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Il Giardino di Ninfa a Cisterna di Latina

Questo luogo bucolico, costruito nel 12 secolo, venne successivamente ampliato da Pietro Caetani. Diventato una prigione venne poi abbandonato. Oggi un Monumento Nazionale che offre storia e magnifici scenari naturali.

Indomita, la natura fa il suo corso e l’uomo ne pettina la parabolica bellezza dando a essa un senso estetico compiuto. Fra i tanti c’è l’emblematico caso del Giardino di Ninfa, un’oasi splendente dell’hinterland di Cisterna di Latina dichiarata Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000, una tutela più che meritata per un habitat fiabesco che sembra uscito da un racconto fantasy: a tesserne il mosaico sono il fiume Ninfa, il lago e la cornice che ne inquadra lo splendido complesso naturalistico, il Parco Naturale Pantanello la cui inaugurazione ha avuto luogo il 15 dicembre 2009.

La lunga storia del Giardino di Ninfa

Negli immediati pressi di quest’angolo paradisiaco sorgeva anticamente un tempio costruito per omaggiare le Ninfe Naiadi, da qui il nome. Storicamente, però, Ninfa era una città che spiccò il volo nell’XI secolo, quando divenne un centro urbano piuttosto prestigioso, luogo di permanenza di influenti famiglie quali i Conti Tuscolo e i Frangipani, autori di un complessivo rafforzamento politico ed economico che interessò Ninfa fino all’acquisto della città da parte di Pietro II Caetani, nipote nientemeno che del pontefice Bonifacio VIII. La casata impose il proprio controllo amministrativo per oltre sette secoli curandosi di potenziare la struttura castellare stagliata in loco aggiungendovi la cortina muraria e implementando l’area con i quattro fortini e il palazzo baronale in prossimità della torre portata a un’altezza finale di 32 metri.

Paradossalmente fu un altro Caetani, Onorato, a saccheggiare e distruggere Ninfa nel 1382, cosicché nulla venne più ricostruito, l’abitato subì un totale abbandono fino a divenire un luogo fantasma in cui sopravvivono tuttora ruderi delle chiese di Santa Maria Maggiore, San Biagio, San Giovanni e San Pietro.

Le basi per una rivalutazione della zona vennero gettate in pieno Cinquecento dal cardinale Nicolò III Caetani che, mosso dallo sconfinato amore per la botanica, incaricò Francesco da Volterra di progettare un hortus conclusus, progetto abbandonato, poi ripreso dal duca Francesco IV e nuovamente abbandonato a causa dell’incombere della malaria. A fine Ottocento si pensò a una rinascita nelle forme di giardino in stile anglosassone di aspetto romantico e a farsene carico fu Ada Bootle Wilbraham, fautrice insieme a due dei sei figli avuti dal consorte Onoraro Caetani, di un’estesa bonifica delle paludi e della sistematica piantumazione di cipressi, oggi, roseti, lecci e faggi nel contesto di una radicale ristrutturazione degli ambienti, fra tutti il Palazzo baronale attuale sede della Fondazione Roffredo Caetani, istituita nel 1977.

Svincolata da canoni geometrici e linee troppo rigorose, la realizzazione del Giardino di Ninfa ebbe prosecuzione grazie all’interessamento della moglie di Roffredo, Marguerite Chapin. Le due guerre mondiali costituirono una pausa non voluta e nel 1944 l’oasi fu riconvertita temporaneamente a rifugio e base di munizioni dai Tedeschi, ma l’area per fortuna rimase sostanzialmente intatta, tale che la figlia di Roffredo, Lelia, poté rimettere mano donando un tocco fortemente poetico a quell’eden fatto di verde, sfumature tenui, tonalità accese e perle quali magnolie, rose rampicanti e prunus.

Cosa vedere nel Giardino di Ninfa

Oggi si riscontra un totale di 1.300 piante diverse introdotte nel tempo a riempimento di ben 8 ettari di giardino su cui spiccano meli ornamentali ma anche ciliegi, camelie, rose arbustive e varietà capaci di esaltare la piacevolezza di un luogo eccezionale dove il clima estremamente mite ha favorito la coltivazione di numerose piante tropicali e l’insediamento di un’avifauna presente in oltre 100 specie soggette a regolare censimento.

Contatti, telefono, navetta e prezzi per visitare il giardino

Dove: Via Provinciale Ninfina, 68 – Cisterna di Latina (Latina)
Date e orari di apertura 2018: 6, 7 ottobre e 4 novembre dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 16.00; i gruppi composti da almeno 25 persone possono visitare il sito tutti i giorni dell’anno
Costo del biglietto: intero € 15.00 + € 0.50 prevendita online, € 8.00 diversamente abili, gratuito under 11 anni; supplemento di € 2.00 in caso di visita facoltativa all’Hortus Conclusus, giardinetto all’italiana seicentesco con agrumeto e vasche dei cigni
Modalità di prenotazione: per la visita gruppi occorre necessariamente prenotarsi sul sito ufficiale del Giardino di Ninfa, ove si riportano prezzi e qualunque informazione inerente la condotta di visita
Contatti: la Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta onlus è contattabile all’indirizzo mail info@frcaetani.it

Come arrivare, auto e navetta
Da Roma prendere la SR 148 in direzione Latina, uscire a Borgo Sabotino/Lido di Latina e seguire le indicazioni per la SS7 Via Appia diretta a Ninfa, Norma e Bassiano; superare la rotonda di Doganella di Ninfa, poi a 4 km sulla destra si giunge al parcheggio e ingresso del giardino; dalla stazione ferroviaria di Cisterna di Latina parte il bus navetta attivo soltanto nei giorni di apertura al pubblico del giardino; i servizi Ninfa EcoTour nelle terre dei Caetani prevedono solo trasporti ecosostenibili, per cui è possibile arrivare al sito sia in autobus che in bicicletta includendo se si vuole una visita all’Abbazia di Valvisciolo, al Castello di Sermoneta e al Monumento Naturale Acque Sorgive Monticchio sul fiume Cavata, area fruibile a piedi o in canoa.

 Pubblicato da il 05/12/2018 - 1.150 letture - ® Riproduzione vietata