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Mondolfo (Marche): il castello e la visita al borgo

Mondolfo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Iscritto nella prestigiosa lista dei Borghi più belli d’Italia, Mondolfo si situa in provincia di Pesaro e Urbino ed è annoverata fra le località di punta del turismo nelle Marche.

Il mare di Marotta

La sua collocazione su una morbida collina tra le valli del Metauro e del Cesano non le preclude tuttavia lo sbocco sul mare grazie al prolungamento offerto da Marotta, la frazione che si affaccia sull’Adriatico con ben 5 km di costa contraddistinta da spiagge sabbiose, insenature e calette rocciose in grado di comporre un paesaggio “tra terra e acqua” entro il quale irrompono naturalistiche meraviglie come gole, pascoli, ruscelli e boschi.

Storia del borgo

Sebbene le sue origini siano ascrivibili al periodo romano, Mondolfo nasce ufficialmente come città fortificata ergo provvista di doppia cinta muraria, sicché verso l’anno Mille il proprio nome era Castrum Montis Offi e il castello veniva dominato dalla dinastia dei figli di Offo, successivi ai quali furono i Malatesta e i Della Rovere. Il suo sviluppo beneficiò di ingente prosperità grazie all’assoggettamento politico al Ducato di Urbino e si arricchì enormemente la sua veste architettonica e urbana, implementata da opere d’arte ed elementi storici notevoli. In questi anni assistiamo all’erezione del Complesso conventuale di Sant’Agostino – annovera la Chiesa di Santa Maria appartenente al Duecento - ma anche dell’imponente rocca ducale progettata dall’architetto Francesco di Giorgio Martini.

Cosa vedere a Mondolfo

Attualmente il perimetro murato di questo borgo marchigiano presenta camminamenti di ronda percorribili, mentre la Via Grande connette il varco di Porta Santa Maria con la Piazza del Castello. La zona d’insorgenza è a forma di mandorla ricalcando però l’andamento a quadrilatero irregolare. Il Belvedere del Castello costituisce uno dei luoghi più panoramici del paese, uno spettacolo macchiato dal blu intenso dell’Adriatico. Del novero fa parte integrante il Bastione di Sant’Anna includente nella sua eclatante scenografia il Giardino Martiniano, che ospita in accordo con l’esclusiva Limonaia parecchi eventi anche in notturna. Passato sotto l’ala della Chiesa, il borgo ha goduto di un lungo periodo di pace e della costruzione della stazione che ha permesso a Marotta di assurgere a frequentatissima località di villeggiatura.

Fra strade acciottolate e agglomerati di vecchie casette un tempo abitate da poveri sudditi del ducato, ecco in pieno centro storico sorgere il magnifico Palazzo Comunale con la fiera Torre Civica: ha gli espliciti connotati di una residenza costruita in grande stile, con paramenti esterni completamente in muratura e merlatura guelfa. La Torre Civica possiede orologio e cella campanaria con il campanone di San Gervasio che spande l’eco dei suoi roboanti rintocchi. Lo scalone conduce al primo piano sino alla Quadreria Comunale ove fanno bella mostra di sé diversi ritratti ducali. Seguitando nella visita ci si imbatte nella teca di cristallo racchiudente la significativa fonte battesimale proveniente dall’Abbazia di San Gervasio (ch’è a pianta basilicale e a tre navate), e poi avanti sino alla Sala Grande nella quale imperversa la tela descrivente il Ratto d’Europa.

Camminando si arriva a toccare da vicino la raggiante bellezza del Complesso conventuale di Sant’Agostino, con accesso alla chiesa attraverso tre eleganti portali in arenaria. Tale luogo sacro ha ben dodici altari che convivono armoniosamente nell’aula unica e sprizzano arte a non finire: da ammirare allora l’Adorazione dei Pastori del XVI secolo, il seicentesco San Carlo Borromeo di Ernest De Scaechis, il Crocifisso policromo, la rinascimentale Crocifissione di Giuliano Presutti, la pala d’altare raffigurante la Vergine con i Santi Lorenzo e Stefano e così via in un tripudio d’estasi per gli occhi. Pregevole l’arioso chiostro del convento e molto interessante il Museo Civico posto nell’ala settentrionale, che ripercorre le tappe della storia comunale facendosi bello con lo sfoggio della curiosa macchina oraria realizzata nel 1858 da Pietro Mei e Angelo Galli.

La Collegiata di Santa Giustina riveste il preminente ruolo di Parrocchiale di Mondolfo e la sua costruzione risulta alquanto emblematica poiché ha richiesto oltre otto secoli di cantiere fra riprogettazioni, restauri, abbattimenti, riedificazioni e ampliamenti. L’ultima versione reca la data 1635 e la consacrazione è fatta risalire al 1760. La sua facciata in stile neogotico introduce la navata unica decorata con agghindamenti barocchi: anche in questo caso l’arte non lesina esempi di somma elevazione, vi sono molteplici quadri e soprattutto una vistosa statua cromata del XVII secolo ritraente Santa Giustina. A sovrastare internamente il portone d’ingresso sopraggiunge la cantoria ospitante il prezioso organo assemblato nel 1776 da Gaetano Collido.

Da non dimenticare, poi, l’Oratorio di San Giovanni Battista, custode di due pezzi esteticamente impeccabili: il primo è il baldacchino con la tela dell’Immacolata Concezione, il secondo è la statua coricata del Cristo Morto in legno intagliato e dorato, un simulacro che nella giornata del Venerdì Santo è protagonista della tradizionale processione per le vie del paese. Tra i dipinti vanno citati senza alcun dubbio le Stigmate di San Francesco e Salomè con la testa di San Giovanni Battista.

Dopo l’architettura castellare e quella ecclesiale, è venuto il momento di chiamare in causa le residenze nobiliari, o meglio i famosi palazzi dei notabili che hanno retto per secoli le sorti economiche di Mondolfo. Sono esse dimore gentilizie che ancora oggi rispecchiano in tutto e per tutto il lustro delle famiglie dirigenti, desiderose di avere una propria sede che le identificasse. Da vedere sono dunque Palazzo Giraldi della Rovere, Palazzo Peruzzi, Palazzo Beliardi e Palazzo Gallucci.

I dintorni di Mondolfo

Dal punto più verde della cittadina, ovvero il Parco della Rimembranza con le aiuole fiorite e il Monumento ai Caduti, ci si avvia verso un immediato hinterland che rivela ingenti coreografie paesaggistiche e luoghi altamente simbolici. Uno di essi è il Santuario della Madonna delle Grotte, meta di pellegrinaggio in cui è massima la devozione per un’effige della Madonna, artefice di reiterati miracoli. La Vergine ritorna come figura ampiamente venerata in ogni angolo della chiesa: nel 1997 l’allora Papa Giovanni Paolo II provvide personalmente a incoronare la statuetta della Madonna delle Grotte.

La bella Chiesa di San Sebastiano, consacrata a fine Cinquecento, trova nell’abside la massima espressione della sua estetica, il cui artistico tassello è rappresentato dalla Madonna col Bambino, San Francesco e San Sebastiano, tela dipinta nel 1757 da Sebastiano Ceccarini.

Apici naturalistici di Mondolfo si palesano la Pineta della Madonna delle Grotte e la pittoresca Valle dei Tufi.

Eventi, sagre e manifestazioni

Tra le testimonianze del foclore locale vanno ricordati eventi tradizionali e divertenti, la Spaghettata di primavera in ricordo dell’assedio della rocca da parte delle truppe medicee, e la Cacciata che nell’ultima domenica di luglio dà rilevanza alla rievocazione storica del torneo rinascimentale di “gioco del pallone al bracciale”, consuetudine ludica in auge nel Cinquecento presso le maggiori corti del territorio.

Come arrivare a Mondolfo

Bisogna percorrere in auto l’Autostrada A14 Bologna – Canosa, si esce al casello Marotta/Mondolfo e si prosegue poi sulla SS 16 Adriatica; i treni giungono alla stazione ferroviaria di Marotta – Mondolfo; l’aeroporto più vicino è il “Raffaello Sanzio” di Falconara in provincia di Ancona, distante appena 30 km dalla località.



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