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Le foto di cosa vedere e visitare a Rossano

Rossano (Calabria): la cittą sullo Jonio e il suo codice purpureo

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Agli antipodi dello stivale italico si trovano due realtà urbane accomunate dal medesimo nome, Rossano. Le si distingue di rimando aggiungendo l’aggettivo di appartenenza, tale per cui al nord ecco Rossano Veneto, mentre al sud riposa accaldato Rossano Calabro. Quest’ultima, forte di quasi 37.000 abitanti che la qualificano con il titolo di Città, sottosta alla provincia di Cosenza (da cui dista ca. 68 km) in un territorio di alture e diversificazioni geologiche che ne definiscono il paesaggio in bilico fra la campestre Piana di Sibari e la turchese costa ionica, lembo di terra in cui fanno capolino oliveti, agrumeti e frutteti ma anche zone sabbiose, argillose e rocciose.

La sua posizione strategica sul mare l’ha perpetuamente resa località ambita dalle popolazioni avvicendatisi a fini di conquista, senza però essere mai espugnata considerando l’impervia zona. Storicamente invisa ai numerosi tentativi di occupazione, Rossano ha comunque beneficiato delle positive alterazioni urbane portate dai Romani e dai Bizantini, sotto i quali la cittadina ha implementato la propria importanza sia sotto il profilo culturale che architettonico.

La Bizantina” – come viene ancora oggi chiamata Rossano – si è col tempo scissa in due partizioni distinte, ovvero Rossano Paese e Rossano Scalo: la prima è costituita da un abitato di vecchia conformazione, piuttosto decadente e vero nucleo storico del comune, soggetto a progressivo spopolamento arrecato dalla nemesi Rossano Scalo, che rappresenta l’alter ego moderno dalla strutturazione più confacente alla contemporaneità, insieme di condomini, impianti, ville, negozi per la cui costruzione si è scelta la costa, reale e naturale sbocco per il turismo natante. Altra cosa è il turismo culturale, che privilegia il lato antico di Rossano, ricco di monumenti e chiese certamente più accattivanti di uno stabilimento balneare, il cui fascino rimane dipendente dagli umori del mare, elemento sempre e comunque irresistibile per i vacanzieri e i villeggianti.

C’è tanto da visitare, a cominciare dal Museo Diocesano, che custodisce gelosamente un documento considerato il Vangelo miniato più prezioso al mondo, di origine bizantina e risalente al VI secolo: si tratta del Codex Purpureus Rossanensis, contenente testi di Marco e Matteo, nonché miniature che ne hanno fatto uno dei manoscritti storici per eccellenza, riconosciuto nel 2015 quale Patrimonio dell’Umanità e inserito dall’UNESCO nel “Registro della Memoria mondiale”.

Questo reperto bibliografico (che conta 188 pergamene dai testi vergati in oro e argento, un’epistola e un totale di 15 miniature) è stato ritrovato nel 1879 all’interno della sacrestia intestina alla Cattedrale di Maria Santissima Achiropita, il più importante monumento architettonico di Rossano, edificio con pianta a tre navate, tre absidi, torre campanaria e fonte battesimale. La maggiore attrattiva è costituita dall’immagine della Madonna Achiropita, il cui significato del termine sta a indicare l’origine non umana del dipinto.

... Pagina 2/2 ... La Chiesa di San Nilo, voluta fortemente dalla principessa Olimpia Aldobrandini (vissuta nel XV secolo), è dedicata al fondatore dell’abbazia greca di Grottaferrata, appunto San Nilo. Da menzionare un ciclo di chiese che si rivelano in tutto il proprio splendore, ossia San Bernardino, Panaghìa, San Francesco di Paola, Santa Chiara e l’oratorio di San Marco. Più distaccate rispetto al centro urbano sono l’abbazia di Santa Maria del Patire, immersa nel paesaggio collinare con i suoi esemplari pavimenti e gli stupendi mosaici, e torre Sant’Angelo, edificio militare cinquecentesco che reca un ottimo esempio di fondaco (complesso adibito in tempi antichi a magazzino o gruppo di alloggi per mercanti stranieri).

Il Touring Club Italiano segnala il secondo museo d’impresa più visitato in Italia, cioè il Museo della liquirizia: fra le sue mura si possono ammirare attrezzi impiegati nell’estrazione, trattazione e commercializzazione delle radici di liquirizia, insieme ad abiti, suppellettili e documenti appartenuti alla famiglia Amarelli, abnegata a oltre 3 secoli di produzione della celebre liquirizia che porta il suo nome.

Eventi di spicco dell’estate rossanese sono la Festa dell’Acheropita a Ferragosto (che annovera spettacoli pirotecnici davvero esaltanti) e la Festa “Maria Stella del Mare” sul lungomare Sant’Angelo. Fiere partecipate rendono omaggio a Santa Maria delle Grazie (8-9 settembre) e Sant’Angelo (ultima domenica di maggio e prima di dicembre).

Per raggiungere Rossano si rende necessario percorrere la A3 Salerno-Reggio Calabria per poi uscire allo svincolo di Sibari e proseguire lungo le SS 534 e 106 fino a destinazione.

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