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Acquaviva Picena (Marche), visita al borgo e alla sua fortezza

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Il territorio che abbraccia Acquaviva Picena non ha l’imponenza austera delle montagne, né lo splendore fresco del mare, ma se ne sta piuttosto in una via di mezzo, a ammirare di lontano le bellezze più suggestive delle Marche. Da una comoda postazione tra le colline, a un’altitudine di 359 metri, la cittadina può raggiungere con un solo sguardo la distesa blu del Mare Adriatico, la sagoma del Monte Vettore – cima più elevata dei Sibillini – e addirittura le montagne abruzzesi del Gran Sasso e della Majella, rese azzurrate dalla lontananza.

Ciò non significa che Acquaviva abbia qualcosa da invidiare alle altre località della regione: il paesaggio circostante della Valle del Tronto è più vero di una cartolina e più variegato di un dipinto, racchiuso tra la costa e i monti e a pochi chilometri da San Benedetto del Tronto. Sin dall’antichità l’uomo notò l’ospitalità di questa terra, attuale provincia di Ascoli Piceno: dell’età preistorica, in particolare dell’epoca picena, ci restano molti reperti archeologici, e non mancano gli oggetti di origine romana. Nel momento di sottomissione dei piceni ai romani, la zona poté mantenere una certa vitalità grazie alla vicina città di Castrum Truentinum, particolarmente fiorente.

Per la creazione di un vero e proprio centro abitato, tuttavia, si dovettero attendere le invasioni barbariche, infatti la minaccia di Longobardi e Saraceni convinse le genti della costa a rifugiarsi nell’entroterra, dando vita a varie realtà urbane. Una di queste era destinata a diventare l’Acquaviva di oggi: originariamente possedimento farfense, presto divenne feudo della famiglia Acquaviva che oltre a darle il nome vi edificò una grande fortezza nel XIII secolo.

La fortezza degli Acquaviva è tuttora una rocca medievale maestosa, tra le più grandi e più interessanti della regione, ristrutturata nel XV secolo ad opera di Baccio Pontelli e alla fine dell’Ottocento da Giuseppe Sacconi, quindi piuttosto dissimile dalle fattezze iniziali. Gli studi architettonici ci suggeriscono che nel medioevo possedesse un mastio ottagonale e un’alta cinta muraria con merlatura ghibellina, ma con l’introduzione in epoca moderna delle armi da fuoco venne dotata di mura più spesse e massicci torrioni, mentre il mastio assunse una forma a cilindro e vennero create le cannoniere, le archibugiere, le pusterle e le gallerie di ronda.
Oggi, dunque, gli ordini murari sono due. La rocca comprende una vasta corte centrale dotata di un pozzo, e ospita all’interno un interessante museo di armi antiche.

Ad Acquaviva Picena la devozione dei cittadini, forte sin dalla fondazione del primo borgo, è testimoniata da una grande quantità di edifici di culto. Da vedere la Chiesa Matrice di San Nicolò, fondata nel XVI secolo e rimaneggiata nel XIX, caratterizzata da un bel portale scolpito dagli artigiani ascolani. Ha una facciata a cornice orizzontale con timpano, è affiancata da un campanile a base quadrata culminante in una cuspide, e l’interno a croce latina a unica navata contiene opere d’arte pregevoli sia pittoriche che scultoree.
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Da vedere la duecentesca chiesa romanica di San Rocco, la più antica del paese, e la Chiesa di San Lorenzo del XVII secolo, nata come tempio agostiniano nel 1613. E ancora la chiesa di San Giuseppe, la chiesa della Madonna della Pietà, la chiesa suburbana di San Francesco con annesso il convento francescano fondato dal Santo stesso, e le chiese rustiche di Santa Maria delle Piane e di Santa Maria in Accubitu.

A colorire le atmosfere di strade e piazze cittadine ci sono numerosi eventi nell’arco dell’anno, che spaziano dalle feste popolari o religiose alle manifestazioni culturali, e raggiungono i risultati più accattivanti nel periodo estivo. In luglio e agosto la fortezza di Acquaviva ospita diversi spettacoli di danza e teatro, mentre un appuntamento imperdibile che coinvolge il centro del borgo si svolge tra la fine di luglio e l’inizio di agosto: è la rievocazione storica degli ‘Sponsalia’, con il tradizionale fidanzamento, il palio e il banchetto nuziale nel castello medievale. A metà agosto, per una settimana, si svolge in Piazza della Libertà la sagra dello spiedino e delle lumache.

Per raggiungere Acquaviva Picena si può contare su ottimi collegamenti stradali e ferroviari. Se si viaggia in auto bisogna prendere l’autostrada A14, in direzione Ancona se si viene da Nord e in direzione Napoli se si viene da Sud. Venendo da Nord si esce a Grottammare e si prosegue sulla SS16 attraversando San Benedetto del Tronto e seguendo le indicazioni fino alla meta, mentre nella direzione opposta bisogna uscire per San Benedetto del Tronto, attraversare la città e continuare sulla SP175 secondo i cartelli.
La stazione ferroviaria più vicina, da cui partono gli autobus per Acquaviva, è quella di San Benedetto del Tronto, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Pescara e di Ancona, rispettivamente a 75 km e 102 km dalla meta.

Giunti a destinazione si viene subito coccolati dall’abbraccio dolce del clima locale, piuttosto mite in ogni stagione, senza picchi sgradevoli di freddo o di afa. In gennaio le temperature medie vanno infatti da una minima di 3°C a una massima di 9°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 18°C ai 28°C. Le precipitazioni, scarse nella stagione estiva, toccano in picco massimo tra novembre e dicembre, quando piove mediamente per 9 giorni al mese.
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