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Le foto di cosa vedere e visitare a Dahlak

Le Isole Dahlak (Dahlac), viaggio in Eritrea nel Mar Rosso meridionale

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Agli antipodi rispetto ai convenzionali paradisi tropicali assuefatti al turismo, le isole Dahlak o Dahlac rappresentano una destinazione che non fa per tutti. A comporre l’arcipelago sono ben 209 isole, molte delle quali di dimensioni microscopiche, accomunate dagli scenari spogli, brulli e pianeggianti, dato che l’altitudine massima è di appena 15 metri. Al momento della partenza per le Dahlak bisogna essere consapevoli che durante il soggiorno non si faranno happy-hour in spiaggia, non si trascorreranno serate mondane in locali di tendenza e non si dormirà in resort attrezzati, ma bensì si dovranno fare i conti con la scarsità di insediamenti umani (soltanto 3 in tutto l’arcipelago) e la penuria di acqua dolce, ma venendo ripagati da emozioni e atmosfere senza eguali.

Non appena metterete piede su un’isola vi renderete conto dello stato pressoché inesistente delle strutture ricettive e dei servizi turistici. Questo aspetto, da un lato comporta un impegno e una capacità di adattamento maggiore da parte dei turisti, dall’altro ha consentito di mantenere sostanzialmente inalterati gli scenari paesaggistici dell’arcipelago. Gli amanti della natura incontaminata non potranno che trovarsi a proprio agio alle Dahlak, dove la vita scorre a ritmi lenti, rilassati, regolata solo dal sorgere e dal tramontare del sole sull’orizzonte. Da cartolina sono gli scorci offerti dai litorali costieri, bagnati dalle acque cristalline del Mar Rosso e lambiti da lussureggianti barriere coralline teatro di spettacolari immersioni o semplici pomeriggi di snorkeling. Da non sottovalutare, infine, la ricchezza della flora e della fauna locale, che rappresenta una cartina di tornasole dello stato di salute dell’arcipelago.

L’isola più grande dell’arcipelago è Dahlak Kebir, estesa per oltre 650 kmq sui quali si trovano ben 9 villaggi abitati stabilmente da più di 2.000 persone. La fonte di sostentamento principale degli abitanti è ovviamente il mare ed in particolare la pesca, che frutta prodotti appetiti soprattutto dai mercati asiatici di India e Cina, ma anche da alcuni stati mediorientali. Sull’isola si trovano alcune tra le rovine più antiche dell’Eritrea, oltre 360 cisterne sotterranee ricavate dalla lavorazione del corallo e una vasta necropoli con migliaia di tombe datate tra il X e il XV secolo.

Dissei è una delle isole più facili da raggiungere partendo da Massawa, distante appena 45 di barca. Il paesaggio, a dispetto di quasi tutte le altre isole Dahlak, ha un aspetto piuttosto frastagliato, essendo caratterizzato dalla presenza di numerose basse colline, promontori rocciosi e splendide insenature bagnate dall’acque trasparenti del Mar Rosso. Qui, nei prossimi anni, verrà costruito uno dei primi lussuosi resort dell’arcipelago ad opera dell’attuale proprietario del Dahlak Hotel di Massawa. A nord di Dissei si scorge Madote, un’isola che non ha nulla da invidiare ai più chiacchierati atolli tropicali se non la fama a livello internazionale, mentre più a est si trovano Dur Ghella e Dur Gaam, anch’esse comodamente raggiungibili partendo da Massawa e ricche di boschi di mangrovie.
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Le isole Dahlak rappresentano il paradiso per gli appassionati di immersioni e dello snorkeling. A seconda dell’isola avrete solo l’imbarazzo della scelta tra i tanti fondali incontaminati che si susseguono uno dopo l’altro, tenendo presente che sul fondo del mare, anche a profondità facilmente raggiungibili, giacciono diversi relitti da esplorare. Due mete su tutte sono Camelli, un ammasso roccioso composto da due isole principali nei pressi di Dissei, e Seil, un atollo scosceso raggiungibile in barca sempre da Dissei. Tuttavia, molti sub si danno appuntamento al largo di Dahlak Kebir per godere degli splendidi scorci offerti dall’Urania, il cui relitto giace sul fondo del mare ad una profondità di circa 25 metri.

Se volete documentare le vostre immersioni con delle fotografie fate attenzione al periodo in cui partire. La visibilità in acqua, infatti, varia sensibilmente a seconda della stagione, scendendo spesso fino a 10/15 metri. Sotto questo aspetto, la stagione migliore in cui visitare le Dahlak è l’estate, tra giugno e agosto, quando la temperatura dell’aria supera spesso i 40 gradi e gli strati superficiali dell’acqua sfiorano i 35, a fronte di una media compresa tra 27 e 29 gradi. Se le immersioni non vi interessano, invece, tenete in considerazione l’inverno, caratterizzato da temperature gradevoli, generalmente comprese tra 20 e 27 gradi, e scarse precipitazioni.

Se non disponete di una barca dovrete per forza noleggiarne una per muovervi da Massawa alle Dahlak. Il viaggio, a seconda dell’isola che intendete raggiungere, richiede da 45 minuti ad un paio d’ore di navigazione, e nel prezzo dell’imbarcazione sono di norma comprese le prestazioni del capitano. Se viaggiate da soli il consiglio è quello di unirsi a un gruppo per dividere il costo del noleggio.
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