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Great Ocean Road: viaggio lungo la Route 66 dell'Australia

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L'America ha la sua Route 66, l'Australia la sua Great Ocean Road. Per molti australiani la strada sinuosa è tutt'oggi il simbolo della lotta degli uomini contro l'austera natura. In questo posto, il quinto continente si scontra con la costa selvaggia, le balene nuotano fra le onde, la foresta pluviale e i laghi nei crateri ospitano specie animali e floreali di un fascino particolare.

Torquay è l'accesso alla via da sogno, la mecca australiana per i surfisti. Qui almeno la metà delle aziende è composta da negozi e filiali di aziende legate al surf, le tavole fanno parte del “business look” e la “Hall of Fame” del museo del surf mondiale, ricorda le star come Jason Polakow, che vive qui, distante solo pochi chilometri dalla leggendaria Bells Beach. Nella piccola baia delle grandi onde, divenuta famosa grazie al classico del cinema “Point Break” con Keanu Reeves e Patrick Swayze, i migliori surfisti al mondo gareggiano per il Rip Curl Pro, la più antica e famosa competizione professionale. Il luogo di pellegrinaggio dei surfisti si trova in un piccolo tornante della State Road 100, che è nota anche come “Great Ocean Road”.

Si tratta di una strada panoramica di 320 chilometri che segue gli scogli di arenaria che dividono il Southern Ocean dalle colline dell'hinterland con antichissime foreste pluviali e impressionanti cascate.

In occasione del 75° anniversario della Great Ocean Road, nell'aprile del 2007 è stato eretto un monumento in onore dei costruttori. Armati di soli picconi e pale, 3.000 soldati costruirono a tappe tra il 1919 e il 1932 la strada nella roccia. In questo modo si forniva lavoro a chi tornava a casa dalla Grande Guerra e si rendeva accessibile una regione che sino ad allora era raggiungibile solo per nave.

Intanto nell'Anglesea Golf Club, un ostacolo mobile crea confusione durante il gioco: un branco di canguri, del tutto indifferente agli sforzi dei golfisti, pascola pacificamente sul green.

... Pagina 2/2 ...La Great Ocean Road serpeggia tra Apollo Bay e Princeton attraverso la foresta pluviale dell'Otway National Park. Le felci si innalzano sotto i vecchissimi eucalipti giganti per quasi cinque metri, le cascate si tuffano sopra rocce di granito, piccoli ruscelli scorrono sotto fusti rovesciati e forniscono acqua alle orchidee e all'echidne. In mezzo alle cime della foresta pluviale si snoda il Fly Tree Top Walk, un percorso di passaggi in legno lungo 600 m. e sospeso a un'altezza di 25 m, dotato di una postazione panoramica a un'altezza di 45 m. La parte più spettacolare della scogliera a picco, che giustamente porta il nome di Shipwreck Coast, è protetta dal Port Campbell National Park. Oltre 200 navi affondarono a causa delle scogliere. È diventato tragicamente famoso l'affondamento della Loch Ard, che ha dato poi il nome alla baia Loch Ard Gorge, con il suo mare in tempesta. La mattina del 1° giugno 1878, la nave a tre alberi si sfracellò nella fitta nebbia sulla parete alta 100 metri di Mutton Bird Island. Solo due dei 54 passeggeri sopravvissero: Tom Pearce e Eva Carmichael, trasfigurati a coppia d'innamorati del secolo.

Chris parte nel pomeriggio dall'eliporto dei Dodici Apostoli a Port Campbell per un volo turistico, che per 30 minuti accosta da vicino tutti i posti della costa che vale la pena vedere. Il pilota si avvicina fino a pochi metri dai “Dodici Apostoli”. Le rocce, di colore sabbia-ocra, emergono per quasi 65 metri dalle acque tempestose, che da millenni erodono la morbida pietra calcarea. La forza del vento e delle onde ha creato delle gole nel paesaggio, ha eroso caverne giganti e formato camini, da cui le onde del mare premono con forza. Il ciclo di costruzione e distruzione è incessante: il 15 gennaio 1990 il “London Bridge” è crollato in mare senza preavviso. I visitatori del ponte naturale, trovatisi improvvisamente isolati nell'oceano su uno spuntone di roccia, sono stati salvati da un elicottero.

A Warrnambool, dalla Logan's Beach o da una nave turistica, è possibile osservare le balene Southern Right, lunghe 18 m. e di 95 t di peso. 25.000 anni fa da un'eruzione vulcanica a ovest dell'antica cittadina di balenieri è nata la Tower Hill State Game Reserve.

Nel paradiso naturale, che si trova in un cratere di vulcano, vivono koala, canguri, emù, oche selvatiche e uccelli acquatici e da millenni anche gli aborigeni Worngundidj. Questi ultimi, durante l'escursione Bush Survival Tour svelano come la fauna e la flora li hanno nutriti e curati. Un'ultima baia e la Great Ocean Road termina a Port Fairy.

Fonte: Melbourne Victoria Tourist Board
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