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Castelluccio di Norcia (Umbria), il borgo e la fioritura sul suo altopiano

Castelluccio di Norcia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Se vi capitasse, vagando per le alture spettacolari dell’Appennino Umbro Marchigiano, di trovarvi in uno scenario incredibile di prati fioriti e borghi arroccati, non illudetevi di sognare ad occhi aperti: non è l’ambientazione di una leggenda, né l’illustrazione di un libro di fiabe. E’ quasi surreale, in effetti, la bellezza di Castelluccio di Norcia, frazione di Norcia in provincia di Perugia: questo villaggio umbro, popolato da poche centinaia di abitanti, avrebbe le carte in regola per ospitare cavalieri, stregoni, dame e folletti.

Niente di tutto ciò, tuttavia, si trova a Castelluccio: benché le leggende fiorite intorno al borgo siano innumerevoli, e talvolta si confondano realtà e fantasia, qui troverete una cittadina decisamente autentica, vera più che mai, fatta di dettagli affascinanti e sorretta da solide tradizioni. Ad incorniciarla c’è un panorama eccezionale: la cittadella se ne sta dritta sulla cima di un colle, a 1452 metri di quota, e sovrasta l’omonimo altipiano, uno dei più vasti dell’Italia Centrale e compreso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Di fronte all’abitato, come un guardiano impettito, se ne sta il massiccio Monte Vettore, con la sua mole di 2476 metri.

In questo scenario trovano spazio le attività economiche di un tempo, a cui si sono aggiunti settori più moderni: gli abitanti sono ancora affezionati alla pastorizia e all’agricoltura, in particolare alla produzione delle famose lenticchie di Castelluccio, ma anche il turismo è vivace per tutto l’arco dell’anno. In inverno i visitatori sono attirati dalla vicina stazione sciistica di Forca Canapine, mentre l’estate regala scorci magici di natura incontaminata.

Le bellezze naturalistiche, in effetti, sono una delle ricchezze maggiori di Castelluccio di Norcia, che si inserisce nello splendido Parco Nazionale dei Monti Sibillini fondati nel 1993, un’area protetta popolata da tante specie faunistiche quali il lupo, l’aquila reale e il falco pellegrino. Nel paesaggio, oltre al già citato Monte Vettore, si inserisce il Lago di Pilato, originato dal ghiacciaio invernale del monte e situato a 1941 metri di quota. Le sue acque turchesi, incredibilmente limpide, ospitano una colonia di minuscoli gamberetti detti Chirocefalus Marchesoni.

Se siete degli spiriti avventurosi vale la pena di esplorare la Grotta della Sibilla, a 2150 metri di altitudine, che secondo la leggenda sarebbe la dimora di una maga capace di predire il futuro, mentre i sognatori rimarranno affascinati dai piani carsici di Castelluccio, soprattutto il Pian Grande e il Pian Perduto, che tra la fine di maggio e l’inizio di luglio, in occasione della famosa fiorita, si riempiono di papaveri, fiordalisi e margherite danzanti alla carezza del vento.

Spostandosi nel cuore del paese vero e proprio si scoprono altre meraviglie, a partire dai resti della fortificazione cinquecentesca, di cui rimangono alcuni tratti e un portale. Ma gli edifici più nobili sono le due chiese del paese, le sole presenti nel centro a partire dal XVI secolo, quando venne fondata Santa Maria “fòri” le mura. All’interno di questa chiesa c’è una pregevole scultura lignea che raffigura la Madonna, realizzata nel 1499 dallo scultore norcino Giovanni Antonio di Giordano, ma nel 1980 è stata danneggiata in un tentativo di trafugamento, che le ha causato la perdita del Bambino Gesù e della mano sinistra. Più antica è la chiesa del Santissimo Sacramento collocata all’interno della cinta muraria.

Ma per le vie di Castelluccio c’è un’altra attrazione da non perdere, e non si tratta di edifici pregevoli né di monumenti storici importanti: sono le semplici case del borgo, che presentano sulle pareti esterne delle singolari scritte in calce bianca. Risalgono a una mattinata d’estate all’inizio degli anni Sessanta, quando i cittadini si svegliarono e trovarono delle frasi satiriche scritte sui muri, con cui veniva presa scherzosamente in giro una coppia di innamorati. Da quel momento l’usanza si diffuse in tutto il borgo, senza che i colpevoli venissero mai colti in flagrante, e oggi tutte le costruzioni del borgo presentano qualche battuta di spirito da leggere col sorriso durante le passeggiate.

Non è questa, però, l’unica tradizione che Castelluccio conserva del suo passato. In paese si può assistere per tutto l’arco dell’anno a un gran numero di manifestazioni ed eventi popolari, perfetti per divertirsi e togliersi ogni curiosità sugli usi e il folclore di questa terra generosa. Una delle occasioni più famose, forse la più celebre del borgo, è la cosiddetta “fiorita” della terza domenica di giugno, una grande festa dedicata allo sbocciare dei fiori sugli altopiani circostanti il paese: il celebre Pian Grande, ed i meno estesi Pian Piccolo e Pian Perduto. Un tempo laghi, questi bacini hanno perso le acque per fenomeni carsici: sul Piano Grande in fatti si trova il Fosso dei Mergani, che è in realtà una dolina carsica, provvista di inghiottitoio.

Un’altra tradizione ancora viva è quella del Pellegrinaggio di Santa Scolastica, che si svolge a fine giugno e ha lo scopo di ottenere dalla santa piogge abbondanti, per ottenere raccolti fruttuosi. Da non perdere la Festa della Cona della prima domenica di luglio, che celebra la pace stabilitasi tra Castellucciani e Gualdesi dopo la Battaglia cinquecentesca del Pian Perduto, e la festa di San Vincenzo della quarta domenica di luglio, dedicata al patrono del villaggio.

Nel corso di tutte le feste non è raro assaporare la specialità gastronomica di Castelluccio: sono le famose lenticchie coltivale negli altipiani carsici della zona, ad altitudini che sfiorano i 1600 metri, premiate recentemente con il marchio IGP per la salvaguardia del prodotto. Oltre ad essere una delizia per il palato, le lenticchie regalano ogni anno una splendida fioritura, che dopo un mese e mezzo dalla semina colora i campi di giallo, poi di rosso e infine di blu ciclamino.

La natura intorno a Castelluccio è ancora più godibile grazie al clima mite dell’Umbria, che accoglie i visitatori con inverni dolci ed estati soleggiate, calde rinfrescate da una brezza leggera. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, passano da una minima di 0°C a una massima di 9°C, mentre in luglio e agosto si va dai 15°C ai 30°C. Le precipitazioni, quasi assenti in luglio e nei mesi estivi, si mantengono sui 9 giorni di pioggia mensili nella stagione primaverile.

Per raggiungere Castelluccio di Norcia ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in auto e viene da Firenze o Roma deve imboccare l’autostrada A1 e uscire a Orte, poi prendere la superstrada verso Terni e dopo circa 35 km, superata Spoleto, svoltare per Norcia-Cascia. A questo punto si seguono le indicazioni per Norcia e da Norcia quelle per Castelluccio. Chi viene da Perugia, per raggiungere Terni e poi proseguire come sopra, deve prendere il raccordo Perugia/Orte E45 e uscire a Terni. Le stazioni ferroviarie più vicine al paese sono quelle di Spoleto, Terni e Ascoli Pieceno, da cui si può proseguire in autobus, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Perugia, Falconara e Fiumicino, rispettivamente a 114 km, 131 km e 240 km dalla meta.

Foto wikipedia, cortesia: Peter Foster,
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