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Valentano (Lazio): visita al borgo sul Lago di Bolsena

Valentano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Distante 33 km dal capoluogo Viterbo, Valentano è la cenerentola medievale d’impianto tufaceo che inorgoglisce l’Alta Tuscia laziale a due passi dal lago di Bolsena, area d’eccezionale richiamo turistico insieme al lago di Mezzano, compreso nel territorio comunale.

Storia

Di probabile origine etrusca, questo borgo deriva il proprio nome da tale Valente, potente signore che la possedette in tempi antichi. Sebbene si siano nel tempo riesumate vestigia romane e alto medievali, il paese si affermò a partire dal 1354 sotto l’egida della famiglia Farnese, che promosse l’edificazione della Rocca e delle tante chiese oggi presenti, insomma opere monumentali per la cui qualità i cittadini sono ancora grati e riconoscenti.

La casata potè vantare anche un pontefice, quell’Alessandro Farnese destinato a diventare papa Paolo III. Nel 1731, in seguito all’abbandono di Valentano da parte dei Farnese, la Rocca divenne un monastero di clausura fino al 1930. Durante i moti risorgimentali, il paese ospitò una guarnigione di zuavi pontifici che entrarono in conflitto con le truppe garibaldine quando ormai i giochi per l’unificazione erano pressoché fatti.

Le due guerre mondiali falcidiarono la popolazione a causa dei molti abitanti arruolati nell’esercito e impiegati al fronte, dove trovarono la morte in parallelo a molti civili. Ciò nonostante, i valentanesi hanno seguitato ad aggrapparsi con tenacia a una fede religiosa inesauribile, imbastendo su di essa ogni sacrificio, lavoro e tradizione. Simbolo di tale ideale ostinazione è il famoso "solco dritto", che viene tracciato ogni vigilia di Ferragosto all’alba (nell’ambito di una grande festa di matrice etnografica) lungo la piana di Valentano a sancire un’alleanza sacra e un rapporto inviolabile con la terra che, essendo di origine vulcanica, produce qui un legume dalle straordinarie proprietà organolettiche e dal sapore intenso, il cece del solco dritto, coltivato in 9 ettari di terreno da ben 5 aziende locali che sono in grado di raccogliere ca. 137 quintali l’anno destinati alla vendita. Le ricette con quest’ingrediente abbondano, vedesi la minestra di ceci e l’insalata di ceci, che spesso accompagnano altre gustose pietanze quali l’agnello “a bujone”, i tortelli di ricotta dolce, la biche al tonno e i tozzetti con noci e nocciole.

Cosa vedere a Valentano

Per la sua splendida posizione fra lago e mare (dista dal Bolsena appena 6 km, dal Tirreno 30), il comune si è guadagnato il soprannome di “terrazza fra lago e mare”, identificato inoltre dalla Regione Lazio come centro a prevalente economia turistica. In effetti le attrazioni qui non si contano, ad esempio una natura incontaminata, l’aria salubre e, più concretamente, gli afflati del lago di Mezzano, intorno al quale molti villaggi palafitticoli sorti durante l’Età del Bronzo hanno trovato nuova vita e continuano a essere studiati da ricercatori e archeologi.

La Rocca Farnese si colma di affreschi, fregiandosi della sontuosa scala santa e di una panoramica torre ottagonale che suggella il suo essere sede del Museo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese.

D’impianto civile sono il rinascimentale Palazzo Municipale, la Porta Magenta disegnata dal Vignola, Palazzo Vitozzi e Palazzo Cruciani in via Carlo Alberto, dove nacque il celebre matematico Paolo Ruffini. Molto scenografici i giardini di San Martino, che offrono una panoramica assai suggestiva.

L’apparato ecclesiastico conta numerosi edifici simbolo dell’abitato come la Collegiata di San Giovanni Evangelista con tele di Pietro Lucarelli e Corrado Giaquinto più un affresco realizzato da Marcello Venusti (allievo di Michelangelo Buonarroti), la Chiesa di Santa Maria con le statue dell’Ecce Homo, la Madonna della Coroncina e l’affresco della Madonna della Rosa, la Chiesa di Santa Croce con Maria in trono con bambino e flagellanti, infine il Santuario di Santa Maria della Salute.

Come prima detto, la tradizione a Valentano è molto viva ed è il motivo per cui alcune feste non sono mai morte, rimanendo in auge nei secoli: il Venerdì Santo è celebrato tramite processione e rappresentazione della Via Crucis, il Lunedì dell’Angelo promuove la Festa dell’Annunziata con annessi i consueti giochi popolari, infine il binomio luglio/agosto vede susseguirsi diverse manifestazioni, celebrazioni e l’imperdibile rievocazione del Palio del Ducato di Castro. La terza domenica di maggio imperversa la Fiera del Cedro.

Come arrivare a Valentano

In auto da nord, si percorra la A1 uscendo a Orvieto, da sud uscendo ad Attigliano; percorribili inoltre la SS 1 Aurelia e la SS 2 Cassia, la SS Castrese o la SP Varentana; le stazioni ferroviarie più vicine risultano essere quelle di Montalto di Castro (linea Grosseto-Roma), Viterbo-Porta Fiorentina (Viterbo-Roma), Orvieto (Firenze-Roma) e Orte (Firenze-Roma), tutte collegate dalle autolinee Cotral; l’aeroporto di Roma Fiumicino risulta il più conveniente.

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