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Loro Piceno (Marche): visita alla cittadina in provincia di Macerata

Loro Piceno, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

E’ da molti anni ormai che Loro Piceno si è affermata come meta turistica di conclamato interesse storico e culturale, luogo di tradizione, folclore e artigianato posto a ridosso della Valle del Fiastra in provincia di Macerata fra le dolci colline delle Marche.

Storia

La sua antica denominazione di Castrum Lori identificava un castello sorto in tarda età romana e passato durante il Medioevo all’Abbazia di Farfa, la quale preferì una struttura religiosa a una rocca militare affidando all’ordine benedettino l’erezione della prima chiesa del paese, intitolata a Santa Maria di Piazza. Prima di tal fatto, comunque, a impadronirsi del fortilizio furono i Lauri, gli antichi signori che garantirono un prosieguo al maniero, punto di riferimento per quello che riuscì assai precocemente a rivendicare una chiara identità comunale autonoma e completamente costituita. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Loro Piceno – che nel 1924 aveva conferito la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini – concedette numerose case coloniche ai fini dell’accoglienza di soldati inglesi e americani, e successivamente di prelati, suore e perfino ebrei da nascondere ai persecutori nazifascisti.

Cosa vedere a Loro Piceno

Per il borgo tutto questo è storia lasciata ormai alle spalle, eccezion fatta per un medievale ricordo infuso quotidianamente dall’alto castello a dominare un gomitolo urbano fatto di vicoli ciottolati, palazzi e casupole in cotto dorato soggetti di tanto in tanto a restauri che denotano una costante cura dell’abitato incastonato fra i ridenti crinali del tessuto geografico. Chi si avventura per le rigorose ma mansuete strade del paese, sappia che intraprenderà un viaggio indimenticabile fra i meandri di una parabola cittadina sempre in equilibrio fra antichità e modernità, come testimoniato da un impianto urbano ponderato e dal magnetismo attrattivo concreto quanto affascinante nelle sue striature suadenti.

Al centro storico si accede passando dall’Arco di Porta Pia, all’imbocco di via Vittorio Emanuele II, là dove un tempo sorgeva la Porta San Benedetto. Il vetusto Castello dei Brunforte fu dapprima residenza dei signori di Loro e, come già detto, domina Loro Piceno da una posizione leggermente sopraelevata, fondata su un terreno la cui presenza fitta di speroni rocciosi regala una visione aulica sulla roccaforte, che era dotata di cortina muraria alquanto imponente, oggi sopravvissuta solo in qualche resto chiaramente scorgibile.

A est del castello – presso il quale prende posto il Museo Civico delle due guerre mondiali - spunta la Torre della Vittoria alta 21 metri, ex Torre dell’Orologio con tetto a padiglione e cinque piani fuori terra: si dice che dal terrazzino del belvedere sia possibile scorgere 56 paesi frapposti fra i Monti Sibillini e il Mar Adriatico. Constatare che sia vero o no, questo tocca al turista. Passando al Palazzo Municipale, esso fu costruito verso la fine del ‘600 dall’architetto Pietro Agustoni e conta due spazi essenziali, il primo scandito da una sequela di portici magniloquenti, il secondo coincidente con una grande salone ornato di ritratti, specchi antichi e un lampadario di cristallo che lascia gli avventori a bocca aperta. Il Palazzo Municipale detiene anche l’intero bagaglio storico documentale che mappa il percorso esistenziale di Loro fin dagli albori del castrum, un archivio la cui mole di dati e carteggi risulta davvero imponente.

La valigia degli edifici sacri si profila pingue, tanto che non è esagerato un conteggio annoverante ca. una decina di strutture religiose sparse nel territorio comunale. Fra questi va evidenziata una selezione che fa emergere la grande vecchia Chiesa di Santa Maria di Piazza, che ancora conserva preziosi reliquari, decorazioni pittoriche, una pregevole croce astile monastica e un raro affresco della Madonna del Soccorso. Ecco poi la cinquecentesca Chiesa di Sant’Antonio da Padova, anch’essa ricolma di opere artistiche e dipinti vari, tele e un tabernacolo ligneo di eccezionale bellezza. La Chiesa di San Francesco venne consacrata addirittura nel 1372 e custodisce qualcosa come 10 altari, inclusa un’effige pittorica di una Madonna col Bambino.

Se prima si è menzionato il Museo Civico delle due guerre mondiali, non meno importanti devono essere considerati il Museo interattivo della tradizione locale e la Mostra permanente delle attrezzature e degli utensili per il vino cotto.

Già, il vino cotto rappresenta il prodotto principe di Loro Piceno, trattato attraverso un metodo di preparazione molto antico in cui alla pigiatura dell’uva segue la bollitura del mosto su grandi tegami di rame. Questo vino forte, dalle tonalità giallognole e ambrate e dal sapore un po’ acidulo, un po’ dolce ha sempre rapito i palati di chi ha avuto l’onore di gustarlo o anche solo assaggiarlo. Pensare che fra i primi estimatori di questa deliziosa bevanda c’è lo scrittore latino Plauto.

Eventi, sagre e Manifestazioni

Al vin cotto è dedicata ogni anno nel mese di agosto la rinomata Sagra del Vino Cotto, evento che dal 1948 si caratterizza come tripudio di festeggiamenti popolari grandiosi, sfilate di carri allegorici a tema bacchiano e tanta allegria conviviale.
In territorio comunale è possibile soggiornare a Villa Anitori, un relais con tanto di parco secolare annesso, area benessere, dieci camere e suites nonché un celebrato ristorante gourmet, tutto per un sogno di relax e splendore da vivere isolati fra le accomodanti colline del maceratese.

Come arrivare a Loro Piceno

Giunti a Macerata in auto, bisogna da lì prendere la SP 77, attraversare Sforzacosta, imboccare la SP 78 e dirigersi infine a Loro Piceno seguendo le opportune indicazioni; le stazione ferroviarie più prossime si trovano a Macerata e Civitanova Marche, collegate al paese da linee bus extraurbane; l’aeroporto di riferimento si trova ad Ancona, distante 70 km circa dalla località.

Cortesia foto: www.guidamico.it
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