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Le foto di cosa vedere e visitare a Madhya Pradesh

Madhya Pradesh, viaggio nello Stato pił grande dell'India

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Il Madhya Pradesh è lo stato più vasto dell’India e, dal punto di vista geografico, ne rappresenta il cuore. La maggior parte del suo territorio è costituita da un altopiano che in estate, a causa del clima torrido, tende a diventare estremamente arido. Alcune delle mete più interessanti del Madhya Pradesh si trovano in zone isolate e fuori mano: Khajurabo, nella parte settentrionale del paese, è così distante dalle altre località che per visitarla è preferibile inserirla in un itinerario di viaggio tra Agra e Varanasi; Jabalpur, famosa per le rocce di marmo, si trova al centro della regione; il Kanha National Park, noto per i tanti esemplari di tigri, è situato 160 chilometri a sud-est di Jabalpur. La maggior parte delle altre località di rilievo si trova viceversa nei pressi o lungo la principale linea ferroviaria che collega Delhi a Mumbai.

Noto storicamente con il nome di Malwa, il Madhya Pradesh reca traccia di quasi tutte le fasi della storia indiana. A Sanchi è possibile visitare il grande centro buddhista fondato da Ashoka, il grande imperatore il cui impero maurya fu estremamente potente nel Malwa. Alla dinastia dei Maurya subentrò poi quella dei Sunga e successivamente dei Gupta, i quali detennero il potere fino a quando gli Unni invasero il paese. Dal 950 al 1050 d.C., sotto la dinastia dei Chandela, fu costruito a Khajuraho, nel nord del paese, uno stupendo complesso di templi che oggi costituisce una delle principali attrattive del subcontinente richiamando un gran numero di visitatori da tutto il mondo. Tra il XII ed il XVI secolo, la regione fu travagliata da continue lotte tra hindu e musulmani, governanti o invasori che fossero. La città fortificata di Mandu, situata nel sud-ovest, fu teatro di numerose battaglie fino a quando i Moghul vinsero la resistenza hindu assicurandosi il controllo del territorio. Questi ultimi furono tuttavia sopraffatti dai Maratha, a loro volta schiacciati dagli inglesi.

Una delle città più grandi e popolose della parte settentrionale del Madhya Pradesh è Gwalior, raggiungibile da Agra in poche ore si strada ferrata o carrozzabile. Tra le attrattive principali vi è l’antico forte, dalle notevolissime dimensioni, all’interno delle cui mura si trovano le rovine di molti interessanti templi e palazzi. Il consiglio è quello di raggiungere il forte attraverso la lunga strada sul lato meridionale, le cui pareti rocciose sono decorate da numerose statue gianseniste, alcune delle quali di dimensioni davvero importanti. Per quanto riguarda i templi, tra i più apprezzati ricordiamo il Teli Ka Mandir, risalente al IX secolo, ma restaurato in tempi recenti, ed i templi Sas Bahu, due edifici addossati alle mura e risalenti al periodo compreso tra i secoli IX e XI. Da non perdere anche il Palazzo di Man Singh, il Palazzo di Karan, il Palazzo di Jehangir, il Palazzo di Shah Jahan e l’Archaeological Museum, situato all’interno del Gujri Mahal.

Tra le attrattive naturalistiche di questa regione spicca il Panna National Park, un parco che si estende lungo le rive del fiume Ken, 32 chilometri da Khajuraho. Le ampie zone di foresta vergine del parco ospitano numerose specie di animali selvatici, tra cui alcune tigri. Con un’escursione in giornata spesso si riescono a visitare anche le miniere di diamanti di Majhgawan, il Palazzo di Rajgarh ed i templi della città di Panna, che dista 48 chilometri da Khajurabo. A breve distanza dal parco si possono visitare anche i forti di Ajaigarh e di Kalinjar, fatti costruire in periodi diversi rispettivamente dalla dinastia dei Chandela e da quella dei Gupta.

Scendendo nel Madhya Pradesh centrale si incontra Sanchi, presso la quale si trovano alcune delle più antiche e interessanti costruzioni buddhiste dell’India. Malgrado i danni arrecati nel periodo successivo alla riscoperta, Sanchi resta un luogo davvero straordinario che chi si trova nella zona non deve assolutamente perdere. Tra gli edifici più preziosi del sito vi è senza dubbio il grande stupa, fatto costruire da Ashoka nel III secolo a.C. ed in seguito ampliato. Nella forma attuale raggiunge i 16 metri di altezza ed i 37 metri di diametro ed è circondato da una recinzione aperta su quattro lati da magnifici portali scolpiti, torana, che costituiscono i più preziosi capolavori di Sanchi e uno dei più raffinati esempi di arte buddhista in India. Il torana settentrionale, sormontato da una ruota della legge, è uno dei meglio conservati ed è ornato con bassorilievi che illustrano diversi episodi della vita del Buddha, tratti sia dall’ultima incarnazione sia dalle esistenze precedenti. Molto suggestiva è anche la porta orientale, sulla quale si trovano alcuni episodi che rappresentano il raggiungimento del nirvana da parte del Buddha, così come quella meridionale, il torana più antico. Sulla collina si alzano poi altri stupa, alcuni dei quali sono minuscole costruzioni votive alte meno di 1 metro che risalgono al III secolo d.C. Sull’intera area del sito si notano colonne, o resti di colonne, la più importante delle quali è quella fatta erigere da Ashoka e situata vicino all’entrata meridionale del grande stupa, a nord del quale un chaitya ricorda in modo sorprendente gli edifici con colonnato della Grecia classica.

Nei dintorni di Sanchi si trova Bhopal, metropoli di oltre 1.300.000 abitanti e storica capitale dello stato. L’attuale impianto urbano fu progettato dal condottiero afghano Dost Mohammed Khan, signore di Bhopal all’epoca dell’imperatore Aurangzeb, il quale approfittò del periodo di confusione creatosi in seguito alla morte di questi per costruire un piccolo regno personale. Oggi Bhopal è una città multiforme, dalle tante sfaccettature. Ci sono il centro antico con i suoi mercati affollati, le grandi moschee ed i palazzi delle begum (principesse) che governarono la città dal 1819 al 1926, la sterminata periferia industriale che si estende a nord, la città nuova, con i suoi ampi viali, gli alti edifici lucenti e le aree residenziali immerse nel verde e addirittura due laghi che, da un lato, hanno consentito lo sviluppo di strutture per il tempo libero, ma dall’altro sono all’origine delle invasione delle zanzare. Tra le moschee più affascinanti da visitare in città ricordiamo la Taj-ul-Masjid, la Jama Masjid e la Moti Masjid, oltre al bel tempio di Lakshmi Narayan ed al Birla Museum.
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Nel Madhya Pradesh occidentale spicca Ujjain, situata a soli 56 chilometri da Indore, che è una delle più importanti città sante degli hindu. Malgrado oggi sia relativamente poco nota, quale centro religioso ha la medesima dignità di luoghi quali Varanasi, Gaya e Kanchipuram. A testimoniarne il grande valore religioso vi sono i numerosi templi, tra i quali ricordiamo: il tempio di Mahakaleshwar, dedicato a Shiva, che custodisce uno dei dodici jyoti lingam dell’India; il tempio di Harsiddhi, costruito durante il periodo dei Maratha, all’interno del quale è conservata una nota immagine delle dea Annapurna; ed il Tempio di Chintaman Ganesh, situato lungo la riva opposta del fiume Shipra. Altre attrattive di Ujjain sono il Bade Ganeshji Ka Mandir, una grande statua decorata di Ganesh, il Gopal Mandir, la cui struttura è stata fatta costruire dalla moglie del maharaja Daulat Rao Scindia nel XIX secolo, ed il palazzo di Kaliadeh, posto su un isolotto sul fiume Shipra 8 chilometri a nord del centro.

Il centro più popoloso della regione è Indore che, pur non essendo di grande interesse turistico, rappresenta un buon punto di partenza per visitare Mandu. Quest’ultima è una cittadella fortificata situata in cima ad un rilievo ed è una delle attrattive più interessanti di tutta l’India in senso assoluto. Da vedere vi sono numerosi templi, tra cui spiccano quelli della Royal Enclave ed il tempio giainista, e soprattutto il Jahaz Mahal, anche detto Ship Palace per via delle sua forma riconducibile a quella di una nave. Di dimensioni davvero ragguardevoli, essendo lungo 120 metri e largo 15, il Jahaz Mahal fu fatto costruire da Ghiyas-ud-din, figlio di Mahmud Shah, per ospitarvi il suo harem che si riteneva contasse oltre 15.000 fanciulle. Con le feritoie, gli archi, le fantastiche stanze ed il bello specchio d’acqua, il palazzo era il vero e proprio centro del regno, sebbene oggi non vi si sentano altro che i lamenti del vento che sibila tra le vuote rovine. Altri edifici da vedere sono il Taveli Mahal, l’Hindola Mahal ed il Champa Baoli.

Situata a sud di Khajuraho e ad est di Bhopal, la grande città di Jabalpur, la più grande e popolosa del Madhya Pradesh orientale, è oggi nota soprattutto per la gola sul fiume Narmada detta Marble Rocks. La metropoli è inoltre un comodo punto di partenza per la visita dei parchi nazionali di Kanha e Bandhavgarh, da cui dista rispettivamente 160 e 197 chilometri. Uno dei luoghi più suggestivi del centro è il vecchio bazar, un’enorme distesa di baracche pervasa di odori, immagini, suoni e oggetti tipicamente indiani. Nei dintorni, oltre ai due bei parchi nazionali, si possono visitare Mandla e Ramnagar, rispettivamente sede di uno splendido forte seicentesco e di un bel palazzo a tre piani affacciato sul corso del fiume Narmada.

Il clima è tropicale monsonico, caratterizzato da temperature mediamente alte per tutto l’anno. Il periodo migliore per visitare il Madhya Pradesh è quello compreso tra novembre e febbraio, quando le temperature sono leggermente inferiori al resto dell’anno e le precipitazioni praticamente assenti. Sono invece assolutamente da evitare i mesi tra giugno e ottobre, quando lo spirare del monsone comporta condizioni davvero poco congeniali ad un soggiorno, con abbondanti e continue piogge ed un tasso di umidità molto alto.

Per quanto riguarda i trasporti, Bhopal è servita dall’aeroporto più importante di tutto lo stato, situato a 12 chilometri di distanza dal centro storico. Per muoversi all’interno dello stato si può scegliere tra autobus, che coprono capillarmente quasi tutte le destinazioni turistiche principali, e treni, che si muovono su una rete ferroviaria di enormi proporzioni contraddistinta da alcune gravi lacune. Muoversi nei centri urbani più popolosi può essere davvero molto difficile a causa del traffico, con i pochi mezzi pubblici ed i taxi che non possono fare altro che accodarsi e aspettare.
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