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Treia, guida turistica al borgo della provincia di Macerata

Per Dolores Prato, poetessa e scrittrice italiana del Novecento, non c’erano dubbi: “Se Giacomo Leopardi fosse stato di Treia, avrebbe sentito lì il mistero dell’infinito”. Non sappiamo con certezza se il celebre recanatese avrebbe condiviso questa impressione, ma è certo che oggi, per i comuni turisti che esplorano il borgo marchigiano, è inevitabile avvertire una vertigine emozionante, data dal connubio di arte, storia, cultura e paesaggio. Treia, con i suoi 10 mila abitanti e la collocazione pittoresca delle casette, allineate su una stretta sella di arenaria affacciata verso la Valle del Potenza, è una cittadella dal sapore antico e lo spirito vivace, situata in provincia di Macerata, abbracciata da uno scenario naturale suggestivo e da una cinta imponente di mura turrite.

La fortificazione duecentesca è il simbolo del borgo, che impressiona immediatamente gli ospiti in arrivo, ma tutto il centro di Treia è un continuo dispiegarsi di bellezze variegate, di età e stili architettonici diversi, che spaziano dalle strutture medievali ai palazzi neoclassici. Fulcro del paese è la piazza della Repubblica, con la balaustra di ferro bianco disposta a fero di cavallo, costeggiata su tre lati dalla palazzina dell’Accademia Georgica progettata da Valadier, dal Palazzo Comunale del Cinquecento con il Museo Civico, e dalla Cattedrale settecentesca dedicata alla SS. Annunziata. Progettata dal discepolo del Vanvitelli Andrea Vici, la grande chiesa è custode di opere raffinate, tra cui una pala di Giacomo da Reanati.

Dalla piazza, gettando lo sguardo un poco più sotto, si ammira il muro di cinta dell’Arena Carlo Didimi, inaugurata all’inizio dell’Ottocento e successivamente dedicata al famoso giocatore di pallone. Da qui si può attraversare la Porta Garibaldi e iniziare un’ascesa tortuosa verso il punto più alto di Treia: viuzze contorte, come mosaici di ciottoli levigati dai secoli, si intrecciano tra le botteghe degli artigiani e gli scorci panoramici, sino a raggiungere la Torre Onglavina del XII secolo.

Chi invece conquista Treia entrando dalla Porta Palesio sfocia in piazza Don Cervigni, dove si possono ammirare la romanica chiesa di San Michele e la piccola chiesa barocca di Santa Chiara. Passeggiando sulle vie Roma e Cavour si scoprono edifici eleganti, ma si possono notare altre due chiese interessanti dedicate a San Francesco e Santa Maria del Suffragio e, tra di esse, il curioso palazzo che porta il nome di “La Rotonda”. Da vedere la casa di Dolores Prato, già citata scrittrice locale, e il teatro Comunale di inizio Ottocento.

Terminata la visita della cittadella si può lasciare il centro passando dalla Porta Vallesacco, e ci si può spingere nei verdeggianti dintorni alla scoperta delle borgate vicine. Merita una visita la località San Lorenzo, con il Santuario del Cricifisso, custode di un crocifisso quattrocentesco che secondo la leggenda sarebbe stato scolpito da un angelo ma che, a detta degli esperti, rivelerebbe la mano del grande Donatello.

Affaticati dalla camminata su e già per le vie di Treia, i turisti più golosi possono deliziare il palato con i prodotti squisiti offerti dalle cucine del paese. Il prodotto più caratteristico è il calcione, un calzone di pasta morbida cotto nel forno, molto diffuso nel periodo pasquale, con un ripieno saporitissimo a base di farina, uova, pecorino, zucchero e olio: il contrasto tra il dolce della pasta esterna e il salato della farcitura è un indescrivibile piacere dei sensi. Da assaggiare anche il ciauscolo, un salame a pasta morbida, e i vincisgrassi cotti al forno, e per completare il pasto con un dolce si può scegliere tra gli scroccafusi e la cicerchiata.

Per degustare simili bontà non c’è occasione migliore delle manifestazioni popolari, che gli abitanti di Treia non si fanno mai mancare. Tra gli appuntamenti più sentiti c’è la cosiddetta “disfida del bracciale”, che si tiene all’inizio di agosto e consiste in una gara, rigorosamente in costume, dello storico gioco del pallone al bracciale. Ma la festa più gustosa è la Sara del Calcione e del Raviolo di Treia, che si tiene a metà maggio e unisce la buona cucina allo spettacolo e all’intrattenimento.

Raggiungere Treia non è difficile, qualunque sia la vostra città di partenza e il mezzo di trasporto scelto per gli spostamenti. Chi viene da nord deve prendere l’autostrada A14 Bologna-Bari in direzione Ancona, uscire ad Ancona Nord e seguire la direzione Roma, poi continuare sulla SS76, uscire a Iesi Centro, continuare sulla SP9 verso Filottrano, attraversare Filottrano e seguire le indicazioni fino alla meta. Chi viene da sud, sempre dalla A14, deve invece procedere in direzione Napoli, uscire a Civitanova Marche, imboccare la SS77 verso Tolentino/Macerata, attraversare Sforzacosta e continuare fino a Treia seguendo le indicazioni. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Civitanova Marche, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Ancona, a circa 54 km di distanza.

Giunti alla meta verrete accolti da un clima temperato piuttosto piacevole, con temperature abbastanza miti. I valori medi di gennaio, il mese più freddo, vanno da un minimo di 1°C a un massimo di 9°C, mentre in luglio si passa dai 17°C ai 28°C. Unico neo le precipitazioni, che sono distribuite in maniera abbastanza omogenea nell’arco dell’anno e coinvolgono tanto l’estate quanto l’inverno: il picco massimo, tra la fine dell’estate e l’autunno, sono circa 84 mm di pioggia mensili.
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