Luis Cristino da Silva ma realizzata, come dono, dal governo del Sud Africa, con pietre tipiche del Portogallo. Al suo centro vi è una mappa di 14 metri che raffigura le vie delle esplorazioni portoghesi nell'età d'oro delle scoperte. Vista da questo lato, la struttura ha la forma di una grande croce latina, all'interno della quale si staglia la spada del casato di Aviz, la seconda dinastia di monarchi portoghesi di cui Enrico il Navigatore faceva parte. Sotto la punta della spada, preceduta da alcuni scalini, c'è l'entrata a quello che si rivela essere non solo un monumento ma un edificio che ospita un auditorium che può ospitare 100 persone dove di norma vengono proiettati filmati storici con sottotitoli in inglese, un piano con due sale d'esposizione e un altro con quattro stanze. Si può salire in cima alla struttura, con le scale e l'ascensore, e godere la bella vista della Rosa dei Venti sottostante, del fiume Tago, della Torre di Belém e del Monastero dos Jeronimos.

Accesso
L'ingresso al complesso costa 4 €, 10 € per una famiglia composta da 2 adulti e 2 bambini tra i 12 e i 18 anni. Gli scolari pagano 1 €. Sconti per gruppi di 10 persone o più e per i possessori della Lisboa Card.
Il sito del Centro Culturale delle Scoperte (versione in inglese) è il seguente: www.padraodosdescobrimentos.pt/en/

 Pubblicato da il 02/08/2016 - 4.181 letture - ® Riproduzione vietata

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