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Sora (Lazio): il castello e la visita alla cittą sul fiume Liri, in Ciociaria

Sora, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il fiume Liri è il suo scudiero, la Valle di Roveto una splendida veduta, la provincia di Frosinone il suo contesto nel Lazio. Sora si avvale di questi tre emolumenti per imporre una presenza importante che si traduce in una cittadina di oltre 26.000 abitanti (quarta città dell’area metropolitana) letteralmente risorta e riscattata dopo il devastante terremoto del 1915.

Storia

La sua storia, tuttavia, è molto più antica in quanto affonda le radici nell’epoca romana e prosegue con la dichiarazione del borgo a sede vescovile e l’occupazione normanna nel Medioevo, anticamera di grandi cambiamenti avvenuti poi in futuro: l’elezione a Ducato, la successiva soppressione del titolo amministrativo, l’egida di Napoleone Bonaparte, l’Unità d’Italia e, come detto, il sisma d’inizio Novecento superato con una ferrea volontà della popolazione di evolversi sotto qualunque punto di vista. Sora, sgusciando via fra i drammi delle due guerre mondiali, ha potenziato largamente la propria capacità economica, incentiva il turismo e seguita a sviluppare regolarmente settori quali l’industria e il commercio i cui maggiori comparti rispondono all’incremento di cartiere, mobilifici e tante altre attività di pubblico interesse e condivisa utilità.

Cosa vedere a Sora

Architettonicamente, Sora colpisce per l’abbondanza di chiese, dovuta al suo essere stata, seppur per breve tempo, sede vescovile. Gli edifici sacri sono tutti visitabili e generalmente in buone condizioni, a cominciare dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita nel 1100 e subito riconoscibile nell’abitato per il grandioso portale realizzato da Mastro Giovanni.

La chiesa è in verità parte di un complesso che annovera anche il cinquecentesco Palazzo Vescovile e il Seminario interdiocesano, certamente uno dei più vetusti d’Italia. A presiedere questo comprensorio è la Torre aragonese, che offre una sorta di soluzione di continuità al tema ecclesiale. Consigliata la visita all’interno della Cattedrale, dove fra gli altri si possono ammirare un bel Crocifisso ligneo a sovrastare l’altare maggiore, la pala del Pater Noster e i trittici pittorici della Santissima Trinità e della Madonna col Bambino.

L’Abbazia di San Domenico è circa un secolo più vecchia. La sua fondazione risale a 1011 ed è di concezione classica, con triplice ingresso, sobria facciata, tre navate e una cripta contenente le spoglie del Santo titolare. La Chiesa di Santa Restituta possedeva un impianto del 1155 ma fu distrutto da Federico II per essere sempre da lui ricostruito, eppure la storia di questa chiesa è tribolata e oggi si notano i segni di altri interventi e rifondazioni totali che l’hanno consegnata ai tempi odierni con tre navate monoabsidate e una facciata a tre ingressi molto simile al complesso abbaziale. In facciata campeggia il Privilegio di Carlo II d’Angiò, murato come altre antiche iscrizioni. È dunque un’opera architettonica controversa e ben poco limpida, ma forse proprio per tale motivo il suo fascino permane, codificato da un imperituro alone di mistero.

Un lunghissimo filone di luoghi sacri fa della superficie cittadina un tappeto brulicante di edifici che destano degno interesse. Fra di essi si citino la Chiesa di Sant’Antonio Abate (dinanzi alla quale ogni 17 gennaio si svolge la Fiera mercato focalizzata quasi esclusivamente sulla vendita della frutta secca), il Santuario di Santa Maria della Figura con il prezioso affresco della Madonna col Bambino, Madonna della Neve (quella che cadde soffice sull’Esquilino in uno stranissimo agosto del 352 d.C.), almeno altri dieci santuari e chiese mariane, la Chiesa e Convento di San Francesco e il monumentale Convento dei Padri Passionisti, quest’ultimo posto in contrada Collacchio.

Per cambiare genere dobbiamo recarci a osservare le tante particolarità del Castello di San Casto e Cassio, un’imponente fortezza rinascimentale a pianta rettangolare che dal 1520 si staglia su un’altura con i suoi sei torrioni cilindrici, poligonali e quadrati. Tale maniero è stato dichiarato per la sua completezza progettuale monumento di importanza storico-artistico-militare da salvare e restaurare. Per raggiungere il colle di San Casto si deve passeggiare un po’ in salita ma il percorso ne vale la pena, un suggestivo itinerario lungo il quale si dispone il Santuario rupestre del dio Silvano, addirittura ascrivibile al II secolo a.C.

Da visitare, una volta tornati al centro storico, il Museo della Media Valle del Liri, che dal 1979 ha sede nell’ex Convento dei Minori Conventuali: l’esposizione occupa tre piani e si articola in un percorso secondo logica cronologica cui seguono rami tematici e topografici che indagano il bacino archeologico di Sora e del territorio circostante.

Eventi, sagre e manifestazioni

A Sora i festeggiamenti sono di casa e tempestano l’anno di dilagante allegria fusa al rispetto per le ricorrenze religiose. A gennaio le celebrazioni sacre in onore di Sant’Antonio Abate, San Giuliano di Sora e San Ciro precedono cortei e sfilate del coloratissimo Carnevale del Liri, poi il Giovedì Santo è la volta del Tamburo, una spettacolare processione notturna che ricorda il tradimento subito da Gesù e fa da vigilia al giro intracittadino delle statue della Madonna Addolorata e del Cristo Morto.

Un’altra processione si svolge il 14 agosto e vede sfilare la Macchina dell’Assunta trasportata da 60 persone; la Processione di San Rocco ha luogo esattamente due giorni dopo. Le manifestazioni si chiudono a dicembre con i mercatini e la mostra dei 100 presepi inscritti nel Natale a Sora.

Da trattare a parte due eventi che esaltano invece lo slancio commerciale della cittadina, nella fattispecie la grande Fiera Campionaria visitata da migliaia di persone fra il 22 settembre e il 1° ottobre, e la Sorarreda, fiera che si concentra sui settori dell’arredamento, dell’abbigliamento e dell’industria tessile in generale nel periodo compreso fra il 27 aprile e il 6 maggio.

Entrambe le esposizioni sono ospitate nel Polo Fieristico di Sora. Durante tutte queste manifestazioni, la macchina ricettiva del paese lavora a pieno regime e si tira a lucido per accogliere una moltitudine corposa di turisti. I ristoranti, in particolare, smaniano di sottoporre agli ospiti menù capaci di fare da vetrina alla ricca cucina locale, nel cui novero entrano peraltro squisiti dolci come la caratteristica ciambella sorana, i mostaccioli e i susamelli.

Sora ha dato i natali a molti illustri personaggi che si sono affermati in varie branche dello spettacolo e delle scienze. Tra questi si deve menzionare Vittorio De Sica, celebre regista autore di capolavori neorealisti quali "Sciuscià" e "Ladri di biciclette", nato appunto a Sora nel 1901 e sempre ricordato con affetto dai concittadini di ieri e di oggi.

Come arrivare a Sora

Le autostrade A1 e A 25 diramano nelle SS Ferentino – Frosinone –Sora, Cassino – Sora e Avezzano – Sora; la stazione di Sora è ubicata lungo la linea ferroviaria Avezzano – Roccasecca; Fiumicino e Ciampino sono gli aeroporti di Roma più comodi per poi raggiungere Sora.

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