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Yinchuan (Cina), la cittą e la necropoli di Xixia

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Riparata a ovest dalle alte vette dello Helan Shan, che la separano dai deserti della Mongolia, e dotata di abbondanti riserve idriche, alimentate dalle acque del Fiume Giallo, che scorre poco distante, Yinchuan sorge in una posizione geografica favorevole rispetto al resto della regione, caratterizzata da scenari aspri e brulli. Un tempo questa città era la capitale del potente regno buddhista dei Xia occidentali, fondato nell’XI secolo, mentre oggi è uno dei capoluoghi di provincia più tranquilli e piacevoli da visitare di tutta la Cina, con alcuni siti interessanti nelle vicinanze e un’atmosfera vivace e animata.

Verso la fine del X secolo i tangut, discendenti da tribù costrette a fuggire dall’altopiano tibetano nord-orientale, fondarono la dinastia dei Xia occidentali. Il loro regno ebbe vita breve, ma all’apice dello splendore arrivò ad abbracciare un’area comprendente le attuali province del Gansu, del Ningxia e dello Shaanxi, nonché la Mongolia Interna occidentale, tanto da poter competere con le dinastie dei Song e dei Liao. Ancora oggi i Xia occidentali costituiscono un mistero, dal momento che quasi ogni traccia della loro cultura è scomparsa all’improvviso a causa dei mongoli, che nel 1227 pare li avessero sterminati. Tuttavia, gli scritti di Marco Polo e i reperti archeologici rinvenuti a Kharakhoto, nei pressi di Ejin Qi, nella Mongolia Interna, testimoniano che la civiltà xia riuscì a sopravvivere in qualche modo almeno nei cento anni successivi.

Yinchuan è divisa in due parti: la nuova zona industriale, Xixia Qu, estesa vicino alla stazione ferroviaria e praticamente priva di siti di interesse turistico, e la città vecchia, Xingqing Qu, circa 8 chilometri più a est, in cui si concentra la maggior parte delle attrattive, degli alberghi, dei ristoranti e dei negozi, oltre alla stazione degli autobus a lunga percorrenza. A connotare lo skyline di questa parte del centro è la Torre del Tamburo (Gulou), realizzata in epoca Ming e poco distante dal bel Padiglione Yuhuang, una piccola costruzione di tarda epoca Ming recentemente restaurata che ospita un piccolo museo con due mummie trovate in una tomba nei dintorni della città. Molto bella è anche la Chengtiansi Ta, la “Pagoda Occidentale”, che si trova tre isolati a sud della Jiefang Lu in uno dei cortili del Monastero Chengtian, a sua volta sede del Museo Provinciale del Ningxia, dove ammirare un discreto numero di reperti Zhou settentrionali e soprattutto la più ricca collezione di reperti Xixia che ci sia pervenuta.

Nel quartiere sud-orientale della città, spostato di circa 300 metri a ovest rispetto alla Tiananmen di Yinchang, la “Porta Meridionale”, e poco più a nord del perimetro delle vecchie case che non esistono più, c’è il tempio islamico più significativo di Yinchang: la Moschea Nanguan. Quest’ultima è un moderno edificio in stile arabo il cui impianto originario, terminato all’epoca della dinastia Ming, fu distrutto durante la Rivoluzione Culturale e ricostruito nel 1981; tra gli elementi più caratterizzanti dell’edificio spiccano la grande cupola centrale, alta 22 metri, e le due cupole laterali coperte da tegole smaltate verdi. La Grande Sala della Preghiera, che può ospitare fino a mille persone, è al piano primo, mentre al pian terreno ci sono la Piccola Sala delle Preghiere, la fonte per le abluzioni e alcune residenze di imam. Di tutt’altro genere ma ugualmente suggestiva è la Bei Ta, la “Pagoda Settentrionale”, che risale al V secolo e fu ricostruita nel rispetto dello stile originario nel 1771 in seguito ad un terremoto. Salendo i nove piani fino alla cima potrete ammirare le vedute dell’Helan Shan a ovest e del Fiume Giallo che scorre a est, anche se la vostra attenzione sarà molto probabilmente rapita dai curiosi bastoncini di incenso alti 2 metri dall’aspetto un po’ surreale.
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Uscendo al di fuori dell’agglomerato urbano si può visitare lo spettacolare gruppo montuoso degli Helan, dominato da picchi che raggiungono i 3.556 metri. A sud del passo Gunzhongkou, quello preferito dai villeggianti, sorge la necropoli imperiale degli Xixia, la Xixia wangling, dove Zhao Yuanhao (1032-1048) fece costruire intorno alla sua 71 tombe per i familiari; tra queste sono identificabili nove tumuli imperiali, ognuno dei quali è una tomba a sé stante con proprie mura, torri di guardia e sculture sacre. Un tumulo e quattro tombe sono state scavate e aperte, mentre a nord del passo ci sono le due pagode Baisikou, alte rispettivamente 13 e 14 piani.

A causa delle particolari condizioni morfologiche della provincia, occupata principalmente da aride catene montuose e da aspri altopiani, il clima di Yinchuan è desertico, caratterizzato da estati calde, secche e ventose e da inverni rigidi e poco piovosi. In luglio e agosto le massime pomeridiane sfiorano i 30 gradi, ma le minime scendono fino a 15/16, mentre in gennaio le temperature sono stabilmente sotto lo zero, con valori compresi tra -1 e -14 gradi. Le precipitazioni sono molto scarse per tutti i dodici mesi dell’anno, durante il quale cadono in media meno di 200 mm di pioggia concentrati soprattutto tra luglio e agosto.

L’aeroporto, lo Yinchuan Hedong Airport, è situato a 25 chilometri di distanza dal centro della città vecchia ed è collegato ogni settimana a Pechino, Chengdu, Guangzhou, Shanghai, Urumqi e Xi’an, oltre che con altre destinazioni nazionali. La stazione degli autobus a lunga percorrenza è situata nella parte sud-orientale di Yinchuan, in Piazza Nanmen, vicino a Nan Men, la “Porta Sud”. Per quanto riguarda i trasporti ferroviari, la città si trova lungo la tratta Lanzhou-Pechino, che transita anche da Hohhot e Datong.
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