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Le foto di cosa vedere e visitare a Brescello

Brescello, visitare il paese di Don Camillo e Peppone

C’era una volta un paesino tra il fiume Po e l’Appennino. Giovannino Guareschi, scrittore e giornalista italiano, avrebbe descritto così Brescello, piccolo centro della bassa padana che sorge sulla riva destra del fiume Po a 27 km a nord ovest di Reggio Emilia.

In quel territorio del nord Italia Guareschi aveva trovato atmosfera e gente ideale per ambientarvi le vicende di due personaggi nati dalla sua straordinaria penna letteraria: un parroco e un sindaco, meglio conosciuti come Don Camillo e Peppone, protagonisti sul piccolo e grande schermo grazie a Fernandel e Gino Cervi.

Cittadina turistica ricca di storia e arte, Brescello, con i suoi 5.500 abitanti, merita una vista non solo perché di Don Camillo e Peppone ospita museo con cimeli e statue bronzee nella piazza principale del paese ma anche per edifici storici, monumenti e parchi che la caratterizzano rendendola una graziosa località della provincia emiliana.

Per iniziare la visita si può partire da via Giglioli percorrendo un tratto dell’antico decumano romano lasciandosi alle spalle la chiesa della Concezione. Lungo questo percorso si scorgono l’antico ospedale del paese e l’edificio della posta, entrambi ubicati sul lato sinistro della via. Proprio qui, appesa sotto il porticato di via Giglioli, si trova anche la famosa campana protagonista del film “Don Camillo Monsignore…ma non troppo”.

Proseguendo l’itinerario a piedi, si raggiunge il cuore di Brescello, quella Piazza Matteotti dove l’una di fronte all’altra si stagliano il Municipio e la Chiesa di Santa Maria Nascente che hanno fatto da sfondo a tante avventure nate dall’ingegno del Guareschi.

Ricostruita tra il 1829 e il 1837 poiché quella di origine medievale non era più in grado di ospitare tutti i fedeli, la Chiesa di Santa Maria Nascente conserva tutt’ora la struttura planimetrica originaria caratterizzata da tre navate con volte ad arco e sei altari laterali; ad affiancarla il campanile eretto nel 1896 mentre due statue di marmo, l’una della Vergine e l’altra del patrono e santo protettore Genesio, furono alloggiate in alto ai lati della facciata dell’edificio qualche anno più tardi, nel 1899. All’interno dell’edificio religioso, oltre a numerose tele, candelabri antichi e a un baldacchino in legno e oro, si trova anche il celebre crocifisso parlante, scultura in legno del veronese Bruno Avesani, a cui Don Camillo era solito rivolgersi.

Ai lati di Piazza Matteotti nel 2001, a ricordo dei 50 anni dal primo film della serie, sono state collocate le statue di bronzo dei due personaggi (quella di Don Camillo nella parte della Chiesa e quella di Peppone davanti al Municipio) mentre al centro dell’ampio piazzale, su un piedistallo in marmo, si erge la statua di Ercole Benefattore scolpita da Jacopo Tatti detto il Sansovino, in onore di Ercole II d’Este. In realtà quella alloggiata in piazza è una copia in gesso del “Pasquino” (così i brescellesi amano anche chiamare l’Ercole) mentre quella originale si trova al centro Culturale San Benedetto. Cinta su due lati da imponenti porticati, a dominare in questa cornice è la chiesa di stile ottocentesco dedicata a Maria Nascente.

Dalla Piazza si prosegue poi per via Cavallotti dove, dopo un centinaio di metri, si giunge al monastero di San Benedetto fatto edificare da Ercole I° d’Este e Eleonora d’Aragona nel 1492 per le monache benedettine che vi rimasero sino al 1798 quando Napoleone Bonaparte fece sopprimere l’ordine religioso. Trasformato in ospedale e poi in caserma sotto la Repubblica Cisalpina, negli anni ’80 è stato completamente restaurato dall’Amministrazione Comunale di Brescello che lo ha poi trasformato in Centro Culturale pur conservandone l’antica struttura architettonica.

L’edificio di San Benedetto, che si affaccia su Piazza Mingori, ospita al suo interno fra l’altro il Museo di Peppone e Don Camillo, due sale civiche (Zatti e Prampolini), la biblioteca comunale e il museo archeologico dove sono ospitati i reperti di epoca romana rinvenuti in occasione di scavi.

Sempre su piazza Mingori si trovano la nuova struttura museale dedicata a Guareschi, costruita in occasione dei 100 anni dalla sua nascita, e il carro armato utilizzato in uno dei film della serie di Don Camillo: non si tratta però dello Sherman americano ritratto originariamente nella serie cinematografica ma di un Pershing M26 che gli abitanti di Brescello hanno ottenuto dall’esercito italiano e poi ristrutturato nella parte meccanica grazie ad alcuni volontari.

Nelle vicinanze del Centro Culturale si trova infine il parco Guareschi dotato di una grande area verde da cui si può ammirare la parte restante della chiesa dell’antico convento che fu delle monache benedettine.

E gli altri luoghi di questo angolo di bassa padana da non perdere? La casa di Peppone, lungo via Carducci, non visitabile però all’interno; la stazione ferroviaria posta alla fine di viale Venturini che ancora oggi, proprio come all’epoca dei film, collega Brescello a Parma; la casa di reclutamento comparse situata in via Panizzi 5 sotto il cui portico si recavano i produttori per scritturare le comparse e i figuranti. E poi ancora la Madonnina del Borghetto, la piccola cappella votiva che nel film “Don Camillo Monsignore…ma non troppo” doveva essere abbattuta per far spazio alla Casa del Popolo: per vederla bisogna andare sino sotto l’argine maestro del Po all’incrocio dell’ex statale 62 della Cisa con la strada golenale che porta a Ghiarole.

Una visita a Brescello non può escludere infine una passeggiata di 400-500 metri sino al fiume raggiungibile attraversando macchia mediterranea e piante di querce da dove si può osservare la confluenza dell’affluente Enza direttamente nel Po. Si può raggiungere la golena nei pressi della Trattoria Lido Enza per poi attraversare il ponte in ferro e percorrere un tratto del bosco per arrivare al fiume. Oppure si può scegliere di fare un giro in barca navigando sul Po nel tratto Guastalla/Boretto raggiungendo l’affluente Enza sino a incrociare le vecchie barche dei pescatori.
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