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Le foto di cosa vedere e visitare a Latera

Latera (Lazio): il paese tra i laghi di Bolsena e Mezzano

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A 42 km da Viterbo spunta come un fiore in primavera lo splendente borgo di Latera, nucleo urbano di 1.025 abitanti posto a poca distanza sia dal confine fra la Toscana e il Lazio, sia dal Lago di Bolsena, sito naturalistico d’accentuato richiamo turistico insieme al Lago di Mezzano, anch’esso raggiungibile a piedi.

Il paese ha uno sviluppo a chiocciola in salita su un colle compreso in una vallata di origine vulcanica che va a formare un territorio geologicamente molto interessante, caratterizzato da un’alta concentrazione di materiale laterizio, come d’altronde indicherebbe il nome della località, derivato dal latino later, lateris, che significa “mattone”.

Storia

Nata sotto il vessillo etrusco, Latera divenne romana prima di subire l’invasione di Ostrogoti e Longobardi, quest’ultimi autori dell’edificazione della primigenia rocca, oggi scomparsa poiché andata distrutta nel corso delle incursioni operate da Ludovico il Bavaro.

Il titolo di Comune venne acquisito nel XII secolo, quando Latera si trovava nel bel mezzo di un’aspra contesa fra Orvieto e lo Stato Pontificio, che nella persona di papa Gregorio XII pose Ranuccio Farnese a capo del vicariato: la scelta diede ragione al Pontefice in quanto la famiglia si dimostrò estremamente abile e raziocinante in relazione al suo governo, fatto di leggi ad hoc volte a tutelare il territorio e le classi meno abbienti come gli agricoltori, inoltre si diede avvio alla costruzione dell’acquedotto, opera tanto utile quanto necessaria che ancora adesso sopravvive rifornendo la cosiddetta Fontana del Duca.

Cosa vedere a Latera

A quel particolare periodo risale il Palazzo Ducale, eretto nel XVI secolo dai Farnese insieme alla Chiesa di San Clemente. Nel 1668 il ramo dei vicari si esaurì e il borgo tornò sotto egida governativa del Vaticano, con il quale arrivò a beneficiare dell’Unità d’Italia in seguito a un Risorgimento piuttosto tumultuoso.

Latera è oggi appetibile ai turisti specialmente per la sua parte più caratteristica, il borgo medievale, suggestivo con le piccole vie ma anche le più lunghe arterie che lo attraversano, vedesi Corso Vittorio Emanuele II fra Piazza IV Novembre e la Fontana Ducale già menzionata. Si tratta di un crogiuolo di casupole che nel Medioevo stratificavano la società per livelli e le stesse abitazioni contavano di più piani, con le stanze ai superiori, stalle, cantine e cellai agli inferiori. Il borgo è diviso in quattro rioni, rappresentati da altrettante peculiari fontane, Canale, Piscero, Ponte e Trinchieri.

Al periodo quattrocentesco appartiene la modesta Chiesa di San Rocco, intitolata al patrono degli appestati (era il tempo della prima grande peste in Europa, precedente a quella che falcidiò la popolazione nel famigerato 1630). Esternamente non comunica molto se non un minimalismo evidente, ma l’interno riserva certamente qualche sorpresa in più come l’altare in marmo monoblocco e l’affresco del Santo con una ferita al ginocchio e un cagnolino bianco seduto vicino.

La Chiesa di San Clemente corrisponde alla Parrocchiale del paese, ha origini romaniche ma è stata rifatta nel 1598, mentre il campanile si rifà al settecentesco progetto dell’architetto Ridolfi. La semplicità della facciata intende introdurre placidamente un interno di più artistico spessore, diviso in tre navate di cui quella centrale gode di una splendida copertura lignea a cassettoni e conduce all’altare con la pregevole pala di scuola romana raffigurante San Clemente. Sulla destra, invece, risaltano le tele con la Madonna del Carmine e San Carlo, San Giovanni decollato, la Madonna del Rosario, un Crocifisso e Sant’Angelo martire.
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Nella parte sinistra domina su tutto il crocifisso in legno scolpito, donazione della famiglia Farnese. Battistero e organo suggellano un ambiente sacro di notevole impatto visivo. Esternamente al nucleo urbano si trovano la Chiesa di San Sebastiano e la Chiesa della Madonna della Cava, che si fregia di una Madonna con Bambino, unico cimelio della vecchia chiesa abbattuta nel corso della seconda guerra mondiale e poi ricostruita nel monumento che possiamo ammirare oggi.

Se vi capita di venire da queste parti, non scordatevi di visitare il Museo della Terra, ospitato da un vetusto granaio cistercense del XII secolo, inaugurato nel 1999 ed esponente ca. 2.000 oggetti legati alla vita contadina e artigiana, una costante dell’economia locale.

Eventi, Sagre e Manifestazioni

Tanti gli eventi che animano il borgo, a cominciare dalla Festa di Sant’Angelo a inizio settembre, seguita dalla Sagra del Marrone di Latera a ottobre (ultime due domeniche).

Di pura antichità si ammanta la Processione del Cristo Morto che si svolge la sera del Venerdì Santo tra le vie buie del paese, illuminate da ceri impugnati da oltre 100 personaggi in costume accompagnati dal tradizionale coro delle confraternite, intonate in stile gregoriano.

In estate spazio alla rievocazione storica del Bivacco Medievale e alla Sagra del Pizzicotto, tipica pasta di farina e acqua tirata a mano che in loco viene preparata spesso. Caratteristica la Befanata laterese alla vigilia dell’Epifania, quando Befano, Befana e il Banditore si ritrovano in paese per far visita casa per casa agli abitanti, ricevendo come piccolo pensiero soldi, panettoni e spumanti, premi che hanno sostituito carne e salsicce.

Come arrivare a Latera

L’autostrada A1 e la Roma-Civitavecchia sono le più vicine, uscendo poi a Orvieto od Orte (dove si trovano peraltro le stazioni ferroviarie di riferimento, la terza delle quali è a Viterbo) e percorrendo la SS Aurelia o la Castrense; Viterbo è collegata a Latera dalle autolinee COTRAL; gli unici aeroporti disponibili prossimi alla località si trovano a Roma.


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