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Campagnola Emilia (Emilia-Romagna) visita alla cittadina della Pianura Padana

Campagnola Emilia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Solo il suo nome ispira una certa siffatta tenerezza e un’immagine di libertà che si concretizza in aperta campagna. In effetti Campagnola Emilia ha tutto lo spazio di questa terra, prezioso comunello che va a perdersi nell’abbraccio di una Pianura Padana mai così affettuosa nell’accorato hinterland di Reggio Emilia.

Storia

Il borgo, 6.000 abitanti appena, sembra abbia iniziato il suo lento cammino espansivo all’epoca della primissima citazione, nel 772 d.C., quando nel diploma del re longobardo Desiderio apparve con il nome Campaniola, riferimento a un insieme di agri forse già vivo e vegeto nel periodo romano.

Divenuta una corte agricola a ridosso dell’XI secolo, abbisognò della protezione di un castello denominato Castellazzo, con cui il marchese Bonifacio e soprattutto la figlia Matilde di Canossa implementarono il sistema difensivo annettendovi un cardine della religiosità allora imperante, l’Abbazia della Santissima Trinità. Ebbene, la struttura castellare andò incontro alla distruzione da parte di Bernabò Visconti nel 1371, il luogo di culto tirò avanti sino alla metà del Settecento, quando i Sabbatini decisero di sostituirla con un casino campestre. Campagnola risentì non poco di queste pesanti defraudazioni, sprofondò nell’oblio della decadenza ma riuscì tuttavia a risalire la china e crescere autonomamente, tanto da guadagnarsi lo status di Comune indipendente nel 1621, e tale permase la situazione prima e dopo l’annessione al Regno d’Italia.

Oggi Campagnola Emilia si presenta nelle vesti di tranquilla realtà di provincia, pezzo placido della migliore Emilia-Romagna, provvisto di adeguati servizi assistenziali, intrattenimenti e un apparato welfare che ottempera alle esigenze di ogni categoria di abitante e avventore, disponendo di scuole attrezzate, aree verdi e spazi per la pratica sportiva, spesso sostenuta da associazioni molto attive sul territorio.

Cosa vedere a Campagnola Emilia

Dal punto di vista turistico, c’è un bel mondo architettonico da ammirare, una finestra sulle meraviglie che tempestano il nucleo urbano ingentilendolo notevolmente con maestà, temperanza e arte che non si risparmia. I primi a saltare subito all’occhio sono i monumenti ecclesiastici come la Chiesa della Santissima Trinità, che nonostante il colpevole abbandono dei Sabbatini ha trovato il modo e il nerbo di sopravvivere pur perdendo buona parte della magnificenza in grado di contraddistinguere l’intero complesso abbaziale. Quella che ci troviamo di fronte attualmente è un semplice oratorio derivato dalla navata minore della primigenia chiesa - che di navate ne aveva tre oltre agli ambienti monasteriali – pervaso da ispirazioni romaniche e caratterizzato da linee gotiche.

La Parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio si rende degnamente visitabile in virtù di notevoli testimonianze nei campi dell’architettura, della scultura e poi della pittura nonché dell’ebanisteria. Di spirito settecentesco (differisce il campanile appartenente invece al secolo successivo), questa bella roccaforte cristiana a croce greca concentra molta della sua bellezza nel presbiterio riccamente decorato da Matteo Campori. Suggestivo anche il percorso che conduce all’abside, lungo il quale ci si imbatte in meravigliose cappelle, in un bel Fonte Battesimale, in un artistico Crocifisso e negli altari realizzati in marmi policromi, che sono obiettivamente un gran bel vedere specialmente se rapportati ai quadri a olio facenti lo sfondo ideale della sua cornice, sono essi i Misteri del Rosario dipinti nel XVII secolo. La decaduta abbazia ha consegnato alla parrocchiale lo stupendo Crocifisso ligneo che si è scelto di apporre sopra la fine cantoria di Cesare Costa.

Oggi non abbiamo la fortuna che ci avrebbe spettato di contemplare il mitico Castellazzo, come detto andato distrutto, ma a farne le veci esiste la Chiesa di Sant’Andrea, in sostanza una sua appendice che richiama in tutto e per tutto lo stile romanico sia nei singoli elementi (archi, finestre, basamenti) che nella complessiva estetica, di cui risalta la facciata a doppia lesena. Restaurata, si compone di una pianta asimmetrica molto singolare in quanto porta a notare la presenza di due absidi, la maggiore e la minore sovrastata peraltro da un campaniletto a vela senza campana. Internamente si osservano molteplici affreschi ascrivibili al ‘400.

Dentro e fuori l’abitato sorgono altri luoghi sacri, come l’Oratorio di San Pietro Martire con i dipinti su muro raffiguranti le fasi esistenziali della Madonna, l’Oratorio della Beata Vergine dell’Olmo (residuato della medievale Chiesa di San Giovanni dell’Olmo) e l’Oratorio della Madonna Rossa, così chiamato per il colore dei mattoni.

Il genius loci della classica corte è ancora conservato nella postura di Palazzo Beccarini e nell’ineccepibile eleganza della Corte di San Bernardino da Siena. Distinta Villa Conti-Cottafavi, di cui è importante esplorare il parco costellato di platani, essenze esotiche e arbusti nostrani. La natura nel circondario si mostra assai generosa, ne abbiamo un saggio attraverso l’Olma pluricentenaria dalle proporzioni maestose (27,40 m di altezza e un tronco il cui diametro raggiunge i 5,20 m) ch’è in vita da ormai quattrocento anni. Da vedere infine il Cavone, dapprima una grossa cava d’argilla oggi culla di un ecosistema spontaneo composto da vegetazione palustre e svariate specie animali, in particolare anfibi, piccoli mammiferi ed esemplari dell’avifauna. I volatili si raggruppano per lo più nell’Oasi LIPU Celestina, 12 ettari di splendore naturalistico.

Eventi, sagre e manifestazioni

Campagnola Emilia non nasconde un animo giocondo la cui massima vocazione si lega al gusto per le tipicità gastronomiche di vecchia data, quelle che ancora conservano una tradizione ben consolidata e gradita. Per questo motivo si organizzano tantissime sagre ed eventi che tributano al buon cibo cospicue fette d’anno, vedasi la Notte del Salame che a maggio regala un’occasione ghiotta per assaporare tanti prodotti autoctoni. Meno tipico ma ugualmente divertente, il Kampagnola Bavarian Beer Fest inaugura la primavera con fiumi di birra e spettacoli a non finire, una manifestazione del tutto diversa dalla Sagra dei Santi Gervasio e Protasio, più culturale e affezionata al culto dell’agricoltura. In estate si tengono inoltre la Sagra di San Giacomo e la Settimana di San Luigi Gonzaga. Un dicembre infuocato ospita una pletora di concerti di avvicinamento al Natale e la Sagra deI Cicciolo d’Oro, interamente dedicata alla norcineria.

Come arrivare a Campagnola Emilia

Partendo da Reggio Emilia val bene percorrere la SP 468 in direzione di Budrio e poi imboccare la SP 94 verso Campagnola Emilia; in treno si giunge alla stazione di Reggio Emilia e da qui si deve proseguire con la linea FER Reggio Emilia – Guastalla fino a Novellara, da cui partono gli autobus ACT in direzione del borgo, distante circa 3,5 km; l’aeroporto di Parma dista 46 km dalla località.


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