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Massawa (Massaua): viaggio nella cittą, perla dell'Eritrea

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Situata nella parte orientale dell’Eritrea Massawa (o Massaua, un tempo conosciuta come Mitsiwa e Batsi), è una città di neanche 40.000 abitanti costruita su due isole coralline che emergono dal Mar Rosso. Il profilo dell’insediamento sembra rivolgersi ad est, verso l’Arabia, più che ad ovest, verso Asmara, caratteristica confermata anche dagli antichi legami di Massawa con il mondo arabo. Tra le attrattive principali ci sono alcuni incantevoli edifici islamici che però, come gli oggetti esposti in un vecchio museo, sono sparsi qua e là, coperti di polvere e parzialmente degradati; l’attuale obiettivo dell’amministrazione è proprio quello di riqualificare, oltre che tutelare e salvaguardare, le bellezze del centro storico che, con i suoi bassi edifici imbiancati a calce, i portici e le arcate, rappresenta una risorsa turistica importantissima per il paese.

Il suo porto naturale dalle acque profonde e la collocazione nei pressi dell’estuario del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano, per secoli hanno reso Massawa una città molto ambita dalle principali potenze coloniali europee e non solo. Nel corso della sua storia, l’insediamento è stato occupato dai portoghesi, dagli arabi, dagli egiziani e dai turchi, per poi passare sotto il controllo degli inglesi che la cedettero all’Italia nel 1885. Durante tutti questi secoli il commercio fu la fonte di sostentamento più importante per gli abitanti, che tramite il porto mercanteggiavano schiavi, perle, giraffe, incenso e mirra. Nel 1921, durante il governo di Jacopo Gasparini, Massawa fu colpita da un violento terremoto, al quale fece seguito una ricostruzione che modificò profondamente il suo aspetto originario.

Gli edifici del centro riflettono la storia delle tante occupazioni che si sono succedute al comando della zona. I turchi ottomani, che si appropriarono della città per oltre 300 anni, furono il popolo che ne influenzò maggiormente l’architettura. Anche i loro successori, gli egiziani, lasciarono un’impronta chiaramente distinguibile in termini di edifici e opere pubbliche, tra cui strade rialzate, un acquedotto e lo sfarzoso palazzo del governatore. A partire dal 1885, ovvero dal momento dell’arrivo degli italiani, furono costruite decine di ville, elementi che contribuiscono in maniera importante alla valorizzazione dell’atmosfera seducente ed esotica che permea l’abitato. Attualmente nell’immagine urbana di Massawa risaltano le due isole di Massaua e Taulud, al di fuori delle quali si estende l’area continentale, destinata prevalentemente a edifici residenziali.
Massaua Island è un luogo fantastico da esplorare, un dedalo di stradine dove è facile perdersi, ma altrettanto ritrovare l’orientamento. Sull’isola ci sono alcuni edifici molto interessanti, ma non facilissimi da trovare. Arrivando da Taulud Island lungo la strada rialzata lo sguardo cade su una vasta distesa di palazzi bianchi arricchiti dalla presenza di eleganti arcate, mentre all’angolo, esattamente di fronte all’ufficio dei trasporti, c’è l’hotel Savoiya, con la sua lunga veranda dalla quale si godono incantevoli vedute sul porto. Nei pressi dell’imboccatura del porto c’è una bella casa tradizionale di corallo seicentesca, periodo in cui il corallo costituiva il materiale da costruzione più diffuso nella zona. Tornando verso la strada rialzata si nota il grande Banco d’Italia, copia esatta dell’edificio originale del 1920, seguito da un raro esempio di casa turca con tanto di tetto a cupola splendidamente restaurato. Tra il porto e il Banco ci sono poi la Moschea di Shaafi, fondata nell’XI secolo ma più volte ricostruita, l’antica casa di Mammub Mohammed Nahari, sulle cui facciate troneggiano altissime finestre in stile ottomano; e la tomba di Sheikh Durbush del XVI secolo, racchiusa in un piccolo giardino circondato da case del Settecento di grandi dimensioni e splendidamente adornate.

... Pagina 2/2 ...La prima tappa della visita a Taulud Island non può che essere l’antico Palazzo Imperiale, costruito con vista sul porto dal turco Osdemir Pasha nel XVI secolo; tuttavia, l’attuale edificio risale al 1872, anno in cui fu realizzato per accogliere l’avventuriero svizzero Werner Munzinger. Durante il periodo in cui l’Eritrea era federata all’Etiopia fu utilizzato come palazzo d’inverno dall’imperatore Hailé Selassiè, tanto che i leoni del suo stemma campeggiano ancora sui cancelli. Tornando sulla strada rialzata si noterà, sulla destra, il vecchio edificio del municipio italiano, mentre proseguendo verso sud lungo la strada alberata si fiancheggeranno alcune ville di rara bellezza che uniscono elementi in stile art déco con arcate moresche e grandi balconi dotati di mashrabiyya. Poco oltre si erge la Cattedrale di St Mariam, la cattedrale copta, di fronte alla quale c’è l’enorme monumento alla lotta di liberazione: tre carri armati che poggiano su una base di marmo nero che viene amorevolmente pulita ogni mattina.

Soggiornando a Massawa si potranno praticare numerose attività legate principalmente al mare ed alle bellezze che lo circondano. Innanzitutto, prenotando con un certo anticipo, si potrà partire per escursioni in barca alla volta delle isole Dahlak, dove tra l’altro è possibile immergersi e ammirare alcuni tra i fondali più spettacolari di tutto il Mar Rosso. Se volete andare a pesca, dopo esservi dotati di tutto l’occorrente, noleggiate un’imbarcazione, ingaggiate un capitano e sarete pronti a partire. Il luogo migliore della zona per rilassarsi in spiaggia e fare snorkeling è Green Island, chiamata anche Sheikh Said Island, distante 10/20 minuti da Massawa, mentre rimanendo in città molti nuotatori amano recarsi nella spiaggia nei pressi del Dahlak Hotel, a Taulud Island. Sulla terraferma è discreto il litorale del Gurgussum Beach Hotel, anche se le correnti ed il riflusso delle maree vi portano spesso rifiuti e alghe.

Tra i principali svantaggi di Massawa c’è il caldo, dato che la temperatura media annua è di poco inferiore ai 30 gradi ed in estate si toccano picchi di 46/47 gradi. Ad accentuare notevolmente la percezione del calore determinando una sgradevole sensazione di afa è il tasso di umidità alto per tutti i dodici mesi dell’anno ed in particolar modo tra novembre e febbraio. Le precipitazioni sono scarse, pressoché assenti da marzo ad ottobre, e si manifestano sotto forma di deboli pioggerelle che non riescono però ad allentare la morsa del caldo. Il periodo migliore per visitare la città e i dintorni coincide con i mesi compresi tra ottobre e maggio, mentre è da pazzi partire tra giugno e agosto.
Da qualche anno Massawa è dotata di un proprio aeroporto collegato ad Asmara, ma anche ad alcune località al di fuori dei confini eritrei come ad esempio Doha, Nairobi, Khartoum e Jeddah. Gli autobus per Asmara, distante poco meno di 4 ore, partono ad intervalli regolari dalla stazione degli autobus a lunga percorrenza, mentre un mezzo relativamente comodo per raggiungere la capitale è il treno, dato che l’unica linea ferroviaria al momento presente in Eritrea è proprio la Massawa-Asmara. Le navi mercantili partono dal porto per Assab un paio di volte a settimana proponendo ai più coraggiosi un avventuroso viaggio della durata compresa tra 18 e 48 ore rigorosamente sul ponte.
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