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Doha: viaggio nella Capitale del Qatar, tra lusso e mare

Doha, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

In un paese, il Qatar, dove la maggior parte dei visitatori arriva per lavoro, alla ricerca di speculazioni finanziarie o per conto di qualche multinazionale del petrolio, Doha è certamente la meta più adatta per chi viaggia, al contrario dei più, per puro piacere. La capitale del paese, affacciata sul Golfo Persico e gioiello in cui si concentra il 70% della popolazione del Qatar, vanta una storia non molto antica ma comunque ricca di momenti prosperi e testimonianze affascinanti.

Nata nel non così lontano 1850 e inizialmente battezzata come Al-Bida, Doha diventò capitale del Protettorato Britannico del Qatar nel 1916 per poi, nel 1971, venire confermata capitale del nuovo stato. A partire dal 1996, dalla città, trasmette la tristemente famosa tv satellitare Al-Jazeera, ma aldilà delle note più amare si tratta di una meta che vale la pena scoprire, per capirne le dinamiche più intime e apprezzarne l’atmosfera d’altri tempi. Nella terra in cui il petrolio regna incontrastato, almeno fino a esaurimento scorte, come fondamentale fonte di guadagno, la città si impegna per non farsi cogliere impreparata da un cambiamento dell’economia, attuando da tempo un’intelligente e avanguardistica politica di decentramento delle entrate: la cultura e l’educazione, ad esempio, vengono tenute sempre più in considerazione, e anche l’immagine della città si sta facendo gradualmente più curata e moderna, grazie a un notevole sviluppo dell’edilizia cittadina.

Dal 1973, ad esempio, quando Doha era stata da poco confermata capitale, è in funzione la Education City, un moderno centro di studi e di ricerca che comprende i campus delle più prestigiose e valide università occidentali. In preparazione ai Giochi Asiatici che si svolsero qui nel dicembre 2006, poi, le strade e le piazze cittadine hanno visto una consistente opera di rimessa a nuovo. Nella sua ascesa verso il futuro Doha non dimentica mai le sue radici, e il passato rimane una dimensione tuttora presente, nei volti e nelle parole della gente ma anche negli edifici e nei musei che i turisti possono visitare.

Varcando le soglie del museo etnografico ci si immerge nelle secolari tradizioni, così lontane dalla mentalità occidentale, di un luogo in cui la vita nomade ha sancito un indissolubile legame d’amore tra un popolo e la sua terra. Uno sguardo al passato riporta i visitatori ai tempi che precedettero il benessere legato ai guadagni sul petrolio, quando la semplicità dello stile di vita si sposava con un paesaggio misterioso, sconosciuto al resto del mondo. Il 1975 ha visto l’inaugurazione di un altro centro di grande interesse, il Museo Nazionale, allestito all’interno del sontuoso, storico palazzo dello Sheik Abdulla Bin Mohammed. Oltre al magnifico acquario, qui si possono esplorare numerose sale con bellissime e interessanti collezioni, riguardanti la vita del luogo, dagli aspetti quotidiani più semplici alle occasioni collettive di festa o raccoglimento religioso. Altrettanto valido è il forte di Doha, preziosa testimonianza di quanto di più bello e appassionante la produzione artistica e artigianale locale hanno saputo regalare nel corso dei secoli. Infine il museo delle armi di Doha raccoglie una nutrita collezione di spade, coltelli, armature e tradizionali fucili arabi.

Ma la parte più affascinante della città è sicuramente l’anziano centro storico, cuore di Doha completamente restaurato, il Souq Waqif, una vera medina arabo-turca in cui la trama delle viuzze tesse un fitto dedalo di strade e piazzette. Qui la presenza turco-ottomana, regina incontrastata del posto per oltre 400 anni, ha lasciato un segno profondo delle sue tradizioni, visibile ad esempio nel diffusissimo uso dei bar-fumoir con narghilé. Lungo le strade, invece, i colori abbagliano lo sguardo e i profumi di spezie inebriano i sensi: i mercati vendono un incredibile assortimento di merci di ogni tipo, dall’oro alle stoffe preziose, passando per le specialità gastronomiche più gustose e raffinate dell’India, della Persia, del Maghreb e del Masraq. Passeggiando per le piazze e alzando un momento gli occhi ci si sorprende a guardare la torre babilonese della moschea, dalla caratteristica forma a spirale e slanciata sede di un centro culturale islamico.

Se di giorno, a causa delle temperature elevate e dell’afa, le strade sembrano talvolta appesantite da una coltre di polvere, i movimenti sembrano rallentati e i suoni attutiti, come in un magico mondo sommerso, non appena il sole cala all’orizzonte la vita risorge e tutti escono sulle strade, presto brulicanti di mercanti e acquirenti. Le spezie, i pistacchi, i datteri e la frutta esotica diffondono i loro profumi nell’aria dolce della sera orientale, in cui si può passeggiare ristorandosi con una fetta di ananas fresco.

Le festività e le manifestazioni cittadine sono prevalentemente legate alla religione islamica, mentre l’ambasciata italiana non perde occasione per allestire eventi culturali e mondani, ad esempio un prestigioso concerto di musica classica che si ripete ogni anno al Marriot Hotel.

Il clima di tutto il Qatar è molto arido e l’aria è calda, soprattutto nel periodo compreso tra maggio e settembre; le precipitazioni sono concentrate durante l’inverno, anche se rimangono sempre scarse, e l’umidità è elevata nella zona costiera. A Doha le temperature medie massime variano tra i 41°C di luglio e i 21°C di gennaio, mentre la media annuale delle piogge è di 70 mm.

Raggiungere Doha dall’Italia non è difficile: la compagnia di volo Qatar Airways, tanto per citare un esempio, offre voli diretti senza scalo a Dubai. In 5 ore di viaggio, durante le quali sono garantiti tutti i comfort, si atterra in un aeroporto grande, moderno e ben organizzato, in cui ci si procura il timbro per il visto turistico dietro il pagamento di 20 euro. Il centro di Doha è a soli 10 km, e per raggiungerlo ci si può affidare ai mezzi pubblici oppure scegliere di noleggiare un’auto, entrambe soluzioni poco costose. Le strade maggiori sono curate, ampie, spesso abbellite dalle palme o da maestose fontane, e si può guidare solo con la patente locale o con quella internazionale. Attenzione alle multe: sono piuttosto salate, arrivano a casa tramite internet e superare i limiti di velocità non è raro, essendo più bassi di quelli a cui siamo abituati.
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 Pubblicato da - 13 Dicembre 2008 - Riproduzione vietata

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