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Minturno (Lazio) visita alla culla della Cittą Eterna

Minturno, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Culla della Città Eterna, approdo di popoli lontani e fulcro della civiltà italica, il Lazio è una regione mitica sin dall’alba dei tempi, quando navi straniere toccavano terra e entravano in contatto con i Romani. Anche Minturno, città della provincia di Latina con circa 19 mila abitanti, è uno scrigno di segreti che affondano le radici nel passato: è quanto testimonia il suo nome, che secondo gli studiosi deriverebbe da ‘Minothaurus’, il dio cretese di tradizione greca, e per altri verrebbe da ‘Mintur’, ovvero ‘sole bruciante’, a sottolineare l’ambientazione mediterranea della città.

Qualunque sia l’origine del suo nome, Minturno se ne sta adagiata alle propaggini litoranee e meridionali dei Monti Aurunci da lunghissimo tempo, e nei secoli ha visto mutare l’aspetto e le atmosfere del sud del Lazio, cambiando volto a sua volta ma mantenendo sempre quell’alone di mistero antico che la contraddistingue. Accanto alle testimonianze storiche si sono aggiunte le strutture turistiche, immancabili in una meta balneare come questa, con le confortevoli spiagge lambite dal Tirreno ed estese sino alla foce del Garigliano.

Il nucleo urbano più consistente ricopre una collina – dove un tempo sorgeva la medievale località di Traetto, oggi assorbita da Minturno – e raggiunge le frazioni costiere di Scauri e Marina, mentre al di fuori del centro, sulla riva orientale del Garigliano, ci sono i resti dell’antica città di Minturnae.
L’area archeologica comprende gran parte della vecchia città portuale: l’imponente teatro romano risalente al I secolo d.C, in cui annualmente si svolge tuttora una prestigiosa stagione di spettacoli, ma anche frammenti originali della via Appia, le vestigia del Foro Repubblicano, del Foro Imperiale e del complesso termale del II secolo d.C. Al di sotto dell’antico teatro è allestito un interessante museo archeologico, che custodisce statue, sculture, vecchie monete, ex voto ed epigrafi di diverse epoche.

Disseminate nel centro di Minturno ci sono altre testimonianze storiche degne di una visita, più recenti dell’area archeologica, ma preziose per conoscere la storia locale e comprenderne il gusto architettonico. Da vedere il Castello Baronale del IX secolo, in cui soggiornarono vari importanti personaggi come San Tommaso d’Aquino, Isabella Colonna e Giulia Gonzaga, mentre tra gli edifici di culto spicca la chiesa di San Pietro dell’XI-XII secolo. A croce latina, suddivisa in tre navate, la chiesa è arricchita da alcune colonne prelevate dall’antica Minturnae, presenta un raffinato soffitto a cassettoni e custodisce alcune opere di grande valore: basti citare l’Ultima Cena dipinta da Andrea Sabatini da Salerno, la Cappella del Sacramento di metà Cinquecento e la statua della Madonna delle Grazie del 1825.

Altre chiese interessanti sono quella di San Francesco, del 1363, con l’affresco della Madonna delle Grazie sulla parete di destra, e la chiesa dell’Annunziata del XIV secolo, con una bella Crocifissione dipinta all’interno dell’abside nel 1333, probabilmente ad opera della scuola giottesca.

Molti monumenti e edifici storici si trovano a Scauri, la località più estesa, popolosa e conosciuta di Minturno. Qui, accanto alle spiagge attrezzate e accoglienti, si possono ad esempio osservare i probabili resti della villa di Marco Emilio Scauro, console romano, ma anche diverse torri costiere comprese nell’Area Protetta del Parco Regionale Riviera di Ulisse: sono la Torre dei Molini del XIV secolo, creata per difendere le macine anticamente azionate dal Rio Capodacqua, e la Torre Quadrata o ‘dei Cavalieri’ sul Monte d’Oro, del XVI secolo.
Nella stessa località, lungo il corso della via Appia, ci sono i resti del muro perimetrale della Cartiera di Scauri, fabbrica fornitrice del Regno di Napoli.

L’altra frazione balneare è la Marina di Minturno, che agli ampi arenili affianca i resti della già citata Minturnae romana, e un programma ricco di manifestazioni nel corso dell’anno, specialmente a carattere popolare e religioso. La domenica successiva al 16 luglio si celebra la ricorrenza della Madonna del Carmine, e contemporaneamente si svolge la Festa della Pacchiana, folcloristico omaggio al costume tipico locale che venne utilizzato dai paesani in occasione delle nozze tra Maria José e Umberto di Savoia.

Anche nelle altre località di Minturno le occasioni di festa non mancano mai. Tra gli appuntamenti più caratteristici ci sono i Carnevale di Scauri, la rievocazione storica medievale della prima settimana di maggio, i festeggiamenti di Pasqua, e la Sagra delle Regne che con la sfilata di carri votivi è dedicata ai covoni di grano e si tiene in luglio. Da non perdere la festa di San Nicandro Martire a Tremesuoli, a metà agosto, e la festa del mare di Scauri, con il suggestivo corteo di barche e i fuochi d’artificio sull’acqua. In dicembre ci sono il ‘Natale al Castello’, un mercatino a tema, e il presepe vivente nel borgo.

Il clima è mite e sempre gradevole, come si addice a una località balneare che offre anche attrattive culturali e artistiche, da godere in ogni mese dell’anno e non solo in piena estate: le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 1°C a una massima di 11°C, mentre in luglio e agosto, i mesi più caldi, si passa dai 16°C ai 30°C. Le precipitazioni, ridotte nella stagione estiva, si concentrano in autunno e inverno e toccano il picco massimo in novembre, quando cadono in media 202 mm di pioggia.

Per arrivare a Minturno ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in auto deve percorrere l’autostrada del Sole A1, uscire a Cassino e seguire le indicazioni, mentre la stazione ferroviaria di Minturno-Scauri si trova sulla linea Roma-Napoli. L’aeroporto di Napoli Capodichino è a 82 km circa da Minturno, l’aeroporto di Roma Ciampino è a 148 km e quello di Roma Fiumicino è a 175 km.
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 Pubblicato da - 17 Settembre 2010 - © Riproduzione vietata

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