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Cisterna di Latina (Lazio): visita alla cittą dell'Agro Pontino

Cisterna di Latina, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Storia, morfologia e destino sono insiti nel suo nome la cui antichissima derivazione rivela molteplici tratti dell’attuale fisionomia. Cisterna di Latina è nel Lazio una vera e propria autorità comunale che nell’Agro Pontino ed entro la provincia costituente il suo “complemento di specificazione” raccoglie un bacino totale di quasi 37.000 abitanti. Saremmo subito ansiosi di scoprire e comunicare tutte le sorprese di questo vetusto borgo, ma non è forse vero che l’attesa del piacere è essa stessa il piacere?

Storia ed origine del nome

Il nucleo urbano completo e delimitato sboccia in tutta la sua pienezza in epoca romana con il nome di Tres Tabernae, una località che lungo la conosciuta Via Appia fungeva da luogo di sosta per i viaggiatori ma altresì sviluppato centro agricolo e commerciale. Già alle soglie dell’anno Mille, tuttavia, dovette far fronte alle depredazioni e ai saccheggi dei Saraceni, cui si andarono a sommare le violente incursioni delle milizie di Federico I Barbarossa e di Ludovico IV il Bavaro.

Nel Quattrocento fu la potente famiglia Caetani ad amministrarne il feudo fino a Settecento inoltrato; il secolo successivo Tres Tabernae diventò Cisterna (si racconta che un serbatoio d’acqua venne costruito su volere dell’imperatore romano Nerone per il rifornimento di Anzio), implementato in Cisterna di Roma, declinato in Cisterna di Littoria e definitivamente in Cisterna di Latina dopo il 1946, quindi dopo la dittatoriale egida fascista, lo sbarco di Anzio e la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Cosa vedere a Cisterna di Latina

Nonostante alcuni edifici non abbiano retto l’impeto del tempo e le frequenti incurie, la cittadina ha conservato un patrimonio incredibile fatto di palazzi, chiese e monumenti da osservare con molta attenzione e visitare con perizia. Palazzo Caetani è fra i più sensazionali: risalente al 1564 e commissionato da Bonifacio Caetani all’architetto Francesco da Volterra, che sfruttò parte dell’impianto della vecchia rocca Frangipane per erigere qualcosa di unico, un complesso costituito di due torri e un cortile interno annessi a un corpo di fabbrica più volte restaurato a seguito delle devastazioni arrecate dal secondo conflitto bellico.

La bellezza delle sue decorazioni, il mistero dei sopiti affreschi e la sua corte ne fanno una location ideale per manifestazioni (l’estivo Cisterna Film Festival), convegni, ritrovi culturali (vi hanno sede la Biblioteca comunale e la Pinacoteca Civica) ed esposizioni (il Museo dei Butteri e del Cavallo).

L’aspetto sicuramente più suggestivo della dimora risiede nelle gallerie ipogee che dal palazzo si diramano per chilometri tracciando svariati cunicoli sotterranei all’intero centro urbano: le Grotte di Palazzo Caetani – come vengono ormai chiamate – risultano per buona parte ancora inesplorate per via della difficoltà di seguirne il percorso, eppure alcuni segmenti sono oggi aperti al pubblico e resi fruibili per visite guidate.

La residenza affaccia su Piazza XIX Marzo, il punto di riferimento dei cisternesi, un’area tappezzata di verde ma anche di tracce che enunciano l’antica funzione di zona di sosta dei cavalli e deposito del grano. Grazie al divieto di traffico automobilistico, la piazza (dedicata al giorno 19 marzo 1944, una 24 ore tragica in quanto la città venne sfollata dalle truppe naziste) può liberamente mostrare agli avventori la stilizzata Fontana Biondi, spettacolare come la scena che descrive: vi ritroviamo in cima la raffigurazione scultorea della dea Feronia con in mano un ramo d’ulivo e trionfante sul demone incatenato che simboleggia la malaria sconfitta.

Meno celebrati ma comunque molto belli da vedere sono il Palazzo Municipale, il gentilizio Palazzo Calabresi, il cinquecentesco Palazzo Renzi e il coevo Palazzo della Confraternita delle Anime del Purgatorio.

Sulla piazza protende la Chiesa di Santa Maria Assunta, inizialmente costruita dai Caetani nel ‘500 ma riedificata dopo il secondo ciclone bellico. Mantenendo la veste neoclassica e la suddivisione in tre navate, accoglie all’interno la canoviana statua marmorea ritraente San Rocco e il ligneo crocifisso settecentesco. Sono essi i pezzi più antichi sopravvissuti alle distruzioni, così pochi da indurre i diocesani a richiedere l’intervento di eminenze artistiche per sopperire al vuoto creatosi: vennero dunque realizzati pezzi di più moderno costrutto come il crocifisso absidale in ceramica, il ciclo di bassorilievi storici e la volta stellata.

La Chiesa di Sant’Antonio Abate è inscritta nel complesso conventuale che vale la pena visitare in primis per gli affreschi dei fratelli Zuccari, il chiostro centrale e le grotte ipogee. La Chiesa di San Francesco d’Assisi ha sposato la modernità, risale infatti al secondo dopoguerra con consacrazione ufficiale nel 1963. Dello stesso periodo è la Chiesa della Madonna dell’Olmo, mentre al 2010 risale la Chiesa di San Valentino.

Il Giardino della Ninfa

La ricchezza di monumenti commemorativi fa di Cisterna di Latina una località dove la memoria s’imprime ovunque mantenendo vivo il ricordo di molti caduti e cittadini che con il loro sacrificio hanno preservato l’incolumità delle nuove generazioni. Di diversa monumentalità è il Giardino di Ninfa, un comprensorio naturalistico identificabile con un elegante e folto giardino all’inglese sorto sulle rovine della gloriosa città medievale di Ninfa. Fra le sterminate aiuole, i ruscelli e le alte siepi si possono ammirare i ruderi del vecchio borgo, resti di mura, rovine castellari e pareti ecclesiali su cui piante rampicanti disegnano motivi suggestivi. Aceri, ortensie, pioppi, gelsomini e svariate altre specie botaniche incorniciano un cuore che ancora sembra pulsare risvegliando costantemente flora e fauna e trapiantandoli in un incanto da paradiso dell’eden. Gli otto ettari del giardino sono a loro volta inglobati in una corona di 1.800 ettari che dal 1976 è oasi posta sotto tutela del WWF per lo straordinario censo meravigliosamente serbato. Ai margini timido fa eco un corollario di espressioni collaterali tradotte con la Tenuta di Torretta Vecchia e il Bosco di San Biagio, ex riserva di caccia utilizzata dai Caetani.

Dopo aver visto tutto ciò, non rimane che intrattenersi passeggiando in lungo e in largo per i quartieri che compongono come le note su un pentagramma Cisterna di Latina: caratteristici Sant’Antonio-La Villa (vi si trova il già citato convento abbandonato di Sant’Antonio Abate), Cisterna Vecchia (centro storico), L’Annunziata (prende il nome dall’omonima cappella ove in passato si usava festeggiare il Lunedì dell’Angelo) e San Valentino (il quartiere più popolato e frequentato). In località Borgo Flora si coltiva il kiwi: data l’alta produzione, fra le più intensive dello Stivale, dal 2003 il frutto è riconosciuto con il nome di Kiwi Latina a marchio IGP.

Eventi, sagre e manifestazioni

A Cisterna di Latina ogni occasione è buona per festeggiare, sicché gli eventi di maggior richiamo risultano essere il Carnevale Cisternese con le sontuose sfilate di carri allegorici, la Processione di San Rocco che va in scena nel giorno di Ferragosto insieme alla Corsa dell’Anello in cui si cimentano i Butteri (pastori a cavallo) più bravi, la Giostra del Saraceno con la sfida fra le quattro contrade, la Festa della Madonna del Divino Amore e il Natale Cisternese con protagonista il Presepe allestito all’interno delle Grotte di Palazzo Caetani. Da segnarsi anche la Fiera della Ricalata e la Fiera dell’Ascensione. In materia di eventi gastronomici tengono banco ogni anno la Sagra della Polenta a gennaio e la Sagra della Pecora al Sugo a maggio.

Come arrivare a Cisterna di Latina

Si percorre l’Autostrada A2 con uscita a Valmontone e proseguimento in direzione di Velletri e Cisterna; la cittadina possiede una propria stazione ferroviaria; Roma Fiumicino e Roma Ciampino sono gli aeroporti di riferimento.

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