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Guinea: in viaggio tra spiagge, foreste e cascate

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Qui, dove si svolsero gli scontri tra il re stregone Soumaoro Kanté e Sunjata Keita, fondatore dell’Impero del Mali affondano le radici della storia contemporanea della Guinea, e più precisamente nel XIII secolo, in seguito alla caduta dell’Impero del Ghana ed alle migrazioni dei popoli susu e malinké. I risultati di tali esodi sono tutt’oggi visibili nelle diverse zone d’influenza culturale che caratterizzano la nazione. Tra le due aree citate ne sorge una terza, quella fula, radicata nella regione del Fouta Djalon, dove l’influenza islamica è molto forte.

Sul finire del Quattrocento giunsero in Guinea i navigatori portoghesi, che qui stabilirono una base per i propri commerci, salvo poi essere soppiantati alcuni secoli più tardi dagli inglesi prima e dai francesi poi. Il XX secolo è stato caratterizzato dalla figura di Sékou Touré, leader sindacale e del movimento indipendentista che optò per la completa autonomia dalla Francia in seguito al referendum del 1958.
Touré divenne presidente della neonata Guinea fino agli anni Ottanta, condizionando nel bene e nel male con la sua linea politica la vita del paese. Dopo la sua morte nel 1984, fu la volta di Lantana Conté, che prese il potere in seguito ad un colpo di stato militare; dopo avere governato per un ventennio, gli ultimi anni della vita sociale e politica guineana sono stati caratterizzati dall’instabilità e dalla violenta repressione del dissenso; tristemente noto è infatti il massacro di civili perpetrato nel 2009 dalle forze armate per sedare alcune manifestazioni di protesta. La situazione si presenta ancora oggi vivamente tesa.

Chi giungesse in Guinea in aereo, potrebbe optare per una sosta di almeno un giorno nella capitale Conakry la quale, benché non abbia molto da offrire a livello di attrazioni turistiche se non alcuni festival musicali nei mesi di dicembre e aprile/maggio, è la base d’appoggio ideale per una visita alle Iles de Los, tre isolotti con belle spiagge che sorgono proprio di fronte alla città, nell’Oceano Atlantico.
La zona a nord di Conakry è chiamata Bassa Guinea e comprende diversi tipi di paesaggi e scenari, dalle rinomate spiagge di Bel Air e Sobané ai villaggi tradizionali dell’interno. Nella zona di Dubréka sorgono le Cascades de la Soumba, particolarmente suggestive da giugno a dicembre, così come le Merveilles de Soumba, altra località che deve la propria fortuna al bel fiume che la bagna. Grazie alla sua conformazione fisica, la Bassa Guinea è l’ideale per escursioni naturalistiche, passeggiate, arrampicate sulla roccia e birdwatching.

Spostandosi verso est si entra nella regione del Fouta Djalon, cuore musulmano della nazione, già sede di un’importante teocrazia islamica a cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo; anche qui vi è la possibilità di effettuare escursioni, affidandosi magari ad associazioni locali che organizzano trekking tra le montagne, i villaggi e le cascate di questa meravigliosa zona. Nei dintorni di Dalaba si segnalano le spettacolari Chutes de Ditinn, cascate alte ben ottanta metri e le Chutes de Garaya. Altre escursioni simili si possono effettuare nella zona di Pita, alle Chutes du Kinkon o nelle suggestive Chutes de Kambadaga. Per chi desiderasse approfondire gli aspetti culturali e sociali di questa regione, un’ottima tappa del viaggio può essere Labé, la città capoluogo.

Dirigendosi verso sud-est, nelle zone più interne del paese, si entra nella regione dell’Haute Guinée, dove il paesaggio cambia considerevolmente rispetto al verde lussureggiante della Bassa Guinea. Qui ci si inoltra nella savana, abitata dal popolo malinké. Una delle più belle cittadine di questa zona è Faranah, sulle sponde del fiume Niger. Oltre ad essere la località natale dell’ex presidente Touré e del grande percussionista Fadoua Oularé, che qui tuttora vive, è il punto d’appoggio ideale per le escursioni al vicino Parc National du Haut Niger, preferibilmente da effettuare con una guida locale per poter avvistare gli straordinari animali che lo abitano.
... Pagina 2/2 ... In alternativa – o meglio, in aggiunta- si segnala l’escursione alla fonte del fiume Niger, più a sud rispetto al parco nazionale, al confine con la Sierra Leone.
L’ultima grande escursione - imperdibile per gli amanti della natura - è quella che riguarda il Monte Nimba, principale altura della Guinea situata nella remota Regione delle Foreste, all’estremità meridionale del paese, al confine con la Costa d’Avorio e la Liberia.
I quasi 1800 metri sul livello del mare della vetta sono scalabili solo con il permesso della préfecture di Lola, o in alternativa lasciando che si occupi dell’organizzazione una guida locale autorizzata. Il punto di partenza migliore, nonché ottima base d’appoggio logistico, è il villaggio di Gbakoré.

Per recarsi in Guinea in aereo dall’Europa occorre necessariamente fare tappa all’aeroporto internazionale di Conakry-G’bessia, a circa 15 chilometri dalla capitale, collegato al vecchio continente via Parigi e Bruxelles.
In alternativa, per chi si trovasse già in Africa, si segnalano i voli diretti dal Mali, Senegal e Costa d’Avorio. A chi fosse interessato a varcare i confini via terra, si ricorda che esistono numerose strade di collegamento con gli stati confinanti; taxi, autobus e taxi brousse effettuano servizi regolari lungo questi tragitti.
Durante la stagione delle piogge, infine, è possibile entrare od uscire dal paese in maniera più “originale” a bordo delle chiatte che percorrono il fiume Niger, collegando Siguiri con la capitale maliana Bamako.

Cortesia foto:Petteh Djiga autore Michel Tendil
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