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Vallo di Nera (Umbria): il borgo e i dintorni della Valnerina

Vallo di Nera, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Da un piccolo paesino della Valnerina scaturiscono grandi numeri e ancor più gratificanti riconoscimenti: gli esigui 400 abitanti di Vallo di Nera costituiscono un dato che potrebbe trarre in inganno, eppure questa località della provincia di Perugia in Umbria si è già guadagnata un notevole blasone entrando prima nella lista dei Borghi più belli d’Italia e poi nell’èlite de luoghi urbano premiati con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Storia

Vallo di Nera è il frutto dell’intensa romanizzazione che interessò il territorio umbro tra il IV e il II secolo a.C., un processo preliminare alla costituzione del feudo Castrum Valli acquisito nel 1177 dal duca di Spoleto Corrado di Hursligen. Nell’immediato futuro il borgo venne aspramente conteso in numerose occasioni, e questo per la posizione strategica in un’area dove era alquanto sensibile l’influenza dello Stato Pontificio e della stessa città spoletina. Vallo di Nera è Comune dal 1860.

Cosa vedere a Vallo di Nera

Le vestigia medievali sono tuttora rilevabili nel borgo antico, scandito da viuzze piuttosto strette e archi che ne accolgono lo sviluppo entro una concezione antica di reticolato urbano fatto di case compatte in pietra chiara, circondate dalle mura possenti e dalle torri che s’aprono grazie alla Portella (sopra la quale sorge la Casa dei Racconti, importante centro di documentazione della letteratura trasmessa per via orale, nei pressi del quale è accolta inoltre la Mostra degli Ammoniti per gli appassionati di fossili e geologia) e a Portaranne, da cui transitano oggi solo i pedoni. Il naturale incastonarsi di romanici edifici di culto conferisce certamente un’aura sacra al minuscolo paese, rimasto ancorato ai primigeni valori della sua realtà.

La Chiesa di Santa Maria Assunta si trova nelle prossime adiacenze del Castello, possiede una semplice facciata in stile gotico ed è pregna degli affreschi realizzati dagli allievi di Giotto, compreso la Processione dei Bianchi di Cola di Pietro di Camerino e composizioni stuccate di Francesco di Antonio da Ancona. Le campane sulla sommità della torre campanaria vengono ancora suonate in modalità manuale dai campanari locali. La Parrocchiale di San Giovanni Battista sovrasta da un alto colle l’intero abitato ed è per buona parte affrescata da Jacopo Siculo, autore dello splendido Transito della Madonna datato 1536, dell’Incoronazione della Madonna, dell’Annunciazione e del Cristo in pietà e simboli della Passione.

La Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria dispone di un piccolo campanile a forma di vela e il suo interno è nobilitato dalla presenza di una pala d’altare che raffigura lo Sposalizio mistico di Santa Caterina. Apposta per ultima abbiamo lasciato la Chiesa della Santissima Annunziata dell’Eremita, esemplare struttura a croce latina ma con cripta a croce greca che in frazione Piedipaterno esprime tutta la voglia del Comune di farsi notare ma solo in relazione alla sua storia, il vero incipit della propria esistenza.

Scrutando gli edifici minori, salta all’occhio l’Edicola della Madonna delle Forche, che si fregia di un affresco di Jacopo Zabolino raffigurante la Madonna, San Sebastiano e San Rocco inginocchiati in preghiera. I limitrofi borghetti di Roccagelli e La Forca colpiscono per le casette vuote e l’atmosfera quasi spettrale, dovuta al fatto che l’abitato venne abbandonato nel corso del Novecento e mai più ripopolato.

I dintorni e i prodotti tipici

Anziché farvi cogliere da un ingiustificato senso di lieve malinconia, o voi turisti, gettatevi nell’avventura sprigionata dall’hinterland di Vallo di Nera, percorso da numerosi sentieri che cuciono itinerari approntati per i grandi camminatori, gli escursionisti su due ruote e anche i più arditi sportivi outdoor, che potranno cimentarsi in tutta sicurezza nel rafting sul fiume Nera o nelle tortuose arrampicate lungo le pareti dei monti Bacugno e Coscerno.

Di recente, Vallo di Nera è entrata ufficialmente nel circuito delle migliori Città del tartufo, il prezioso fungo ipogeo che molti ristoranti della zona propongono in accordo a una cucina raffinata ma anche piuttosto rustica, promossa da strutture come la Locanda Cacio Re o La Taverna del Bordone, che non si lasciano certo sfuggire l’opportunità di solleticare adeguatamente un turismo interessato sì alle cose da vedere ma in egual modo alle delizie da mangiare. A giugno si svolge la mostra mercato Fior di Cacio dove potrete assaporare prodotti locali e non.

Come arrivare a Vallo di Nera

La SS Flaminia conduce a Spoleto, da cui si esce subito tramite la galleria di Eggi in direzione Norcia fino a Vallo di Nera; la stazione ferroviaria si trova ubicata a Spoleto sulla linea Roma-Ancona; l’aeroporto di riferimento è quello di Perugia.

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