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Vallerano (Lazio): visita al borgo e alle sue feste

Vallerano è sicuramente una delle crème de la crème che rendono l’hinterland di Viterbo nel Lazio un’area altamente rinomata in relazione al patrimonio storico, al blasone artistico e al corredo architettonico di cui sono dotati i borghi del caleidoscopico panorama regionale.

Storia

Distante dal suo capoluogo pressappoco 17 km a ovest, il paese s’adagia placidamente sul versante sud del Monte Cimino e ha avuto origine in epoca medievale sorgendo in una zona nella quale l’Età del Bronzo fece il suo corso prima dell’occupazione etrusca e romana. E’ probabile, considerati i resti del castrum, che Vallerano abbia visto la luce intorno al 1200 sebbene l’erezione di quelle mura fortificate rimandi al 1000 a.C.

Dopo il crollo dell’Impero Romano e il soqquadro arrecato dalle orde barbariche, il borgo ebbe il privilegio di essere assorbito nel Patrimonium Sancti Petri, ma questo non precluse a potenti famiglie e istituzioni di guadagnarne la proprietà, dalla città di Viterbo ai Di Vico, fino agli Orsini tornando poi allo Stato Pontificio prima di essere nuovamente infeudato dai Ronconi di Rossano, dai Borgia e dai Farnese, in seguito ai quali tornò a farsi sentire l’egida papale, a cui Vallerano si sottrasse solo dopo l’Unità d’Italia costituendosi di fatto Comune autonomo.

Cosa vedere a Vallerano

Ma come si presenta oggi la località? La risposta è davanti agli occhi di chi la visita. Si scopre un dolce anfratto urbano fra le cui stradine spira ancora il vento del passato, una fievole brezza d’antico che accarezza mura e torrioni medievali, archetti ed edifici frutto della ridondanza del tempo ricolmo di memorie. Tra questi i più risonanti risultano certamente i luoghi sacri, in particolare il Santuario di Maria Santissima del Ruscello, che venne fatto costruire dopo che il pittore Stefano Menicucci, restaurando nel 1604 un dipinto della Vergine con il Bambino presente nella primigenia cappella fiancheggiante il ruscello, notò del sangue uscire dalla bocca dell’icona femminile, un miracolo. Disegnato da Jacopo Barozzi da Vignola, il complesso ecclesiastico fa prevalere una veste barocca abbinata al gusto rinascimentale, con un interno percorso da una sola navata dotata di sei aperture e volte a botte.

E’ un ambiente che sia esternamente che internamente si mostra decorato con squisita creatività, non troppo pieno e ordinato grazie alla oculata disposizione delle varie cappelle, ognuna delle quali si compone di altorilievi e soprattutto tele: la Cappella Paesani custodisce una spettacolare Vergine con il Bambino attribuita a Giovanni Lanfranco; della Cappella Janni colpisce invece il bel crocifisso in legno di tiglio realizzato in epoca seicentesca; la Cappella Marcucci sfoggia l’Annunciazione dipinta a olio da Girolamo Troppa; la Cappella Farnese, infine, è un tripudio di stucchi dorati, ornamenti in terracotta e marmo, pitture e immancabili dipinti come la Madonna Assunta in Cielo. Cantorie e organo monumentale suggellano una struttura ch’è un toccasana per gli occhi, sicuramente gradita al turista di passaggio.

La visita non si esaurisce qui poiché altre chiese notevoli rientrano nel tour, la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo con il suo organo, l’altare maggiore e una Vergine in Cielo con Sant’Andrea e San Vittore, la Chiesa di San Vittore Martire con il sensazionale soffitto a cassettoni costituito da 116 riquadri, la Chiesa del Santissimo Crocifisso, la sconsacrata Chiesa di Maria Santissima della Pieve e la Chiesa della Madonna del Rosario.

Il borgo mantiene un solido fil rouge con la letteratura, dato che nel cimitero locale vi è sepolto un illustre cittadino, Corrado Alvaro, scrittore calabrese che prese casa nella campagna di Vallerano fra il 1939 e il 1956.

Eventi, sagre e feste

Il calendario degli eventi valleranesi è ricco e vivace. A giugno ingolosisce la Sagra della Frittura, durante la quale si friggono in pastella melanzane, zucchine, baccalà, fiori di zucca, patate e pizze, inoltre le fricciolose accompagnate da pasta al ragù, hamburger, salsiccia alla griglia e tanta birra alla spina.

Il 5 luglio ricorre il consueto anniversario del miracolo della Madonna del Ruscello, cui è dedicata appunto la Festa del Miracolo con tanto di “luminata” notturna. Il weekend successivo a Ferragosto si tiene la partecipata Festa Patronale di San Vittore Martire, che annovera una suggestiva processione in onore del Santo, una grande rievocazione storica, una serie di concerti musicali e infine lo spettacolo pirotecnico. Specifico appuntamento musicale è costituito dal Festival delle Piccole Serenate Notturne.

A fine agosto prende vita l’attesissima Notte delle Candele, che illumina con oltre 40.000 candele il centro storico, la scenografica Piazzetta dell’Oratorio e ogni scorcio urbano che diventa teatro di puro intrattenimento. Altro appuntamento imperdibile è la Sagra della Castagna, che per tutti i fine settimana di ottobre incluso il primo weekend del mese di novembre porta in trionfo il prodotto tipico di queste terre, le caldarroste, offerte in degustazione in parallelo a visite guidate nelle famose cantine tufacee, che ospitano perfino cene organizzate.

A Natale fa la sua comparsa la Mostra dei Presepi statici, a cadenza annuale, mentre ogni quinquennio viene imbastito con dovizia il Presepe Vivente.

Come arrivare a Vallerano

Da Viterbo, percorrere in auto la Cassia Cimina, successivamente la SP 25 e la SP 25bis, poi si seguano le indicazioni per Vallerano; la località possiede una stazione ferroviaria ma la fermata è a richiesta; Roma Ciampino costituisce l’aeroporto di riferimento.

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