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Le foto di cosa vedere e visitare a Gradoli

Gradoli (Lazio): visita a Palazzo Farnese e al centro storico

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Una popolazione di soli 1.300 abitanti qualifica Gradoli come pacifico borgo piuttosto incurante della modernità che lo circonda. In prossimità del lago di Bolsena non può chiedere niente di più in termini di contatto con la natura e splendore paesaggistico, elementi molto forti nella Tuscia cui fa da capoluogo Viterbo, distante dal paese ca. 35 km.

Questo docile agglomerato vive di turismo e agricoltura e la collina sulla quale s’erge a dominare parte del territorio è tempestata di vigneti e uliveti che danno adito alla produzione di ottimo olio extravergine d’oliva e vini rigorosamente DOC come l’Aleatico, anche nelle versioni Liquoroso e Riserva. Tra i prodotti della terra sono da ricordare i fagioli del Purgatorio, protagonisti assoluti della giornata del mercoledì delle ceneri

Storia

Di origini piuttosto incerte, è sicuro che Gradoli crebbe come abitato nel Medioevo a partire dal 1113, quando la celebre Matilde di Canossa cedette alla Chiesa molti suoi domini, e tra questi Castrum Gradolarum. Va da sé, a intendere dal nome datogli, che il feudo prevedeva l’imponenza di un castello ritenuto un primo punto di riferimento militare eletto bastione di difesa dotato di una perimetrale cinta muraria, cui se ne aggiunse una seconda verso la fine del Duecento.

Il territorio interessava parimenti a Orvieto e allo Stato Pontificio, ergo non mancarono screzi e motivi di schermaglie politiche che crearono una pericolosa alternanza d’egida, sotto la quale Gradoli guadagnò se non altro il titolo di Comune con due padroni molto volubili, precedenti alla casata Farnese, che diede un po’ di sana stabilità a Gradoli. La storia ci riporta un episodio curioso della cronaca italiana, secondo cui il 2 aprile 1978 venne organizzata una seduta spiritica per scoprire dove fosse tenuto nascosto il senatore Aldo Moro, sequestrato dalle Brigate Rosse. Alla seduta parteciparono tra gli altri Mario Baldassarri e Romano Prodi: pare venne fuori il nome di Gradoli, riferito però non al paese ma all’omonima via di Roma nella quale fu scoperta una base dei brigatisti.

Cosa vedere a Gradoli

Da vedere c’è e non poco, cominciando da Palazzo Farnese, progettato da Antonio da Sangallo per fargli assolvere il prestigioso ruolo di residenza estiva di papa Paolo III. Sorto sui resti del vecchio castello, è stato anche convento dei Padri Filippini per un ristretto periodo di tempo, poi fu nell’ordine scuola, poliambulatorio, sede associativa e Municipio, finché il Comune non si decise ad attribuirgli un preciso valore connesso allo straordinario fascino e carisma di punto d’interesse turistico, reso ancora più bello dopo i recenti restauri e arricchito dal Museo del Costume Farnesiano che vi si trova all'interno. Diviso in sette sale, è stato inaugurato nel 1998 per celebrare visivamente il patrimonio del paese con riproduzioni di abiti, armi, utensili, accessori e gioielli in voga fra Quattrocento e Seicento. Il percorso espositivo mette d’accordo tutti, famiglie e bambini compresi, intrattenuti a dovere dai cimeli del tempo antico.

La Collegiata di Santa Maria Maddalena risale al 1296, ma l’aspetto attuale del complesso si deve a modifiche successive alla prima costruzione, modifiche che hanno interessato la facciata e il campanile formante il corpus strutturale. Le tre navate interne sono separate da sei pilastri in finto marmo venato, e fra questi prendono posto il pulpito in noce scuro, i confessionali, il coro, i lampioni processionali e ben sei altari dedicati al Purgatorio, a San Francesco, Madonna del Rosario, Sant’Andrea, San Carlo e il Santissimo Crocifisso.

... Pagina 2/2 ... Un gruppo pregevole di affreschi monografici sulla Passione di Cristo sono raccolti dal Museo di Arte Sacra, che annovera anche paramenti liturgici e diversi suppellettili. Di poco decentrata, si palesa la Chiesa di San Magno, costruita dall’Ordine dei Cavalieri di Malta sulle rive del lago di Bolsena. Ha una copertura a capriate tipica del Quattrocento, un piccolo campanile a vela sul tetto e tre altari all’interno. Quanti altri edifici sacri si possono contare… molti e tutti con una storia e un’aneddotica apprezzabili. Fra questi ricordiamo la Chiesa di San Vittore (con il dipinto della Madonna di San Vittore), le chiese di Sant’Egidio, Sant’Antonio Abate, Madonna della Quercia e San Rocco.

Sono essi luoghi di culto più marginali rispetto al centro storico vero e proprio, visitabile partendo idealmente da Piazza Vittorio Emanuele, dove la fontana a fuso con mascheroni cattura immediatamente lo sguardo. Successivamente si scoprono la Casa Canonica e la Casa di Horatio Romano, la piccola Chiesa di San Michele Arcangelo e quanto resta della Chiesa di San Giovanni Decollato. Dopo Palazzo Galeotti, si rivela l’antica cisterna medievale e, oltre la piazzetta rinascimentale, la Chiesa di San Pietro in Vinculis.

Eventi e manifestazioni

Tra gli eventi in voga nel corso dell’annata gradolese si contano il Pranzo del Purgatorio il Mercoledì delle Ceneri (preceduto dalla sfilata in paese degli Incappucciati in cerca di questue alimentari da impiegare nella festa), le Tentavecchie (stuoli di bambini percorrono le strade del borgo facendo baccano così da svegliare la notte del 3, 4 e 5 gennaio la Befana), infine le estive feste patronali dedicate a Santa Maria Maddalena e San Magno (22 luglio e 19 agosto).

A cavallo fra luglio e agosto imperversa la Sagra dell’Aleatico. Non ha invece una propria celebrazione il fagiolo del Purgatorio, coltivato da secoli secondo metodo agreste tradizionale e portato in trionfo sulle tavole del Pranzo del Purgatorio, servito con riso in brodo e zuppa di pesce.

Come arrivare a Gradoli

L’autostrada A1 e la Roma-Civitavecchia sono le più vicine, uscendo conseguentemente a Orvieto od Orte con le rispettive stazioni ferroviarie di riferimento, inclusa Viterbo) e percorrendo la SS Aurelia o la Castrense; Viterbo è collegata a Gradoli dalle autolinee COTRAL; gli aeroporti di Roma sono quelli di riferimento.

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