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Le foto di cosa vedere e visitare a Botswana

Safaris nel Botswana, cosa vedere tra parchi, deserti e fiumi

Siete in procinto di organizzare un viaggio avventura in Botswana? Cercate una guida che indichi quali solo i luoghi assolutamente da visitare? Siete capitati nel sito giusto. Luogo privilegiato se siete interessati ad un safari fotografico, qui troverete la più alta concentrazione di elefanti dell'intero Botswana, assieme a ippopotami, coccodrilli, giraffe, gnu, antilopi e decine e decine di altre specie immerse in un sempre variegato paesaggio.
Siete nel nord-ovest del Botswana, nel parco Chobe. L'area è divisa in tre zone: la prima, la più turistica vista l'elevata concentrazione di animali, si affaccia sulle sponde del fiume Chobe (che da il nome al parco). La seconda regione, denominata Savuti, per via delle paludi che ospita assieme alla depressione di Mababe e un antico lago salato. L'ultima: Linyanti situata al confine con la Namibia, è caratterizzata anch'essa da paludi, isole, secche, e corsi d'acqua alimentati dal fiume Kwando.

Un ricamo di canali, corsi d'acqua sempre più sottili, lagune, piccoli bacini formano il delta del fiume Okavango, uno dei più vasti (13.000 Km quadrati) del pianeta. Acqua e terra fertile, fucina di vita animale e vegetale. Sulle sponde del fiume, si estende per tremila chilometri, la riserva Moremi (Moremi Wildlife Reserve). Pianure alluvionali, tripudio di vegetazione, nido per un incredibile numero di volatili. Se siete a caccia di emozioni forti, non vi perdete la possiblità di dormire in tenda nella riserva, accompagnati dai rangers. Molti safari offrono infatti la possibilità di rimanere a contatto con la natura anche alcune notti, se invece non ve la sentite, niente paura, al calar del sole, quando la savana si tingerà di nero, voi potrete far ritorno in uno dei tanti lodge di Maun.

A sud-est di Maun, troviamo uno dei luoghi apparentemente più inospitali del paese, il Makgadikgadi Pans, soprannominato il grande nulla (Great Nothing). Due enormi depressioni, memoria di un antico lago salato oggi scomparso. Ma non fatevi trarre in inganno, dietro a tanta desolazione si cela un importante ecosistema. Le acque piovane vengono infatti trattenute favorendo la crescita di una fitta e bassa vegetazione, richiamo di numerose specie animali. Nei vari periodi dell'anno i branchi si spostano all'interno del "lago". Nella stagione secca, da giugno a ottobre, si concentrano ad ovest, sulle rive del fiume Boteti, da novembre a maggio invece, le pozze delle depressioni si riempiono nuovamente d'acqua, diventando un'oasi per fenicotteri, pellicani, oche e molti altri uccelli. Naturalmente anche gli altri branchi (zebre, gnu ecc.) migrano in questa zona e i predatori e soprattuto gli organizzatori di safaris lo sanno bene.

Il Botswana è per il 70% ricoperto dalla sabbia rossa del deserto del Kalahari. Scenario immenso, che lascia il visitatore senza fiato: savane, foreste, dune infuocate che si perdono in cieli tersissimi e sconfinate praterie. 52.800 chilometri quadrati di riserva (Central Kalahari Game Reserve) che offrono riparo ad antilopi, giraffe, facoceri, ghepardi, iene, cani selvati della prateria, leoni, gnù, springbok, kudu e molte altre specie.

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