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San Lorenzo in Campo (Marche): l'Abbazia Benedettina e la visita alla cittadina

San Lorenzo in Campo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Un gruppo di case che sembrano sorridere all’orizzonte si posa fiero sulle alture collinari tappezzanti un paesaggio rurale a dir poco abbacinante, come lo è d’altronde il comprensorio regionale delle Marche. Quel gruppo contraddistingue l’abitato di San Lorenzo in Campo, che al centro della Valle del Cesano media perfettamente fra l’Adriatico e l’Appennino Umbro-Marchigiano, distando da entrambi 25 km.

Con le frazioni di Montalfoglio e San Vito sul Cesano (quest’ultima sfoggia sul proprio suolo la Pieve Vecchia Monumentale al cui interno una stupenda Madonna Addolorata troneggia delimitata da una cornice barocca), riconoscibili per la presenza delle rispettive chiese pievane, il paese somma 3.500 persone che mai si sono abituate completamente alla straordinarietà del loro borgo di appartenenza, nondimeno al suo centro storico caratterizzato da piccole vie, uno smisurato intreccio d’archi e torrioni che paiono fissare a terra una cinta muraria dal fascino castellano.

Cosa vedere a San Lorenzo in Campo

Difatti nella parte più elevata del nucleo urbano si scorgono chiaramente i resti dell’antica rocca, sovrastante la Piazzetta Padella sulla quale affaccia Palazzo della Rovere, attuale sede del Museo Archeologico del Territorio di Suasa (sei sale espositive si distribuiscono su due piani dettando le tappe di due percorsi museali, uno canonico, l’altro didattico) ma anche del Teatro Comunale Mario Tiberini, ottocentesco gioiello interamente di legno a due ordini di palchi e un grande loggione a galleria orientati verso il proscenio.

Attigui Palazzo Amatori e Palazzo Ruspoli. A breve distanza osserva altera l’imponente Abbazia Benedettina, significativo esempio della fusione stilistica del romanico e del gotico. Per inciso, esiste in loco anche il Museo delle Terre Marchigiane, pseudo allestimento etnografico di stampo sociale.

Proprio da un complesso monasteriale ha in sostanza avuto origine San Lorenzo in Campo, non l’erede diretta della città romana di Suasa ma certamente una discendente alla lontana. Intorno all’edificio iniziò progressivamente a coagularsi la popolazione di un insediamento stabile, poi lo stesso insediamento divenne borgo fortificato articolato in un castello e relativo feudo dominato da Galeotto Malatesta verso la metà del ‘300. Una quantità verosimilmente greve di signorie si avvicendò nel controllo del borgo, dai Montevecchio agli Sforza fino ai Della Rovere, con la parentesi dei de’Medici ai quali si deve nel 1516 l’incendio del castello, poi ricostruito e reso dimora signorile.

Accedere al patrimonio architettonico di San Lorenzo in Campo significa tuffarsi in un vortice entusiasmante di storia, arte, cultura cui si legano, e non è poco, l’enogastronomia e la natura. Dell’Abbazia si è accennato prima, sontuosa costruzione antecedente al Mille che ha sostituito grazie ai Monaci di Sant’Apollinaire l’antesignano Tempio di Adone. D’impianto basilicale, dispone di tre navate alle quali corrispondono altrettante absidi. Al di sotto del magnifico altare maggiore si colloca una cripta scoperta nel 1940 e scrigno assoluto di tesori artistici eccezionali, i due crocifissi seicenteschi realizzati da Fra Innocenzo da Petralia e l’urna settecentesca con le ossa di San Demetrio. Tele, tavole e affreschi si dispongono in ogni dove all’interno della struttura.

Fuori del nucleo medievale sorge la Parrocchiale di San Biagio, la cui visita impone di guardare in alto per ammirare un soffitto riportante quattro scene bibliche affrescate, e cioè La cena di Emmaus, Il sacrificio di Melchisedek, Gesù a Betania con Marta e Maria e Il profeta Elia ristorato da un angelo. L’organo meccanico è una creazione di Giovanni Fedele Camerte datata 1779. La Chiesa del Santissimo Crocifisso deve il nome alla scultura lignea che vi è conservata all’interno, la cui fattura è ancora una volta da imputare all’abile Fra Innocenzo da Pietralia. Tante altre chiese minori attendono sparse visitatori e turisti, ed è tutto un belvedere.

Risalente al XVIII è Palazzo Brini, inglobante la Chiesa di Sant’Anna, restaurata in tempi recenti così da restituirle l’antico splendore. Il coevo Palazzo Duranti fu, pensate, una delle prime abitazioni del paese. Passeggiando per il centro storico si incontrano numerose fontane, pozzi e lavatoi, alcuni coperti da ampie tettoie: in via San Francesco d’Assisi ne troviamo uno del 1912 a 10 vasche intervallate da colonne rotonde in ghisa.

Eventi, sagre e manifestazioni

A oltre un cinquantennio fa risale la prima edizione della Sagra del Castagnolo, organizzata sempre nel giorno di Pasquetta per promuovere e valorizzare un dolce tipico di San Lorenzo in Campo, di cui è apprezzatissima la versione al farro, uno dei prodotti tipici della Regione Marche come stabilito da un preciso decreto. È inoltre una De.C.O., ovvero una Denominazione Comunale di Origine.

Di particolare pregio anche la Cipolla di Suasa, il miele e l’olio extravergine d’oliva insieme a un elenco di vini ottimi ottenuti da vitigni autoctoni, uno su tutti il Pergola D.O.C. Fra i liquori dominano incontrastati il Dondomé e il Turchetto. La cucina locale ha di tutto per poter essere fra le più complete dello Stivale, potendo annoverare primi piatti a base di pasta fresca fatta a mano, salumi di vario genere, tanta cacciagione e accostamenti con verdure e formaggi deliziosi. Da assaggiare senza pensarci un solo attimo i Frescarej, i Fegatej, una misticanza di erbe di campo e fave fresche in abbondanza.

A dicembre la manifestazione Gustando il Natale porta a San Lorenzo in Campo i caratteristici mercatini.

Come arrivare a San Lorenzo in campo

Dall’Autostrada A14 Adriatica uscire a Marotta/Mondolfo e imboccare la SS 424 che conduce al paese; dalla stazione di Marotta-Mondolfo o Fabriano occorre proseguire in autobus; l’aeroporto di Ancona dista ca. 50 km, quindi è il più vicino alla località.

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